Ogni cosa è illuminata

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Ogni cosa è illuminata

Quando ritorno a casa, anche nei viaggi di soli due o tre giorni, entro nel girone “lavatrici”. Ho il bisogno frenetico di lavare ogni cosa e di riporla via. E’ una specie di rito in verità, perché spesso non c’è tutto questo bisogno di grandi pulizie.

Questa volta, i miei pochissimi indumenti, avevano davvero bisogno di un lavaggio più approfondito. Per più di un mese, ogni sera, ho lavato i vestiti usati durante il giorno nei vari lavandini dei posti dove dormivo. Qualche volta con lo shampoo, qualche volta con un po’ di detersivo in polvere (non lo usavo più da decenni) che tenevo in un sacchettino. Sempre in un modo insufficiente comunque. Gli unici calzoni che avevo portato per le occasioni non di bici, bianchi, avevano assunto un colorino grigetto, la maglietta aveva due macchioline di mora (che scorpacciata sotto quel grandioso albero!) che non riuscivo a togliere, la giacca verde, unica difesa per il freddo, non avevo osato lavarla che una volta sola, per paura che non si asciugasse nella notte e quindi di restar senza.

Comunque anche questa volta ho partecipato con entusiasmo al rito e la prima cosa fatta, è stato svuotare le sacche e lavare tutti gli abiti.

Dalle tasche più profonde e remote, e da quelle più a portata di mano, sono usciti alcuni oggetti di cui generalmente, nelle case c’è grande abbondanza.

Li ho allineati per ordinarli e mi sono resa conto allora con una certa emozione, ricordando vari momenti, che ognuno di loro aveva avuto un ruolo importante durante i miei giorni solitari.

Una matita e una penna, in un viaggio così, non hanno l’articolo indeterminativo davanti ma quello  determinativo. Anaforico anzi: LA matita e LA penna. Così per LE mollette, LE fascette, LA presa di corrente, IL quadernino, LA forbicina,etc etc.

Ogni cosa ha avuto una sua funzione precisa e un ruolo importante nel mio viaggio, senza alcuna scala di valore. Certo, la penna, a un primo sguardo, sembra più importante della molletta per la biancheria, ma non è così. Ogni cosa, durante questo viaggio si è illuminata, ogni oggetto ha preso valore e l’insieme di tutte queste piccole cose, ha reso il mio viaggio molto più confortevole.

Ora ognuna di loro, sarà riposta insieme alle mille altre della stessa famiglia e rientreranno nel mucchio impersonale delle categorie. Le mollette, raccolte dal prezioso mucchietto misto, si sistemeranno nella loro scatola dove ce ne saranno un’altra ventina e LA molletta, sarà di nuovo indistinta. Se per qualche motivo, andrà persa o rotta, non sarà un problema, ci saranno le altre a supplire.

Nel mio viaggio non è stato così. Se perdevo La molletta, perdevo un vero tesoro, ne restava solo un’altra, e non sarebbe stata sufficiente. Due mollette erano la giusta necessità. Avrei potuto anche dar loro un nome, tanto mi sono state vicine e utili.

E’ bello guardare questo mucchietto e sentirmi grata.

E’ facile trasporre questo pensiero alle persone. Così dovrebbe essere. Ognuna valorizzata semplicemente per quello che è, sapendo che l’insieme, formato da indispensabili diversi, rende più confortevole il nostro viaggio nella vita.

cof

1 thought on “Ogni cosa è illuminata”

  1. Cara Mila, in questo tuo commento quanto si percepisce ciò che è indispensabile in certe situazioni. Ci fa capire quanto di superfluo, che invece riteniamo indispensabile, abbiamo intorno a noi.

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