Categoria: grande schifo

Lampedusa Gemona

lo scorso viaggio, facevo quasi giornalmente, il bollettino delle cose schifose e schifosette che mi capitavano. Quest’anno, ancora non l’ho fatto, in realtà perché scrivo meno, ma di cose schifosette ne sono capitate eccome. Come sempre ci sono i tanti insetti che festosi, entrano nella mia bocca. Di alcuni potrei fare l’analisi perfetta del sapore e, come fanno i sommelier, del retrosapore che non è mai fruttato. Ogni volta che mi capita il marrano in bocca, la reazione immediata è quella di cercare di sputacchiare l’intruso, ma così facendo, evidentemente, l’animaletto si strizza e il sapore si espande. Alcuni sono acidini, altri san di carne. Insettini, compreso qualche insetto più grandino, ormai fanno parte della routine, anche perché quasi sempre canto mentre pedalo, quindi ho la bocca disponibile.

All’inizio del viaggio mi è successa però una cosa relativa agli insetti davvero schifosa: mi è entrata in bocca una farfalla con tanto di ali. Ho dovuto fermarmi subito e su quel bordo strada, ho avuto dei grandi conati di vomito e finalmente la bestiona è uscita insieme alle ultime cose mangiate. Per chilometri ho avuto l’impressione di soffocamento e più ci pensavo più mi tornava la sensazione di vomito. L’episodio si annovera nella nuova categoria “grande schifo”.

Anche un altro evento è da annoverare in questa categoria. Ogni tanto, sul bordo delle strade, ci sono animali morti, investiti dal traffico. Lo stato di decomposizione è diversificato. Quando si sente l’odore, allora l’animale è in stato di putrefazione ancora cosiddetta (da me) umida ed è da evitare assolutamente di prenderlo sotto le ruote, altrimenti la puzza si attacca al ciclista e dura ore intere.  Qualche volta, se non c’è più umidità, il cadavere, non odora. In genere si vede da lontano qualcosa che sembra uno straccio e passandoci accanto si capisce essere pelo, con qualche osso più o meno conservato. Sono animali di ogni specie morti da un bel po’. Sul bordo della ss  dannata 106 ne ho viste molte di carcasse così. Animali colpiti, ammazzati e poi mummificati a bordo strada. Un giorno, mentre andavo rischiando di fare esattamente quella fine sulla 106 appunto (ma forse mi avrebbero portata via ancora umida), non potendo schivare la carcassa per non andare in mezzo alla carreggiata, ci sono passata sopra. Era un gatto dei meglio conservati nonostante la completa disidratazione, con tanto di cranio in bella vista. La mia ruota è passata sopra, e come nei migliori film horror, il de cuius si è polverizzato e i resti mi hanno invaso un piede, con calzatura a sandalo, quindi esposto. Ho pedalato ancora qualche centinaia di metri, ma avevo il fastidio di sentire un pezzettino di orrore tra le dita e mi sono fermata. Ho tolto tra le mie dita del piede, un dente evidentemente di quel gatto. Ho annoverato anche questo evento, senza un attimo d’indugio nella medesima categoria  “Grande Schifo”.

Il viaggio è punteggiato di schifezze varie, concernenti quasi sempre la morte, che lo rendono ancor più “vivo”.

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