Viaggio in solitaria ancora. Sta quasi diventando una necessità lo star sola. Attendo con gioia la sera, quando mi aspetta un lettino ancora una volta piccolo e il silenzio di una casa vuota. Apprezzo sapere dove son le cose, sapere i lavori da fare, il silenzio diffuso come una musica. Apprezzo il bastarmi e poter decidere di non cucinare. Apprezzo i piccoli riti che pian piano si allineano alla mia quotidianità. Non ho più casa, né oggetti, né “roba”. Ho solo la libertà del vuoto e non mi fa nessuna paura.

Poi nei fine settimana, ritorno a casa e son felice anche là, circondata dal creativo casino che solo noi, famiglia creativa, sappiamo comporre con tanta determinazione. Allora, ho un uomo che mi dorme vicino, i figli che musicano intorno, i cani che riempiono ogni parentesi di tempo e la mia terrazza sul mondo.

Due vite vissute insieme: una fatta di lentezza e piccolissime cose, l’altra di frenesia e importanti movimenti. Sono certamente un po’ bipolare, oscillo tra l’esaltazione e la tristezza, tra la passione e l’immobilità. Ora succede anche fuori di me. Non riesco a fermarmi, forse neanche lo voglio, ma a tratti, mi sembra difficile cambiare ciclicamente  tutto. Prima o poi prenderò il ritmo, ne sono certa, perché a tutto ci si abitua e così sarà.

Fra pochi giorni avrò una casa anche a Trento e finalmente farò il minestrone, qualunque temperatura ci sarà. Il minestrone, ovunque, fa casa e mi scalda il cuore.

Gemona – Trento, Trento- Gemona

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