biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Tag: #milabrollo

Si può. Star meglio, si può.

La speranza è l’ultima a morire. Ma davvero. Quando muore, siamo morti anche noi. Pensavo oggi ad una cosa che avevo più volte letto sui libri, ed anche già incontrato, ma mai con la forza di un discorso di pochi giorni fa.

Un signora, ripeteva senza speranza appunto, che lei era una bipolare. Non diceva che era triste, che aveva paura, che si trovava in quel momento di vuoto che aveva già incontrato altre volte nella vita: continuava a dire solo che era bipolare.

Penso a come un’etichetta, detta da chissà quale medico in chissà quale premura, può restare appicciccata addosso in modo definitivo.

Non c’è dialogo con “una bipolare” ma neanche con un cardiopatico, diabetico, nevrotico. Tutto si appiattisce sulla diagnosi e su quel terreno, non ci si può mai umanamente incontrare.

molto facile è invece parlare con Cristina (nome inventato) che ha un problema relativo al suo stare in bilico tra l’essere piena zeppa di energie, idee, forza e altri momenti in cui si sente prigioniera di una forza maligna che adombra la vita.

Ieri ero ad un incontro con molti illustri psichiatri e tra i tanti argomenti trattati, in modo quasi casuale da uno di loro sono uscite le parole “dimissione” e “guarigione”. Prima era tutto un parlare di suicidi, ricoveri, tso, residenze e borse di lavoro.

Il disturbo mentale è una bestiaccia cattiva e quando morde, porta tanta sofferenza, ma non è per sempre.

si può “guarire”. Si può stare meglio, accettare i nuovi limiti che la patologia stabilisce, sfruttare il sapere dato dall’esperienza che ne deriva, avere interessi, affetti, passioni . Mi piace la metafora della bicicletta che dice che per restare in equilibrio ci si deve muovere. Se si è fermi , e una diagnosi è sempre ferma, c’è bisogno di un sostegno, di un aiuto. Si, si può fare, si può alzare lo stato di benessere di ogni vita e riprendere a muoversi. Si può, si può.

http://www.mymovies.it/film/2008/sipuofare/

Anteprima: Sicilia

Ritorno

Ho messo un piede in quel mare sacro, prima di partire e rientrare al nord. Era fresco ma non freddo. Sarà la stessa cosa che farò anche fra circa 6 mesi, quando ripartirò e attraverserò la magica Sicilia con la mia e-bike e lentamente salirò a completare il mio “giro d’Italia” (altrimenti restava un giro a metà). Gestalt che si chiude. Ciclo di Contatto che arriva alla pienezza, al riposo, alla completa soddisfazione.

Sono stata una settimana in Sicilia, una settimana soltanto, ma mi è parso un tempo lunghissimo. Non sono riuscita a scriverne quasi niente da tanto fitto e pieno è stato questo mio soggiorno.

Mi piacerebbe conoscerla di più, quella terra, che è forestiera per i forestieri. Accogliente, e piena di antiche pieghe che nascondono con cura alcuni “fondamentali” sedimentati da lunghissima storia. C’è un’antica gentilezza, un’attenzione all’altro, una sorta di umiltà mista ad orgoglio che si incontrano ininterrottamente e sono facce diverse di una consuetudine stratificata e di gioie e dolori amalgamati. Piacevole esser lì ospiti, difficile capire tutto e vedere quel che è invisibile ai più.

E così è per la terra oltre che per le persone: piena zeppa di meraviglie naturali, culturali, alimentari, artistiche e così aspra, impervia, priva di infrastrutture da renderla segreta. La Sicilia è una miniera assolata dalla quale si potranno estrarre materiali preziosissimi lì conservati in millenni per l’umanità. Ancora, si ha l’impressione, non si possono godere del tutto.

