biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Month: novembre 2017

Si può. Star meglio, si può.

La speranza è l’ultima a morire. Ma davvero. Quando muore, siamo morti anche noi. Pensavo oggi ad una cosa che avevo più volte letto sui libri, ed anche già incontrato, ma mai con la forza di un discorso di pochi giorni fa.

Un signora, ripeteva senza speranza appunto, che lei era una bipolare. Non diceva che era triste, che aveva paura, che si trovava in quel momento di vuoto che aveva già incontrato altre volte nella vita: continuava a dire solo che era bipolare.

Penso a come un’etichetta, detta da chissà quale medico in chissà quale premura, può restare appicciccata addosso in modo definitivo.

Non c’è dialogo con “una bipolare” ma neanche con un cardiopatico, diabetico, nevrotico. Tutto si appiattisce sulla diagnosi e su quel terreno, non ci si può mai umanamente incontrare.

molto facile è invece parlare con Cristina (nome inventato) che ha un problema relativo al suo stare in bilico tra l’essere piena zeppa di energie, idee, forza e altri momenti in cui si sente prigioniera di una forza maligna che adombra la vita.

Ieri ero ad un incontro con molti illustri psichiatri e tra i tanti argomenti trattati, in modo quasi casuale da uno di loro sono uscite le parole “dimissione” e “guarigione”. Prima era tutto un parlare di suicidi, ricoveri, tso, residenze e borse di lavoro.

Il disturbo mentale è una bestiaccia cattiva e quando morde, porta tanta sofferenza, ma non è per sempre.

si può “guarire”. Si può stare meglio, accettare i nuovi limiti che la patologia stabilisce, sfruttare il sapere dato dall’esperienza che ne deriva, avere interessi, affetti, passioni . Mi piace la metafora della bicicletta che dice che per restare in equilibrio ci si deve muovere. Se si è fermi , e una diagnosi è sempre ferma, c’è bisogno di un sostegno, di un aiuto. Si, si può fare, si può alzare lo stato di benessere di ogni vita e riprendere a muoversi. Si può, si può.

http://www.mymovies.it/film/2008/sipuofare/

burocrazia: pietà

Buonasera mondo!
Mi hanno rubato il portafoglio dalla borsa nel mio ufficio e dentro avevo tutto. Ma non tutto per dire: tutto, tutto, tutto.
Bene, sono in trasferta a trento e dunque, sono andata a fare denuncia qui. Prima sorpresa: senza carta d’identità non si puó fare denuncia 😳
Recupero con un pó di fatica e grazie a mio marito che è a casa, il numero e ritorno. Dopo due ore di attesa in una stanza così obsoleta da parere appartenere alla prima metá dell’altro secolo, finalmente arrivo davanti a chi deve ricevere la denuncia. Contemporaneamente deve far sportello front office, rispondere alle telefonate, aprire e chiudere il portone della caserma e smistare il traffico di avventori che li si accalcano.
Inizia la “dettatura” singhiozzata. Il buon uomo scrive con due ditini dritti dritti e a ogni parola rilegge a bassa voce l’intero periodo, per sentire se regge. Quasi sempre non regge, e deve faticosamente pensare ad una alternativa. A nulla valgono miei timidi suggerimenti, non li prende in nessuna considerazione. È così si arriva a definire che “un’ignota persona si introduce nella postazione lavorativa e sottrae il portafoglio”.
A denuncia finita, che tra attesa e stesura conta una “spesa” di 180 minuti circa, altra sorpresa 🙄
Per avere il rilascio di un permesso provvisorio di guida ( mi fregarono anche patente), serve la carta d’identitá. Non ce l’ho, me l’hanno rubata, l’ha appena scritto, spiego. Niente da fare. Solo con la denuncia, se mi fermano, prendo la multa. Ma c’è una bella notizia finalmente: la carta d’identitá me la fanno anche qui in Comune: evviva!
La contentezza dura poco. Vado in comune: la carta di identità la fanno si, ma ci vorrà una settimana, forse anche di più. Devono fare comunicazione al mio comune che poi restituisce il nullaosta. A quel punto, ma per sapere se è arrivato o no il nullaosta dovró andare molte volte a chiedere, a quel punto forse, in poco me la rifanno. Impossibile avere quella elettronica. Magari dopo…
Con la carta d’identità si ritorna quindi dove ho fatto la denuncia ( sembra di giocare al gioco dell’oca con un pó di sfiga) e mi danno un foglio sostitutivo di guida. Con questo, poi, dovró richiedere il duplicato di patente ma questa è un’altra storia ancora.
Ho perso io e i vari agenti, impiegati etc etc ore e ore. Nel 2017, con i collegamenti internet che permetterebbero l’accesso ad ogni banca dati. Dai, su!
Mi è venuta una tristezza senza fine. Da dove si comincia a rammendare questo paese?

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