L’uovo della discordia

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Buongiorno mondo!
E io non riesco a sopportare che per parlare della schifosa azione dell’uovo tirato in faccia ad una atleta, si sia rivangato nel passato del padre della stessa.
Non riesco a sopportare che per parlare dell’idiozia e dell’irresponsabilità di chi l’uovo l’ha tirato per “fare una serata diversa”, ancora si sia dovuto parlare del padre del ragazzo.
Non riesco a sopportare come non si dica che questo gesto é diventato famoso perché accidentalmente ha colpito un‘atleta con il colore della pelle nero, alla quale va tutta la mia vicinanza, che passava di là, ma quell’uovo non era destinato a lei.
Non riesco a sopportare che per “passatempo” ci siano delle persone che vanno in luoghi di massima diseguaglianza (clienti-prostitute) e si divertano con sprezzo, cattiveria, imbecillità e assoluta irresponsabilità a colpirne la parte debole.
C’ho pensato molto. Prostitute. Prostitute nere. Le ho incontrate ormai in molte occasioni. Ognuna di loro é carica di storie atroci e ogni giorno qualcuna sparisce, e ogni giorno nelle loro vita si accumula dolore impastato con violenze di ogni sapore. Ogni giorno, nella loro vita, c’é qualcuno che tira uova e ogni altro tipo di insulto tangibile o intangibile così, solo per marcare la propria superiorità e per sentirsi forte.
C’ho pensato molto. Non riesco a sopportare né cognitivamente né emotivamente questa mancanza di umanità, giustizia, bellezza.
E non é “solo” razzismo, no. È anche indifferenza all’altro, é anche violenza di genere, è sprezzo per chi é più debole, é scherno, é ignoranza, é mille cose insieme.
Mi sento vicina a Daisy, che si é beccata quel maledetto insulto materiale per sbaglio e che grazie alla sua notorietà e coraggio ci ha fatto vedere qualcosa che nessuno avrebbe mai saputo. Forse la sua determinazione permetterà a quel ragazzo, a quei ragazzi, di diventare uomini.
Mi sento vicina ai genitori di quegli stolti ragazzini che avranno davanti un grande compito educativo.
Ma più di tutto, mi sento vicina a ogni donna di qualsiasi colore che si trova sulla strada a rischio di ogni tipo di violenza fisica e verbale. Di loro non si é detto nulla.
Non sopporto più gli schiaffi giornalieri che irresponsabili spargono a pioggia sulle persone più “diseguali”.
Levinas nel suo “Totalità e infinito” ce lo diceva bene: l’infinito é nel volto dell’altro.
Un abbraccio a tutti i protagonisti di questa dolorosa pagina della nostra Italia.
Ps: Aggiungo una fotografia che ritrae non ragazzini spenti intellettualmente e irresponsabili, ma consiglieri regionali liguri leghisti in un gesto ancora più infame di quello citato.

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