biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Category: marzo_2016 (Page 2 of 2)

mai e poi mai

Mai e poi mai mi è capitato di essere così al centro dell’attenzione come oggi. 4 medici, ma che dico medici, professori, intorno. L’università di Trieste sta mettendo in campo le sue eccellenze per il mio corpaccione e il mio viaggio. Spero tanto che ogni mia pedalata concorra alla conoscenza di cose nuove utili a molti.

Io mi impegnerò a “svolgere i compiti” assegnati, a praticare e poi consolidare, un nuovo stile di vita.  Grazie dott.ssa Balbi di aver ascoltato quella sera Caterpillar. Grazie di avermi messo in contatto con quel “lampo” di donna che è Aurora.

 

Binario 9 e 3/4

Quanche anno fa sono stata in India. Un viaggio meraviglioso che mi ha convinto a tornarci per un periodo relativamente lungo, quando andrò in pensione cioè, probabilmente, mai. (La Fornero, poveretta, è in molti pensieri della mia generazione). Il viaggio è finito con qualche giorno in Kerala in un posto magnifico sull’oceano.

Beh, l’oceano è bellissimo. Di una forza pazzesca. Le onde ti raggiungono anche a molti metri dal mare, e ti prendono, ti strappano alla terra per trascinarti con loro. Il mare in quei giorni era anche un pò mosso e un ragazzo indiano, mi ha insegnato come entrare in quelle acque energiche ed energetiche. Non era semplice. Molti di quelli che ci tentavano, erano  sbattuti, sradicati, sbatacchiati da quel mare burlone e terribile.

La tecnica consisteva nell’ aspettare che la prima onda arretrasse, poi con una corsa, gettarsi con decisione sotto quella che stava arrivando. Bisognava affrontare il muro d’acqua (erano alte più di due metri a riva) e buttarsi con forza e fiducia in quella barriera trasparente, come faceva Herry Potter alla stazione nel binario 9 e 3/4. Da sott’acqua, si sentiva poi l’onda passare sopra di sè e si riemergeva dopo qualche vigorosa spinta, nel mare profondo dall’altra parte del muro.

Così mi piace la vita. Mi piace buttarmi e attraversare lo spavento, che è sempre più spaventoso della realtà, per poi riprendere la calma, appena un pò più in là. Così è ora. Sono sulla riva, in attesa del momento perfetto per prendere la rincorsa e inabissarmi nel silenzio. Sento il fragore delle onde, sento la paura di affrontarle, sento che se sbaglio sarò nel caos, senza più capacità di controllo, ma dentro di me son calma e aspetto il momento. Manca pochissimo. Fra poco, correrò incontro alla paura e mi troverò capace di nuotare sotto ad essa. Sarà così. E’ sempre così. E quando sarò al di là potrò godermi il fantastico rollio galleggiando gioiosa  su un mondo popoloso e sconosciuto.

Adesso è così. Sono davanti al mio binario 9 e 3/4. Qual’è il muro ora? La forza fisica? La bicicletta? I 2000 e più  kilometri o forse i miei demoni…?

india onda

 

La storia piace, han detto….

La mia storia sembra piacere. Ne sono felice: avremo modo di spostare i riflettori dalla  stramberia di questo viaggio ai temi che ci stanno a cuore:

Viaggio da una terra di migranti a una altra terra di migranti.

Viaggio da una terra che trema a mille altre che tremano

Viaggio attraverso la Salute mentale e i bei mondi e le buone  pratiche che si stanno esprimendo in Italia, di ispirazione Basagliana, a partire dal movimento che conosco bene del Fareassieme e delle Parole Ritrovate

Viaggio che caparbiamente ricerca la positività come forza creativa per rigenerare ed inventare un modo diverso e nuovo di stare assieme.

La trasversatilità, come mezzo per raggiungere l’irragiungibile.

Viaggio consapevole della forza del fareassieme in ogni cosa, come in questa avventura che vede mondi tra loro lontanissimi mescolarsi con l’obiettivo di riuscire ad andare, insieme, più in là.

Viaggio pieno zeppo di potere del Sapere Esperienziale, tema di cui mi occupo professionalmente da anni, come elemento di possibile ponte tra chi le cose le sa perchè le ha studiate e chi le sa perchè le ha vissute.

