biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Category: dicembre_2016

Sono uno spettatore

Buongiorno mondo!
che emozione rileggere tutto ciò che ho scritto durante il viaggio.
Sono alla rilettura delle prime pagine, quando non ero ancora partita, immersa nella paura di quell’enormità che ho deciso di fare: un viaggio lunghissimo e incredibile. L’Italia intera in solitaria con una e-bike, che ancora, in quei momenti, non so bene cos’è, ma è deciso: partirò.
Mentre rileggo, ripenso ai momenti particolari in cui ho scritto quei pensieri. Mi ricordo esattamente quel che cercavo di esprimere, ricordo il dove, il quando e ricordo lo spaesamento nella ricerca del perchè volevo imprimere le mie parole su un qualche supporto che potesse custodirle per me.
Ho avuto ragione: ad ogni pagina, rivivo intensamente ciò che è già stato vissuto, ma in modo diverso. Sono uno spettatore dei miei pensieri.
Una volta nella vita, bisogna concedersi una grande avventura. Il problema è che poi, si vuol ripetere all’infinito quelle magia. Rivivo quel che ho vissuto, ma riparto da dove son arrivata. Presto il mio prossimo progetto sarà anche vostro.
Santi numi, santi davvero loro o chi per loro: che bella cosa inventarsi la vita.

in un coro

Buongiorno mondo!
E si, c’è un popolo che desidera fortemente dire che non ci sta. C’è un popolo che esce in strada, che si unisce, che si stringe per urlare al cielo che non si puó continuare la guerra, favorire la guerra, provocare la guerra. Ieri a Udine si è ripetuta l’energia di un “insieme” uguale in mezzo mondo che ha civilmente manifestato: basta guerra.
Non è senz’altro sufficiente, ma è un modo per far sentire la voce in un coro di voci.
Il 26 dicembre è partita una marcia da Berlino ad Aleppo per dire basta.
Passerà vicina al nostro Friuli: organizziamoci e partecipiamo. Un pezzetto, ma esserci é uno dei modi per esserCi.
Faccio appello alle molte persone che non vogliono sentirsi impotenti di fronte all’orrore.
L’importante è mai dimenticare che anche qui c’è tanto da fare, e non solo per le tante persone che hanno rischiato la vita per arrivare fino a noi per cercare un mondo migliore, ma anche per tutte quelle forme di povertà silente che continuamente ci interpellano.
Riesco sempre meno a sopportare l’ingiustizia. Ogni forma di ingiustizia. Sento impellente il bisogno di agire. E voi?

http://civilmarch.org/it/

Buone piccole cose belle

Tanti Auguri  a tutti!

Ogni anno ci si ritrova in questi giorni a ricevere e a fare gli auguri e questo semplice atto ci rimette in contatto con persone vicine e lontane. Mi piace.

Auguro a tutti, e dicendo “tutti” mi appaiono volti e sorrisi di miriadi di persone a me care, auguro a tutti dicevo, per queste feste e per l’anno nuovo, di riuscire a vedere le cose piccoline e belle che di continuo ci danno lo spunto per gioire. I piccoli piaceri, le piccole emozioni positive, le piccole vicinanze inaspettate. Ogni giorno è pieno di piccole cose belle, a cui troppo spesso non facciamo caso.

Sono anni ormai che scrivo giornalmente o quasi tre “cose che mi piacciono”. Credevo si esaurissero prima o poi, o si ripetessero. Non è così!

Io vivo spesso ombre che arrivano da chissà quali circonvoluzioni, solchi e scissure cerebrali. Tecnicamente si chiama stato depressivo, umanamente si chiama tristezza.  In ognuno dei  momenti di questo mio buio, posso però, ora lo so, trovare infinite piccole cose che mi piacciono. E un pò di luce arriva, subito, senza fatica, in modo delicato e salvifico.

Ecco, auguro a tutti di accorgersi di queste piccole carezze, di sentirle, di cercarle e sempre trovarle.

Il mondo è difficile.  Lo è sempre stato altrove. In questo momento questa difficoltà, ci sta raggiungendo e non son certa ci colga preparati.

Utilizzando il titolo di una delle poesie di  Guido Catalano, stralunato e dolcissimo giovane poeta, vorrei chiedere, augurare e dire:

teniamoci stretti che c’è vento forte

BUONE FESTE amici, buone feste e buon Futuro, perchè il 2017 è il nostro futuro.

…e “stare stretti”, tra l’altro, mi piace!

