ceramicare

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oggi è sabato, giornata di riposo per me. E’ stato un lungo Natale, fatto di tanti giorni di presenza di figli e visite ai parenti e, nonostante le ferie, nessuno spazio per ceramicare.

Questa mattina è volata, come spesso succede, tra piccole incombenze domestiche concatenate (fatto il pane, cotto le verdure, bevuto il caffè e chiacchierato con una giovane amica, comunicato con il mio gruppo associazione etc etc), ma questo pomeriggio scendo le scale, apro la porta del mio colorato laboratorio e m’immergo in me stessa. Ho da ceramicare.

L’aria fresca della stanza, non usata né riscaldata da molti giorni, mi impregnerà le ossa, ma so che in pochissimi minuti, non ci sarà più freddo, né fame, né alcun doloretto, né alcun bisogno. In pochi minuti sarò in profondissima meditazione, in quello che si chiama flusso creativo e proprio come in un flusso, mi lascerò andare.

Cosa nascerà oggi? nessuno lo sa. Ho cento sculture in testa pronte da trasferire nella terra, ho cento tracce di me da imprimere come impronte su questo apparentemente docile materiale. Le mie mani prima batteranno, sgrezzeranno, daranno una iniziale forma approssimativa e man mano che l’immagine si schiarirà dalle nebbie della mia fantasia, il lavoro diverrà più specifico, replicherò particolari già perfettamenti fatti nei miei pensieri, e liscerò, inciderò, segnerò, spargerò lì pezzetti di me.

Qualche volta, lavorando la terra, ascolto un audiolibro. E capita allora di andare lontanissima, dentro la soria come mai sarebbe possibile senza avere quelle mani operose in azione.

Oggi ceramico. Oggi sarà tutto un brusio di pensieri. Se fate silenzio, potrete ascoltarli.

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