(Mi dispiace molto   di aver perso lungo la strada alcuni amici per argomenti interessanti come il counseling, l’alimentazione sostenibile,  il viaggiare lento etc etc…ma li recupereremo…!)

e via, ancora e ancora, e ancora.

Cercheremo insieme di approfondire e sarà ancora, biciterapia

#milavagante

Pesco_500

 

 

Che meraviglia!

Buongiorno mondo!

“che meraviglia” è una locuzione che pronuncio spesso. Dicono che la capacità di meravigliarsi, di stupirsi, sia la porta alla felicità. Non sono una persona felice, sono abitata e alle volte invasa, da ombre, da vuoti, da tremolii, ma sono capace di meravigliarmi, ed in effetti, quando mi meraviglio (molte volte al giorno), sono felice.

Ad ogni “meraviglia” che incontro corrisponde un insight, un avanzamento, un tassello che trova il suo posto.

Che meraviglia, dicevo, tutto questo movimento. Il mondo della Salute Mentale , il mio mondo, ne ha bisogno. Succede alle volte, che si “inventa” qualcosa per provocare una reazione e la reazione si incendia e corre veloce e raggiunge cose inimmaginate dall’attizzatore. Ecco, questa biciterapia, sta davvero diventando una biciterapia di tutti. L’associazione Fareassieme FVG, che ha la vista lunga, l’aveva visto questo bisogno e l’ha interpretato così. E io pedalo….

ps: Tra gli “eventi” nella barra superiore, trovate i primi appuntamenti. Se ci sono correzioni o aggiunte da fare, comunicatemele che le sistemo. I “social” mi faran morire, ve lo dico!

bici gruppo

– 21 giorni

Buongiorno mondo!

fra 21 giorni questo mio muto saluto al mondo acquisterà un ulteriore significato. Mi sto per lanciare nel mondo, con l’unica difesa possibile: la fiducia.

Fiducia “universale”. Non so se esiste, ma è quello che sento: fiducia in me, in chi mi vuol bene, nelle persone che incontrerò ed anche in quelle che conoscerò. Fiducia.

Ci sono notti in cui mi sveglio con un filo di ansia, segno che il mio “inconscio” è invero un pò spaventato, ma quando riprendo il contatto con la realtà, mi tranquillizzo subito. Mi sento, nella mia solitudine, finalmente insieme al tutto.

Mi pare enorme questo viaggio e allo stesso tempo solo un cambiamento di stato.

Adesso viaggio con la mente, percorro lande, scivolo lungo discese e mi inerpico senza peso in improbabili salite immaginarie, circondata dal mio intimo mondo, tra i miei cari, i miei colleghi, i miei pazienti, gli amici, protetta dal conosciuto, dalla mia casa, da Gemona, dal mondo lento e noto che è il mio.

Poi sarà che penserò ai miei cari con gratitudine e tenerezza, al mio lavoro (mi si stringe sempre il cuore per le tante cose che potrei fare e non riesco a fare), ai miei amati pazienti e agli amici vicini e lontani e pedalando il mio pensiero potrà finalmente indugiare in quei ricordi profondi che alle volte, nella vita di ogni giorno, affiorano veloci e non trattengo, penserò a me bambina e mi vedrò nella mia casa di allora (è incredibile come la ricordi bene), in quella dove vivo adesso e in quella dove forse vivrò il resto della mia vita. Lo farò pedalando immersa nella luce, su strade che attraversano realmente i paesaggi che ho sognato, incontrando città di cui conosco ora solo il nome, correrò effettivamente in discese col vento sul viso e suderò concretamente in lunghe salite nelle quali misurerò, non la mia forza, ma la mia tenacia.

E io sarò sempre io e questa vita sempre la mia vita.

E’ un grande privilegio, poter dare una svolta.

E ancora sarà biciterapia.

#biciterapiamila #milavagante #mila_vagante #milarcipelagomio

William_Turner_-_Sun_Setting_over_a_Lake1

William Turner Sole al tramonto sul lago

motore

La bicicletta è un veicolo curioso: il suo passeggero è anche il motore.

(John Howard)
viaggio_bicicletta_on_the_road

Argomenti da trattare, propositi in positivo ed in negativo

Inizia oggi una rubrica sulle riflessioni che appunto come da fare e sulle cose che man mano che il progetto avanza, diventano certezze.

Cercherò un modo di catalogazione, per adesso, abbiate pietà della mia inabilità informatica, inizio ad elencarle malamente così.

