Ancora e ancora e ancora, parole ritrovate

Lampedusa Gemona

E dopo la ss 106, costiera ionica, dove le bici non sono previste, ma è impossibile non percorrerla, dopo quella strada mortale in cui ad ogni pedalata sentivo le forze andarsene, e la paura crescere, finalmente ho fatto una strada bella, con poco traffico, fondo liscio, spazio laterale e panorami bellissimi. Qui, in Basilicata, il paesaggio è rimasto intatto. Niente cartelloni, costruzioni commerciali a fianco della strada. Niente casette brutte e bruttissime, anni 60-70 sparpagliate nella campagna e sulle colline. Qui solo campi infiniti di grano, papaveri e in cielo una miriade di rapaci che mi hanno incantato, come sempre fanno i rapaci, per il loro maestoso volo di minimo sforzo. Così vorrei volare, volteggiare nell’aria come fossi senza peso, e ogni tanto dare un colpo d’ala per dirigermi verso una direzione di sogno o necessità. Senza peso. Senza peso: no, noi umani, qui sulla terra, siamo schiacciati contro la terra. Mi porto appresso un “peso superfluo” sia in termini di ciccia che in termini di bagaglio. Oggi rispedisco a casa un po’ di cose. Certo, mi mette una leggera ansia non aver più le scarpe, ma in fondo non le ho mai usate (uso i sandali), quindi, evidentemente non mi servono. E’ così che ho ripassato tutto il mio bagaglio. Se non ho le scarpe, non mi servono neanche i calzetti, se ho una giacca antivento, sempre la stessa, non serve una felpa, se ho due mutande, la terza è in esubero, se ho due magliette, mai più mi porto appresso la terza, e così via. Ho una discreta borsina da rispedire a casa. Mi è presa, come lo scorso viaggio, voglia di essenzialità. Essenzialità. E’ come se strada facendo, mi riempissi di pensieri, sorrisi, ricordi e mi svuotassi di cose. Di nuovo capita così. Davvero deve essere superfluo, questo peso.

Ieri sono arrivata a Matera, dove ho incontrato Massimo Bianco. L’ho conosciuto circa tre anni fa su qualche pagina letteraria su FB. Postava, e posta ancora, brani scelti con cura di autori vari, sempre stimolantissimi per me. Così, non ricordo davvero come, abbiamo superato il limite della invisibilità che FB offre e abbiamo cominciato a scambiarci idee, libri, parole. E’ nata un’amicizia. Ha letto il mio libro prima che fosse pubblicato, ne ha fatta una recensione che ho molto amato. Poi, come capita su fb, ci si è persi e siamo scomparsi l’uno per l’altro, forse in occasione di qualche pensiero politico divergente (comunque è di sinistra, ben s’intende. Ma ultimamente, la sinistra non era una, e noi siamo stati di opposti segni) e in occasione di questo mio nuovo viaggio che passava “quasi” da Matera, ci siamo ritrovati. Mi ha accolto come solo le persone del sud sanno fare. Ha cercato di accontentarmi, senza avermi mai visto e senza essere per nulla del settore, e mi ha procurato un contatto con la psichiatria e ieri ho conosciuto Edoardo de Ruggero, medico psichiatra creatore del “centro polifunzionale” del DSM di Matera. Un Centro Diurno dal sapore molto familiare, con il solito calore e interesse che ritrovo sempre nei luoghi dove ci sono persone che seppur sofferenti, ce la mettono tutta per dare un senso alla propria vita, siano essi operatori, utenti o famigliari.

Come sempre capita, io ero ieri il “corpo estraneo” ma il folclore che porto con la mia bicicletta e il mio “romantico” viaggio in luoghi che alle volte si ripetono uguali a sé stessi, ha movimentato tutti. Una meravigliosa pasta alla Norma, tanti utenti e famigliari, una bella interazione, le Parole Ritrovate, ancora e ancora. Oh, qui non si sa forse che quel che si è fatto può avere questo nome, e i nomi in fondo sono importanti solo come semplificatori di comunicazione, ma qui, si è fatto un incontro di Parole Ritrovate. Spero di incontrare tutti al convegno, dove ci siamo dati appuntamento.

Certo spiegare che le persone che hanno attraversato o che stanno attraversando un disturbo mentale, proprio o dei propri famigliari, abbiano uno specialissimo sapere, non è facile da passare in un solo incontro, ma credo mi abbiano capito. Si tratta di iniettare uno specialissimo farmaco, che in genere fa guarire. I principi attivi che lo compongono sono Fiducia e speranza, gli eccipienti ogni fornitore mette i propri.

Ho invitato Edoardo a pensare all’introduzione di utenti e famigliari esperti nell’SPDC (reparto per acuzia psichiatrica) come supporto al nostro, limitato, frammentato, faticato sapere professionale. Chissà, da cosa nasce cosa.

Matera? non dico nulla di Matera? Troppa roba….domani, gente, domani.

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