Cara Mila

ruota di scorta

Il Servizio di Salute Mentale Alto Garda e Giudicarie si appresta a partire. Lo farà accompagnando idealmente Mila Brollo nel suo viaggio di ritorno, seconda parte di un’avventura iniziata due anni fa attraversando l’Italia intera in bicicletta, percorrendola da Nord a Sud, da Gemona del Friuli a Lampedusa con l’obiettivo di abbattere le barriere del disagio mentale e dell’emarginazione sociale. Ora sta per iniziare il percorso a ritroso che proseguirà nel suo intento di superare i confini e oltrepassare l’indifferenza.

L’idea di accompagnarla in questa avventura è nata in seguito alla presentazione del suo libro presso il Centro di Salute Mentale di Arco: “Biciterapia. In viaggio alla ricerca dell’equilibrio”, frutto e resoconto di quel suo primo viaggio.

Saremo la sua “Ruota di scorta”: il nostro sarà un tragitto di supporto che si svilupperà attraverso sette tappe, ciascuna delle quali ci porterà a riflettere settimanalmente su altrettante tematiche. Saranno coinvolte trasversalmente tutte le articolazioni del Servizio con la collaborazione, in gruppo o individuale, di utenti e familiari.

La prima di queste tematiche è legata al concetto di Porta Aperta, immagine, come vedremo, capace di evocare una molteplicità di significati e sfumature.

Presso la Comunità Villa Ischia si sta lavorando al progetto di un calendario che quest’anno ha come tematica proprio le porte. Gli utenti hanno voluto scrivere a Mila una lettera nella quale descrivono brevemente l’attività e fanno pervenire il loro augurio per un viaggio “ricco e meraviglioso”:

Cara Mila,
siamo gli ospiti della Comunità Villa Ischia di Riva del Garda. Ti accompagneremo nel tuo viaggio fin dalla prima tappa, che inizia dalla porta d’Europa. Anche noi stiamo realizzando un progetto che riguarda proprio le porte, tema del calendario che stiamo realizzando per il prossimo anno. Partendo dai molteplici significati che può assumere la metafora della porta, stiamo individuando e fotografando le porte e i portoni più belli del territorio Alto Garda e Ledro dove viviamo. Ti auguriamo che la tua porta si apra su un meraviglioso e ricco viaggio.”

Al Centro di Salute Mentale di Arco la tematica è stata affrontata riflettendo sull’esperienza del gruppo familiari “Porta Aperta” e sull’ipotesi dell’abbattimento di cinta del Palazzo Palme, sede del Centro di Salute Mentale di Arco. Tale muro in passato circoscriveva un sanatorio, attualmente il suo abbattimento rappresenterebbe metaforicamente un’apertura del Centro di Salute Mentale alla società superando le barriere dello stigma.

Associazione Porta Aperta:

  • GUARDARE CON OCCHI DIVERSI

  • ASCOLTARE CON ALTRI PENSIERI

  • ANDARE OLTRE L’APPARENZA

Il lavoro svolto dal Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Arco propone una riflessione sul viaggio visto anche come metafora di un percorso. Acquisisce quindi diversi significati: il viaggio come un’occasione per un miglioramento personale, come possibilità di incontrare difficoltà nella vita e raggiungere equilibrio e stabilità; il viaggio visto ancora come scambio relazionale e solidale con l’altro, come esperienza di reciproco aiuto nei momenti impervi.

“Il viaggio è un’occasione per diventare persone migliori”.

“Le persone sono come le barche in mezzo al mare che a volte è calmo a volte è tempestoso”.

Gli isolani sono solidali con le persone che affrontano un viaggio perché per loro vale la legge del mare: si aiutano anche i nemici nei momenti di difficoltà in quanto prima o poi potremmo trovarci tutti nella stessa situazione.

Il Centro Diurno di Tione ha portato l’esperienza dello Spazio Accoglienza, segno tangibile di apertura e possibilità di condivisione relazionale. Nato nell’inverno del 2015 con lo scopo di accogliere utenti e familiari al Centro di Salute Mentale in un ambiente confortevole, nell’attesa di colloqui e/o incontri, è stato ed è tuttora possibile grazie alla disponibilità di alcuni utenti che, in qualità di volontari, si sono messi in gioco portando la propria esperienza: essere utenti permette di entrare in empatia con chi è alla ricerca di occasioni di confronto o necessita di sostegno, avendo vissuto esperienze simili.

Concludiamo con tre riflessioni, frutto di un pensiero condiviso tra utenti e operatori rispetto allo Spazio Accoglienza:

  • è una mano tesa che ti rassicura mentre passi tra le porte aperte;
  • le persone che ti accolgono hanno la tua fiducia perché le senti simili;
  • il desiderio di aprirsi dall’interno per ESSERCI di più, ESSERCI DAVVERO.

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