Settimana #7

Lampedusa Gemona ruota di scorta

7° Argomento: TRAGUARDO SOCIALE settimana dal 28/05

Così come Mila si appresta a concludere la sua lunga avventura in bicicletta, anche i consueti appuntamenti settimanali con la Ruota di Scorta, giungono verso il traguardo. Ed è proprio questo l’argomento di approfondimento per l’ultima settimana, sviluppato nei dettagli da ogni articolazione del Servizio di Salute Mentale Alto Garda e Giudicarie: il Traguardo Sociale.

Al Centro di Salute Mentale di Arco, anche questa settimana ci si è incontrati, negli spazi pomeridiani dedicati, ad argomentare l’ormai ultima tematica prevista dal progetto “Ruota di Scorta”; progetto partito già sette settimane fa e che ha visto accompagnare con i pensieri ed elaborati il lungo, faticoso ma anche entusiasmante viaggio in bicicletta della “Terp Nazionale”: Mila Brollo.

Nel gruppo del martedì ci siamo trovati ad interrogarci rispetto a che cosa significa per noi “Traguardo Sociale”: è emersa decisamente la parola “volontariato”. Abbiamo quindi provato a raccontare attraverso disegni, i colori e parole, cosa ci fa sentire OK nei confronti del mondo che ci circonda.

Giuliana racconta dei suoi traguardi sociali e di come li ha raggiunti: casa e lavoro.

Dalla lettura del tuo blog, Mila, abbiamo percepito la fatica del viaggio, ma anche tutta la motivazione e le intenzioni che ti hanno sostenuta durante questa lunga traversata in bici. Per noi scivolare dentro le tue parole e le tue emozioni è stata una esperienza motivante e piacevole.

Con quest’ultimo incontro, anche noi abbiamo raggiunto il nostro traguardo nell’accompagnarti per tutto il tuo viaggio: forse nascerà un nuovo progetto di collaborazione e siamo speranzosi in un incontro futuro. Grazie per questa esperienza assieme, durante la quale abbiamo viaggiato e discusso attraverso te. Questa settimana il Centro di Salute Mentale – Centro Diurno di Tione si è concentrato sui temi del traguardo sociale e della formazione. I volontari dello “Spazio accoglienza” sono una decina di persone tra utenti e familiari; si incontrano una volta al mese con gli operatori e il medico referente. All’ultimo incontro si è parlato di formazione, perché essere formati permette di migliorarsi e migliorare. Già nel 2016, un gruppo di utenti e un gruppo di familiari, hanno realizzato con gli operatori del materiale molto utile per la formazione degli operatori stessi. Sono così emerse diverse riflessioni e importanti suggerimenti, che sono diventati spunti per migliorare la qualità del servizio. Un ambiente favorevole al dialogo favorisce il raggiungimento del proprio traguardo. Essere presenti aiuta a dialogare, a condividere. Tutti abbiamo il diritto di essere noi stessi.

Comunità Villa Ischia

Per questa settimana conclusiva, gli utenti della comunità Villa Ischia, si sono trovati per riflettere e confrontarsi assieme sui percorsi, abitativi e non solo, che sono di grande aiuto per raggiungere un “traguardo sociale”. Ecco quindi la consueta ed ultima lettera nella quale viene approfondito l’argomento:

Ciao Mila,

oggi vogliamo raccontarti di uno dei servizi offerti dalla Comunità Villa Ischia: l’UAS, ovvero Unità Abitativa Supportata. Si tratta di due appartamenti che si trovano in un condominio nelle vicinanze della Comunità, ognuno composto da due posti letto oltre cucina, salotto, bagno e balcone. Tali abitazioni offrono la possibilità di sperimentarsi e mettersi in gioco, per un periodo di tempo limitato, al fine di acquisire una sempre maggiore autonomia. Ma ci sono anche altri progetti che per noi sono dei “trampolini di lancio” verso una maggiore indipendenza e reinserimento sociale, che vengono messi in atto nel momento in cui abbiamo raggiunto un livello di benessere tale da poterci sperimentare all’esterno. Questi progetti riguardano l’ambito del volontariato, del tirocinio formativo e del lavoro. Alcuni di noi dopo aver intrapreso un buon percorso di tirocinio, l’hanno visto trasformarsi in un lavoro vero e proprio. Siamo convinti che l’autonomia, l’impegno e la costanza siano favorevoli al mantenimento del benessere.

Cara Mila, ti auguriamo buon “traguardo” e…. (qui ci scappa la battuta) hai voluto la bicicletta: pedala!!

Nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura si sono aggiornati i presenti sui messaggi di Mila e sulle tappe in cui ha incontrato associazioni e persone impegnate nella salute mentale e nel sociale. È stato proposto il tema del traguardo sociale. I partecipanti hanno avuto modo di esprimere quello che per loro significa “traguardo”:

  • finire il ricovero e continuare il proprio percorso fuori dall’ospedale;
  • la speranza di qualcosa di positivo;
  • riuscire in un percorso scolastico o lavorativo;
  • stare meglio, non avere mal di testa;
  • rivedere al più presto la famiglia.

Conclusioni

Il viaggio del Servizio di Salute Mentale Alto Garda e Giudicarie al seguito di Mila Brollo si conclude qui. Sono trascorse sette settimane da quando ha preso il via: sette settimane per altrettante tappe, ognuna delle quali ha rappresentato l’occasione per sostare e interrogarsi. “Porta aperta”, “corpo in movimento”, “terraferma”, “intrecci”, “viaggio”, “equilibrio” e, per ultimo, “traguardo sociale”: sono stati questi i sette particolari spunti di riflessione oggetto del presente lavoro, discussi e condivisi nella molteplicità di sfumature che ciascuno di essi implicava. Significativi perché riassumono numerosi aspetti che regolarmente si toccano con mano nel lavoro all’interno delle singole articolazioni del Servizio, perché ne riflettono complessità e delicatezza e soprattutto perché condensano, in un certo senso, il significato di storie ed esistenze personali e professionali di tutti coloro che, medici, operatori, pazienti e familiari, ciascuno secondo il proprio ruolo, quotidianamente vi operano. Sono i loro contributi ad aver permesso di completare il viaggio, singole mattonelle che, unite l’una all’altra, hanno dato forma al tragitto percorso. Queste pagine vogliono rappresentare il resoconto finale: si tratta di una sintesi che, in definitiva, appartiene a ognuno di loro; a chi, accettando la fatica e il coraggio di mettersi in gioco o di raccontarsi, in essa ha riversato una parte non trascurabile di sé.

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