Cose su cui scrivere:

il cosiddetto “soprasella” :-/

L’abbigliamento ciclistico

i cigli delle strade

 

Cose che non farò mai o mai più

soffiarmi il naso a mano libera

buttare qualcosa dal finestrino dell’auto

 

Cose che vorrei fare/avere/dare

ritornare ad essere capace di andare in bici senza mani

Un sellino per donna anatomicamente studiato da una donna :-/

 

 

Con la bici si cucca, “sapevatelo”

Notizia: da un pò di giorni si allargano le mie amicizie FB di  venti, trenta persone al giorno e sono quasi tutti maschietti. Molti esteri, che sanno parlare solo un pò italiano. Quando accetto una amicizia, do sempre una occhiata alla pagina personale di chi me la chiede. Mi interessa non ci siano post lesivi della libertà di qualcuno o denigratori, o fortemente sbilanciati verso frange politiche o religiose estreme. Non avevo mai considerato dovessi anche controllare le tendenze sessuali, ammesso e non concesso (del tutto no ma in parte si) che dalla pagina FB di una persona si capiscano.

In realtà, i cretini che sono sfuggiti al mio sommario controllo per svariati motivi, non ultimo la lingua o la scrittura, e mi raggiungono, a ben vedere sulla pagina hanno qualche segnale di complicazione: ad esempio, ad un controllo successivo alle advances, scopro che un signore ha solo donne come amiche, di tutti i generi, un ragazzo solo vecchie come me, un altro ancora, numerose fotografie di sgnacchere di un metro e ottanta più tacco 15 vestite con pochi grammi di stoffa neanche tanto ben sagomati, viste le fuoriuscite di morbidezze varie. Nessun Mussolini, niente lotta al clandestino o parole inneggianti al pericolo omosessuale, ma insomma, avrei potuto accorgermi che c’era qualcosa che denotava qualche problema col sesso in generale.

Bene, ma che fanno questi cretini? Mi scrivono che vogliono incontrarmi, che sono bella, che sentono l’impellente bisogno di conoscermi. Non specificano però il perchè e infatti, per gentilezza, glielo chiedo. In genere fatta la domanda, spariscono.

Ovviamente, le fotografie che si mettono sul profilo, non sono bruttissime. Io non sono fotogenica, o almeno mi pare di venire malissimo nelle fotografie, quindi quando ce n’è una carina, che imbroglia un pò su età, bellezza e stazza, l’accolgo con piacere e talvolta la uso come immagine profilo. Ma non è la foto la discriminante nel ricevere questo tipo di approcci.

E’ la bici. Ne sono certa.

E’ da quando parlo di bici che succede questa cosa, prima in tanti anni, non era mai capitato. E dunque, per logica, deduco che l’andare in bici e il parlarne, faccia virtualmente cuccare.

Beh, che dire, potenzialmente è una fortuna.

Se qualcuna desiderasse allargare il proprio orizzonte, otterrebbe due risultati in uno: parlare della bici e diffondere i messaggi sottesi di sostenibilità,  salute, economicità, etica ecologica da un lato e cuccare allegramente dall’altro.

Ed è ancora  biciterapia…

 

1920-giarrettiera bici

Francesca

La vita è burlona. Alle volte scompagina tutto e sparpaglia i pezzi del nostro unico grande puzzle, fino a nasconderne alcuni. E ogni tanto si diverte a ritirarli fuori e all’improvviso ti accorgi che era proprio quello il pezzo che, senza neanche saperlo, avevi perso.

Ieri ho avuto un incontro entusiasmante, con un gruppo di donne che non conoscevo: Aurora frizzantissima, Luisa sportiva e sorridente, Viola giovane e attenta e Francesca. Immediatamente si è creato tra noi una sorta di legame determinato proprio da questa comunanza di energia, passione, vitalità.

Anche questa è la magia della Bicicletta, del mio viaggio in bicicletta: creare ponti, tendere fili, stabilire relazioni impossibili altrimenti.

L’università di Trieste, vuole partecipare al mio viaggio. Quelle donne mi avevano intercettato tra mille e mille storie. Il legame con questa Università è forte per me: è lì infatti che ho “preso” le mie due laureette piccole e quella più grande. E l’ufficio che mi ha coinvolta è proprio nel luogo in cui ho studiato per conseguire il titolo che mi permette di lavorare nell’ambito della mia grande passione (in senso di trasporto ma anche di dolore), la psichiatria: il mitico Parco di S. Giovanni, ex manicomio di Trieste in cui Basaglia ha continuato la rivoluzione iniziata a Gorizia.