E così, in un blob di sentimenti, speranze, bellezza, piacere, prospettive, professione e passione, si mescola tutto e resta un sapore arcaico e moderno insieme, buono, di cui godo in un lungo strascico di tempo, ora come nella prima volta del mio passaggio in quella terra:

utenti e famigliari, Messina, operatori e CSM, Fondazioni e parchi sociali, Lega ambiente in trincea, Colapesce e la sua ospite gentile, Caterina e Maria, Angeli e Gaspari, psichiatri e colleghi, dolori e gioie, contrasti forti, cibo squisito, Colleghe TERP belle giovani e fresche, granita al caffè, pietre nere, pietre bianche, mare bellissimo, sole, fichi d’india e aranci verdi, melograni dappertutto, residenze azzurre e arcobaleno, gentilezza, resilienza, disturbo mentale sospeso, recovery, Luce è Libertà, Catania, l’università, la psichiatria e i muri scrostati, i fiumi contrari che si perdono, Ortigia, sapori antichi, le doppie perse a pioggia nelle parole, e sempre sole, Museo archeologico Siracusa, Marilia e leontine, Vendicari e gli scogli appuntiti, la barca incagliata e l’urlo di paura dentro che dentro di me ascolto, mare doloroso, popolo nero in transito, gente d’Africa, arancini, pesce senza odore, la meraviglia della morte dell’Agave, cocci sulla spiaggia, Gianni e la sua officina, culto di madonne salvifiche e lacrimose, mafia nascosta, tenacia tangibile, resistenza, animali marini degli abissi in superficie, piloni in disuso, persone salvate, risorse salvate, sogni realizzati e fari. Fari per non naufragare.

Il mio viaggio riparte da questo anticipo di viaggio dai contrasti forti: costa orientale della Sicilia.

Inizia un’altro viaggio

sarà viaggio viaggiato.

Mi sveglio in piena notte, prendo un bicchiere d’acqua dal comodino e ne bevo un sorso. L’acqua scende dentro di me, la sento distintamente. Improvvisamente sento il viaggio incombere. Mi viene il pensiero dell’acqua bevuta nelle notti del mio precedente viaggio e immagino quella che berrò nel prossimo. Sempre uguale, semplice acqua fresca che scende, ma sempre diversa.

Ormai ci sono, sento l’eccitazione crescere, il cervello lavorare e cucire, il corpo chiedere allenamento. Per ora son bolle nella routine ma pian piano cresceranno fino a far diventare la routine, bolla nel viaggio.

I primi preparativi iniziano da dentro. Devo costruire pezzetto per pezzetto coraggio, tenacia, determinazione, senso e capacità di stare sola nel mondo.

Paura? no, senso di fatalità piuttosto: nei prossimi 2300 km, potrebbe succedermi qualcosa, qualunque cosa che cercherò di affrontare secondo le mie forze e capacità, ma adesso non ci voglio e non posso pensare, che sarebbe ansia che rosicchia meraviglia.

Il mio viaggio inizia con questa flebile tensione prevalentemente notturna, con la palestra, con il contatto con chi potrebbe aiutarmi ad organizzare la comunicazione. Sarà un altro viaggio viaggiato da molti. Scriverò, racconterò, condividerò quel che i miei sensi sentiranno.

La prossima settimana scendo in Sicilia, per concordare e organizzare alcune tappe. Dalla Sicilia parte il mio viaggio viaggiato, anzi, da Lampedusa. Al momento la data di partenza par essere il 22 aprile, dunque viaggerò in primavera inoltrata. Sento già il sole sulla pelle e il profumo delle mille erbe che incontrerò. .

Avere un progetto così, mi fa allontanare da tante cose che mi fanno star male e avvicinare alla mia famiglia, ai miei amici, a tutte le persone a cui voglio bene perché avrò bisogno di saperli ora come allora. Saranno loro la sola àncora aggrappata nella trama della mia vita.

Il mio viaggio inizia da dentro. Buon viaggio Mila Vagante.

#biciterapia #milavagante #ediciclo

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