Ognuno ha il suo temporale.

Stanotte, in camper, abbiamo attraversato un temporale, anzi, un temporale ci ha attraversati. mi correggo: ci sta attraversando.

In camper, un temporale è un vero evento. E’ preceduto da un’agitazione palpabile e già quando solo è annunciato, ci son cose da fare per noi camperisti. Assicurare ogni cosa che può volar via, comprese sedie e tavolini, ritirare tende per il sole, raccogliere la biancheria stesa. Ispezionare accuratamente l’apertura di ogni finestrino, per far sì che entri l’aria, ma in caso di scrosci, non entri anche l’acqua. Insomma un gran tramestio. Poi, come stonotte è successo, si dorme, ma si ascolta. Lontano nel mare si sentono i tuoni e si vedono lampi d’argento. Sta arrivando. Brontolii impercettibili da una casa, qui si odono continui. Poche gocce di pioggia sembrano uno scroscio inaudito. E’ bello far parte di tutta questa energia. Si è dentro, immersi, attraversati appunto.Il temporale cammina. Si annuncia, ci invade e continua la sua strada. Procede lento ma nessuno lo può fermare.

Mentre passa, penso a chi non ha una casa. Anche agli uomini primitivi, non solo agli indigenti di oggi. Un temporale senza riparo (o con poco riparo), fa paura perché non sai bene cosa porterà. Pioggia, vento, fulmini di sicuro, ma la loro intensità non è prevedibile. Mentre ci si prepara si spera sarà blando, ma è solo speranza. Chi è senza tetto in queste ore starà cercando un riparo, un portico, un sottopasso. Cercherà di salvare dall’acqua le poche cose possedute. Se ha figli penserà a loro principalmente. Se qualcuno è malato, stanco, vecchio, pioverà anche su di lui, senza chiedere permesso.

Il mio temporale, non è uguale al loro, eppure lo dovrebbe essere, per natura e per giustizia.

Comunque, benvenuta pioggia: fauna e flora ringraziano. Non se ne poteva più di tutta questa lunghissima estate. Io, come un fiore, ne avevo assoluta necessità.