Tante cose, troppe

aprile_2018

 

Nel programmare un viaggio in bici devi stare attento al peso dei bagagli, come in aereo. La differenza è però che in aereo è la compagnia che stabilisce il limite, con la bicicletta, il limite lo stabiliscono i propri muscoli.

E si pensa di “imbarcare” sempre tante cose, troppe.

Lo scorso viaggio, in varie puntate, ho rispedito a casa quello che era non indispensabile. Alla fine avevo quasi nulla perchè davvero è di quasi nulla che si ha bisogno.

Come ho già scritto, viaggio in parsimonia, in “semplicità consapevole”. Chiunque debba portare con la propria forza il bagaglio, lo ridurrebbe, ma io lo voglio ridurre anche per un altro motivo.

Penso a chi deve fare viaggi di salvezza, penso ai loro viaggi fatti con un bagaglio di fatica e speranza e poco più. E pensando ad ognuno di loro, mi sento privilegiata anche con quasi nulla e quasi nulla sia, allora, anzi, sia addirittura un pò meno del dovuto. Nessun abito speciale e specialistico tranne i calzoncini imbottiti, nessun tessuto tecnico, nessuna figata ciclistica speciale (e ce ne sono un sacco in giro).

Oggi ho iniziato a preparare i bagagli. Tanto anticipo, ma non tantissimo a ben vedere: parto tra 20 giorni!

nella foto il mio programma. Alcune cose sono da specificare. Tra i vestiti, molte delle cose sono in tessuto leggerissimo, scelti tra quello che ho. Alcune magliette sono di viscosa, e così i calzoni e la camicia da notte. Ogni indumento sarà strizzato in sacchettini di nailon con chiusura, in modo che sia facile estrarli senza sconvolgere l’intera sacca. Ci sarà il sacchettino delle mutande-calzetti-camicia da notte, quello delle magliette, quello del freddo, quello dei calzoni  e dell’unico vestito “civile” che mi porterò dietro, leggero e rigorosamente anti stropiccio.

La crema con protezione alta per il sole, è indispensabile: ci si scotta le ginocchia, il viso e le braccia a pedalare. Le scarpe le porto come copertina di Linus: nel precedente viaggio non le ho usate quasi mai: se c’era il sole erano sandali e se c’era la pioggia…erano sandali lo stesso. I piedi si asciugano molto prima delle scarpe.

La parte dell’elettronica è pesante, ingombrante e complicata, ma in un viaggio come il mio, che vuole essere comunicativo, condiviso e partecipato, è indispensabile.

Ecco. Ad oggi questo è il bagaglio. Senza elettronica sono pochi chili. Di sola elettronica sono circa 2,5. Considerato che io son bella cicciottina, una gran bella fatica comunque, anche con la e-bike.

Ma anch’io ho un bagaglio intangibile importantissimo, tessuto di motivazione, fiducia e speranza, fondamenti del Fareassieme,  di Parole Ritrovate, di Cucine Popolari, di Fiab.

E allora daje e ridaje!

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