Ho incontrato la responsabile, è una mia amica di quando ero ragazzina, Francesca. Facevamo parte del medesimo importante “gruppo della parrocchia di san Marco”. Non la vedevo da tempo immemorabile.

L’ho guardata a lungo. Incredibile siano passati circa 42-43 anni, impensabile. Mentre la guardavo mi è tornato in mente tutto. Mi ricordo il suo musetto di bambina, la pelle finissima, porcellanata e quella sorta di pensierosa riservatezza che la caratterizzava allora. Bella. Tanto. Tutto è rimasto uguale in lei. Ma com’è che il tempo passa solo sulla mia pelle, nella mia carne e tra i miei capelli sempre più bianchi?

Mi è tornato in mente che è lì, in quella parrocchia che io mi sono formata e che mai più ho dimenticato gli insegnamenti di allora. Quegli insegnamenti si sono fatti carne della mia carne. Il senso di comunità, anche se con tutti i risvolti complicati  e alle volte tragici del vivere insieme, me lo sono formato tra quei ragazzi, con Francesca e molti altri.

Don Gastone, è stato un buon pastore.

L’università (Luisa ha ascoltato il “disperato appello” a Caterpillar) vorrebbe offrirmi la sua bicicletta a pedalata assistita. In verità, quella in loro dotazione frutto di un regalo di qualche anno fa, è inadeguata al mio viaggio così lungo e impegnativo, ma non importa. La userò in questi giorni per allenarmi, nella fiducia mai perduta che una e-bike arrivi in qualche modo. Ormai quel pezzetto di puzzle è rientrato in vista, ha trovato la sua collocazione ed anzi, ne ha portati con sé alcuni inaspettati e belli. Quei frammenti, servivano eccome a continuare la costruzione del senso del coloratissimo disegno della mia vita.

Che sia la bici o che sia altro, l’Università degli studi di Trieste, sarà insieme a me nella mia avventura: questo è stato stabilito ieri.

Le vie della bici sono infinite, ed è strainiziata la mia “biciterapia”!

mani cerchio

 

Crocus

Ma vi siete mai fermati nei “luoghi del cuore”?

Io ne ho un sacco. Sono posti speciali dove è successo qualcosa di bello. Sono luoghi dove si è annidato un ricordo e basta sfiorarli perché ritorni in mente come il fatto fosse successo ieri.

In questa stagione c’è un luogo del cuore sempre vissuto con una velocità non adeguata, quella dell’auto.

È un piccolo tratto di sottobosco, lungo la statale Pontebbana, all’altezza del bivio di Bueris. Mi stupisce e meraviglia ogni anno da quando ero bambina. Perché ogni anno, in questa stagione, quel luogo si veste da sposa.

Non è che un piccolissimo colle morenico, con un bosco di alberi senza valore, senza particolari doti, ma in questo periodo, il terreno si colora di bianco e lilla e migliaia di crocus si ritrovano in granfesta.

Ieri, per la prima volta della mia vita, ci son passata, in questa stagione, in bicicletta. E’ lì che per me, da quando ero bambina, inizia la primavera. È da quei colori tenui e dolcissimi che so che un altro anno è passato ed è lì che da tutta una vita, avrei avuto voglia di fermarmi e non l’ho fatto mai. Ma ieri, ieri è stato diverso: aria sul viso, Lucio Dalla come colonna musicale del mio viaggio e, ad un tratto, i mille crocus alla mia sinistra. Sono passati lenti, ho potuto guardarli e riguardarli, era così bello. E’ strano come in bicicletta, nonostante si vada più lentamente che in auto, ci si senta il diritto di fermarsi. In bici, mi sento autorizzata a “perder tempo” e fermarmi. Il tempo cambia ritmo, e assume il ritmo dei pedali che con un soffio appena di volontà, se vogliamo, si fermano. E ieri mi son fermata nel mio luogo del cuore: adesso davvero è diventato un posto in cui si è aggrappato un ricordo. Il ricordo di un viaggio in bici, in una giornata di sole tra tante di pioggia, in cui, senza fretta, ho guardato uno a uno quei festosi fiorellini pionieri.Crocuses

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