 

 

 

 

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una festa è una festa

Buongiorno mondo!
ieri c’è stata una festa al mio Centro di Salute Mentale. Mi guardavo intorno e pensavo: perchè io? Perchè a me è toccata una vita così “semplice” ?…anche se la vita non è mai semplice….
Le pensioni di invalidità, ma solo se arrivi al 100%, sono inferiori a 300 euro al mese (300 euro al mese!!!!!), molti dei pazienti, a causa della loro patologia o dell’impossibilità di contrastare un carattere diffcile, hanno perso conoscenti, amici e fintanto parenti e famigliari, le abitazioni in cui vivono sono fatiscenti, ammuffite, sporche, ingombre di cose che la follia fa accumulare, e la povertà conserva, il Natale è un ricordo, per molti doloroso, dell’infanzia, un ricordo di alcolissmo, soprusi, indifferenza. e una realtà di opulenza totalmente estranea.
Scambiare quel che possiamo, così da attenuare la Grande Ingiustizia e organizziare tutti i giorni dell’anno occasioni di inclusione in “comunità” sia anche solo una comunità interna, è il nostro lavoro.
Anche ieri era così. Occhi sorridenti, caldo e buon cibo, tante chiacchiere leggere e alcune tristi constatazioni. Per noi operatori è lavoro, e le persone che erano presenti, tantissime, avrebbero voluto ringraziarci, ed anche i colleghi assenti avrebbero goduto dei sorrisi, degli abbracci, delle parole leggere come il vento che volavano tra noi.
Era il condensato di enorme dolore, in qualche modo alleviato, in qualche modo con-diviso. Era anche una frsta che parlava di un lavoro non meccanico, non freddo ma infarcito di fondamentale “amore”
Peccato qualcuno di noi abbia preferito andarsene senza neanche salutare. LA “Salute Mentale” è fatta anche di piccole e piccolissime cose. Tanti auguri amici miei. Vi abbraccio idealmente tutti.
Felice di sapere e riconoscere ancora e ancora e ancora il senso del mio lavoro.

invasione di pagina

Buongiorno mondo!

Ogni tanto “taggo” qualche amico mirato in un post che scrivo su fb. Ogni volta che lo faccio ho il pensiero di invadere la sua “casa”, di infrangere una norma non esplicita che vorrebbe che ognuno avesse rispetto per il “profilo” altrui. Ogni tanto penso che sono fisime mie, che ogni pagina personale, dal momento che si trova su FB, diventa di tutti, ma no, non mi convince. Ho qualche amico che ogni tanto cerco su fb perchè particolarmente intelligente o stimolante, completamente “invaso” da post non suoi. Spesso Queste pagine, sono invase sempre dalle stesse persone.

Mi chiedo, che senso si dà al pubblicare qualche cosa sulla pagina di un’altra persona? Me lo chiedo perchè non lo so. Quando l’ho fatto era oltre che un desiderio di coinvolgere, anche una sorta di pensiero dedicato, ma vale forse se capita di tanto in tanto… forse se è ogni giorno, allora è chiara, franca invasione.

Bene, rispondetemi per piacere. Come la pensate voi? C’è una sorta di vademecum su come comportarsi sui social? immagino di si….

da un caffè rinasce un mondo

Oggi mi son fatta un caffè. E’ qualche anno che ne bevo poco e quel poco è generalmente offerto. Sono lunghi mesi che non me lo faccio.

Mentre compivo i gesti utili a produrre il caffè, pensavo che, forse, i miei figli fra qualche anno disimpareranno questa pratica perchè utilizzeranno le ormai diffuse “macchinette del caffè con cialde”. Andanto in bici, mentre pedalavo e pensavo, mi son detta più volte che tutto intorno a noi viene costruito un mondo che non ci permette più di muoverci, ed anche la preparazione del caffè, non sfugge alla regola.

E sempre mentre aggiungevo l’acqua, mettevo il caffè, stringevo la caffettiera, ho pensato a quante volte ho fatto questi gesti nella mia vita. Ero molto piccola e molto fiera di saperlo fare per la mia mamma, al pomeriggio, quando si alzava dal riposino. Avrò avuto forse 5 anni e questo era il mio compito che è continuato oltre la mia infanzia ad altri dedicato quando mi sono sposata e ancora fino a pochi anni fa. Facendo un conto di 1 caffè al giorno, contando che da giovane ne bevevo più di uno e negli ultimi anni molti meno, salta fuori che ho fatto questi gesti  circa 20.000 volte.

