Serenità

Lampedusa Gemona

C’è serenità nel mio pedalare. Arriveranno i momenti di estrema stanchezza, di voglia di tornare nel mio Friuli, nella mia Gemona, nella mia casa e nel mio letto con augusto vicino. Arriveranno, ma oggi, ho pedalato nel vento, ed ero serena. Ho rischiato di cadere per due volte, da tanto vento c’era. Il vento mi piace. Mi sentivo parte del tutto e non ero stonata.

Spesso in altre occasioni mi sento proprio quella nota stridente in una bella armonia, quel suono che s’inerpica solo, penetra stridulo in ognuno, rovinando tutto.

Vorrei sempre sentirmi come oggi, in armonia. In armonia con la scogliera, i sassi, i faticati cespugli e le magre erbe di pietra. Vorrei guardare il mare come ho fatto oggi, respirando blu, con le iridi blu, con il respiro blu. Vorrei sentire come oggi, tutte le persone care vicine, ma così vicine da combaciarmi perfettamente.

Il vento ha portato via con forza la mia inadeguatezza e il sentirmi quasi sempre sbagliata.

Il vento ha reso trasparenti i miei pensieri ed è stato facile lasciarli fluire.

Due cani mi hanno guardato da lontano, uno si è avvicinato di qualche passo abbaiando. Non ho avuto alcuna paura, ero vento anch’io, fatta d’aria e di blu. i cani erano bianchi e uno di un bel colore caldo, lo stesso colore di tutte le rocce di qui.

A Lampedusa i cani sono tanti.  Ho fatto circa 10 km senza vedere quasi nessuna casa, nessuna automobile, nessuna persona. Pietre, muretti, cespugli bassi, sfondo col mare e cani randagi. Randagi, che brutta parola.

Ran-da-gi, è orrenda.

Da adesso in poi, li chiamerò vagabondi.

I cani vagabondi fanno tanta meno paura di quelli randagi, vero?

Son vagabonda anch’io. Oggi una vagabonda serena, blu e insieme.

cof

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