bordo delle strade

Lampedusa Gemona

Tra le cose che ho registrato per ricordarmi di parlarne, c’è ancora il “bordo delle strade”. Ne ho già scritto anche nello scorso viaggio. Denunciavo allora lo sghiribizzo degli asfaltisti, che ricamano “scalinetti” curviformi o malamente rettilinei di manto steso male, proprio dove passano le bici, creando gravissimo rischio di caduta, con una bici pesante. Questa volta vorrei parlare di un altro aspetto dei “bordi di strada”, ovvero dell’aspetto floreale.

Lungo le strade crescono tantissime varietà di piante, e pare che questo limite, come quasi sempre sono i confini, crei una sovrabbondanza di popolazione. Ci son tratti in cui le piante, le erbe, i fiori, hanno sfumature delicatissime, che fanno commuovere per l’equilibrio esatto, che la natura realizza, seguendo leggi di ordine superiore. Quest’anno ho trovato tratti di prati sfumati tra il rosa e il viola, oppure tra il bianco e il giallo, o puntinati di verdi diversissimi tra loro.

Lungo questo mio percorso sono spesso belli e privi, o quasi, della grande mole d’immondizia che ho incontrato lungo altre coste. In particolare in Calabria, ho trovato molto pulito e me ne compiaccio.

Tuttavia, se anche i bordi delle strade sono piene zeppe di belle piante, c’è anche qualche problema per noi ciclisti. Io viaggio con i sandali e i calzoncini corti, quindi sono esposta a possibili piccoli traumi. Lungo molte strade, crescono i rovi, ma non crescono verso il lato opposto della strada, si dirigono dritti e decisi verso noi ciclisti. Sono come braccia che si protendono e procurano graffi fastidiosi. Poi ci sono i cardi: alti, minacciosi, pungentissimi. Ma non è finita, ci son le canne, che in alcuni tratti costringono a viaggiare in mezzo alla corsia. Non hanno spine, ma le foglie mi hanno tagliato sulla fronte. E che dire delle acacie? mi spiace per loro, ma le maledico. Sono alte, rischiose, facili da prendere in pieno viso. Non è finita. Qui al sud, c’è una pianta straordinaria, di una bellezza prepotente e incredibile: i boungaville. Sapevate che hanno delle spine lunghe così? no? provare per credere!

Ecco queste sono le piante “rischiose” che cercano di catturare tra le loro sgrinfie, noi inermi cicloturisti. Certo, tutto questo, se ci fosse un po’ di cura delle strade non dovrebbe esistere, perché i bordi dovrebbero essere puliti, ma spesso non è così.

E ora faccio un appello agli automobilisti: cari automobilisti, cari camionisti e autisti di autobus, non suonate quando siete a ridosso di noi ciclisti per suggerire di tirarci in parte. Quasi sempre, se siamo un po’ in mezzo alla strada è perché non è possibile stare più in là, o per il fondo brutto o per piante assassine pronte ad aggredirci. Quando possiamo, per salvarci, stiamo sempre al limite più estremo consentito. Inoltre, se suonate quando siete dietro, ci fate uno spavento terribile. Sapevatelo!

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