Oggi ho incontrato ancora la meraviglia. Era in una donna, una donna che vedo ogni giorno da molti mesi, senza mai aver udito la sua voce. E’ una donna che si muove piano, con le braccia dritte all’ingiù, una mano stretta attorno i manici della borsetta  e l’altra che penzola rigida senza intenzione. Cammina con la schiena impettita e lo sguardo lontano.

Se la guardi, vedi buio. Ma non buio vuoto, buio pieno zeppo di cose. Quel buio delle soffitte, quel buio delle cantine, con ombre e penombre, intralci e tesori indecifrabili.

Se la guardi hai paura di perderti in tutto quel buio, hai paura di rompere qualcosa o di fare del male. Se la guardi, ti chiedi cosa ci sarà in tutto quel pieno che intuisci.

Oggi senza preavviso, da quel buio è uscita una scintilla, inaspettata, chiara, luminosa.

Nessuno se l’aspettava: quella donna ha parlato. Improvvisamente tutti l’abbiamo vista, più che udita. E’ uscita allo scoperto per un istante ed è poi ritornata senza fretta nel suo antro, come chiocciola nel suo guscio.

La pienezza se si vede anche per un solo istante, non si dimentica.