Da questo veloce conto, è partito il trip: quante lacrime avrò versato nella mia vita? 250 cc, 1 litro o 10 litri? Perchè ho pianto , si che ho pianto, ma quanto? E quanti sorrisi son serviti a tracciare le mie rughe? quanti?

E quante volte avrò fatto le scale della mia casa? e quanti altri scalini ancora? quante mele ho mangiato? contando approssivativamente 200 all’anno, son 12.000.

quante carezze ho ricevuto e quante ne ho date? quanti bacini e quanti baci? quante volte ho scolato la pasta, mi son vestita o lavata?

mi son crogiolata un pò in questi pensieri mentre sorseggiavo con calma il mio caffè ed ho tratto una massima, di quelle a cui arrivo io, ovvietà, ma che contribuiscono ad insegnarmi qualcosa.

Le cose ripetute nella vita, in tutta una vita, diventano un numero straordinario per chi come me è entrata nell’ultimo sprint. Si danno per scontate e non ci facciamo più caso, ma se ci fermiamo un momento possiamo riscoprire la meraviglia della “prima volta” e la meraviglia della storia che accompagna questi gesti scontati. Oggi ho fatto il caffè ricordando quanto difficile era farlo per me da piccina, ricordando esattamente la mia vecchia caffettiera, tutta un pezzo, che non si avvitava, ho ricordato quando lo portavo alla mia mamma, nel buio della sua camera e lei mi rigraziava sussurrando e io che ero così orgogliosa.  Ho distintamente rivissuto un caffè bevuto insieme al mio giovane marito in “baracca” (post terremoto), con il bicchiere (noi si beve nel bicchiere) sulla mia pancia enorme, poco prima che nascesse Giada e le risate che lo facevano sobbalzare.  Mentre oggi lo sentivo gorgogliare, ho ricordato come fosse ora, alcuni caffè tra le lacrime ed altri tra le risate, con le mie amiche.

Questo è forse una piccola storia, ma oggi, che fisicamente non sto bene, mi son persa a merlettare così i miei ricordi e devo ammettere, mi piace tanto farlo.

Mi dà il senso della relatività del tempo e della realtà.

l’inverno è neve

Buongiorno mondo!
ieri ho fatto un esperimento che ha dato questo risultato: parlando del tempo, non si ricevono messaggi incongrui e non attinenti.
Bene gente: pure oggi è una bella giornata ed è pure festa!
Non vedo l’ora di essere accecata da un bel piano di neve, ma per ora nulla ancora. Non vedo l’ora di veder nevicare e rinnovare la festa bambina che mi viene nel cuore quando succede.
Non vedo l’ora di passeggiare in un bosco con gli scarponi che scricchiolano sull’erba ghiacciata. Non vedo l’ora di vedere le tracce degli animali sulla neve e immaginarne la vita, la tana, il loro peregrinare in superficie, da soli, di notte. Non vedo l’ora di vedere ogni ramo imbiancato diventare uno splendido pizzo. Non vedo l’ora di mangiare un pò di neve, e sentire quel sapore e quel fresco farsi strada nei miei ricordi di bambina, quando il mio papà me la portava in una tazza con un pochino appena di zucchero…
insomma, ho voglia d’inverno!

dormire insieme

Buongiorno mondo…

reduce da due notti in cui ho dormito da sola, mi son messa a pensare al “dormire insieme”.

Dormire insieme è da animali. E’ da mammiferi, ma forse anche di altre specie. Mi ricordo quando mio fratello andava a prendere serpenti (lo faceva per passione 😉 ) ed entrava con le mani nei loro nidi: ne tirava fuori un groviglio.  Mi vengono in mente i pinguini in certi documentari, che si stringono tra loro vivini vicini. Dunque anche rettili e uccelli…

Dormire insieme soprattutto dopo una certa età, tra noi umani  non è più tanto di moda. Molti dei miei amici hanno optato per due stanze e due letti.

Dormire insieme è la fiducia totale, è la consapevolezza che insieme si può. Dormire insieme è una scelta. Dormire insieme è un privilegio fatto di fiato, calore, pelle e penombra.  Dormire insieme è dire ci sono, ci siamo. Di notte senza neanche svegliarci, sappiamo che non siamo soli. Dormire insieme è essere capaci di attraversare il buio. Dormire insieme è una speranza che diventa realtà.

Il ritmo del respiro dell’altro ci parla della sua fiducia, il nostro addormentarci, racconta la stessa storia.

Ero sola nel letto questa notte e mi mancava il dormire insieme.

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