Il tempo è del tutto relativo

Lampedusa Gemona

Il tempo è del tutto relativo.

Lunedì 30 finalmente è finita l’attesa piena di dubbi e ansie e sono partita. Il tempo è del tutto relativo a ciò che si vive e gli ultimi giorni è trascorso lentissimo. L’unica cosa che posso fare da adesso in poi è affrontare quello che l’avventura porterà, senza pensare al ieri né al domani, semplicemente navigando senza timone nella corrente a tratti impetuosa a tratti felicemente calma, metafora di ogni viaggio.

Certo, il tempo è relativo, ma ne siamo così immersi, che quando lo viviamo, governati dalle nostre emozioni, non siamo in grado di razionalizzarlo, così, anche il viaggio in aereo è stato lunghissimo. Avevo scelto Palermo come meta intermedia tra Gemona e Lampedusa, perché lì avevo degli amici. Lo scalo era più lungo (cinque ore) che a Catania e sarei arrivata in tarda sera a Lampedusa anziché comodamente nel primo pomeriggio, ma gli amici valgono ben qualche ora dedicata, mi sono detta. Purtroppo nessuno mi ha raggiunto, avevano problemi personali, così, mi sono sentita vagamente idiota. Avevo speso di più, fatto uno scalo lunghissimo, per qualche sorriso. Mi sono ripresa subito: se dovevo attraversare quello spazio di cinque ore, c’era sicuramente un perché e dovevo trovare il lato positivo. Cinque ore senza nulla da fare, senza neanche il libro che stavo leggendo, perché mio marito accompagnandomi in aeroporto me lo aveva chiesto, cinque ore sono tante anche senza considerare la relatività di tutte le cose. Sono tante e basta. Non sono tante però, per assaporare quel dolcissimo sapore del sentirsi sull’orlo di una fortuna enorme: avere davanti più di un mese di pedalate, di persone, d’incontri, di paesaggi. Non capita a tutti, ed io me lo sono costruito pazientemente. per trascorrere quelle ore, ho giocato con la mia mente, percorrendo tratti di meraviglia, meravigliata. Ho affrontato salite e volteggiato in ripidi discese, ho incontrato cani e persone non buone, mi sono ripassata dentro la gioia, la sorpresa, la paura, la solitudine come prima di un esame. Sono state cinque ore lunghe e proficue. Avevo bisogno di un tempo vuoto da riempire di sospiri.

Questo è il mio secondo “viaggione” ma sono certa che sarà molto diverso dal primo.

A Lampedusa, quando arrivo ormai col buio, mi aspetta Rino.

Rino sta cercando come un cercatore di lungo corso. Rino è un grande osservatore. Rino sa cogliere l’attimo fuggente.

Ho conosciuto Rino lo scorso viaggio, organizzava una biciclettata per Lampedusa, e io ero qui. Quando stavo preparando questo nuovo percorso mi sono rivolta a lui, fiduciosa potesse costruire con me un evento. Ecco, la “fiducia” è esattamente la parola che gli dedicherei.

Mi ha ospitato in una piccola casetta zen chiamata bomboniera, nel suo giardino zen, con i fiori zen, le libellule zen, l’aria zen, l’acqua zen e il cane Milù, zen pure lei. Insegna Yoga nell’isola e vorrei fosse il mio maestro, io che dello yoga colgo solo che “sarebbe” bello ma non è per me. Girare con lui per Lampedusa sorprende, lo salutano tutti, lo conoscono tutti, tutti sono affettuosi con lui . E’ di Milano ed è arrivato qui solo dieci anni fa. Gli ho detto che mi piaceva questo suo essere salutato e mi ha risposto, come sempre fa, con gran saggezza: per ricevere saluti è semplice, bisogna salutare tutti per primi.

Avrei dovuto fare il confetto nella bomboniera solo per un giorno e invece, l’isola mi mette alla prova e mi tiene qui. Sarei dovuta partire oggi 2 maggio, ma c’è un fortissimo vento di Levante e nessun traghetto ci raggiunge. Nessun traghetto ci raggiunge!

Mai avrei pensato a questa possibilità, e questo fatto, del vento fortissimo, e del mare che si gonfia di ora in ora, mi fa sentire ancor più la condizione di essere su un’isola.

Sono Isolata: è questa la giusta parola. Mai più per me “isolamento” avrà lo stesso significato: lo sto provando ora sulla mia pelle, nella mia pazienza, nella capacità di adattarmi, di accogliere, di lasciarmi andare.

Mi aspettano dappertutto, dopo Lampedusa. Ho mille appuntamenti cui tengo moltissimo in Sicilia. Ce la farò? Chissà.

Forse potrò partire solo venerdì. Tre giorni di vento, di Rino, di Milù, di Lampedusa, di Parole ritrovate, di foglie che volano a mulinello, di rucola dell’orto, di uccellini che cinguettano, di falchi che volano alti in cielo, di roccia gialla e di sabbia che offusca l’orizzonte, di mare che odora forte e rumoreggia.

Oggi andrò a mangiare un arancino: sarà come sempre uno spettacolo.

Ieri ho chiesto un caffè d’orzo con brioche. Ho pagato caro ma non ho fiatato, ero in un bel bar del centro di Lampedusa. La brioche non era quella che conoscevo io: era un’enorme cosa buonissima, una specie di focaccia dolce morbidissima ripiena di una quantità esagerata di gelato straordinario. . Non l’ho mangiata tutta perché ho il diabete, sono cicciotta e la “cosa” era davvero enorme, ma che bontà. Per forza costava molto: è tutto relativo. Da noi una cosa così sarebbe costata il doppio!

Qui le brioche si chiamano cornetti, sapevatelo.

Oggi mi sono fatta un giro in bici fino alla fine dell’isola. Ho incontrato tre coniglietti bellissimi bianchi e neri, una decina di falchi pronti a mangiarli e anche una bella quantità di gabbiani reali sperduti tra le rocce in cerca di leccornie vive e mobili. Cespugli bassi di un verde chiaro punteggiano il deserto di pietre.

Ho incontrato nei circa venti km di pedalata, due auto.

Tutto bene Lampedusa. Starò con te perché il tempo è relativo.

Lo penso piano, sussurrandolo con voce rotta: per me questo tempo, questo maltempo, è solo un piccolissimo imprevisto.  Nel mare davanti a questa terra sacra, in questo esatto momento ci sono persone in preda al panico, al freddo, alla paura. Lo guardo questo mare e ci penso. E’ tutto relativo, non solo il tempo.

 

 

 

4 thoughts on “Il tempo è del tutto relativo”

  1. il tempo è relativo… credo che gli spazi infiniti guardando l’orizzonte da questa bellissima isola ti faranno pensare al maestrale come ad una inaspettata fortuna…

  2. La “bomboniera”, la casetta che ha e sta ospitando Mila e sotto la veranda la sua Bike, da domani avrà un libro degli ospiti! Perchè? Perchè questo luogo nei suoi dieci anni di vita, sta ospitando per lo più, Esseri con la E maiuscola. Cosa vuol dire Esseri con la E maiuscola, vuole dire Esseri che non solo vivono ma che lo fanno con coerenza, con consapevolezza, con coraggio! Inizieremo da Mila , onorati della sua presenza gentile e leggera e ringraziamo il vento di levante che ne ha prolungato il soggiorno anche se ha complicato il suo viaggio Lampedusa/ Gemona. Buon viaggio Mila ed anche da parte di Milù ti auguriamo una buona vita e che tutto ciò che persegui con amore e dedizione possa accadere! Rino e Milù

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