E poi si parte. Molte volte si parte sapendo quello che si fa, ma più spesso la spinta a partire non si sa da quale profondissimo anfratto della nostra anima o da quale intangibile destino arrivi e il viaggio si profila davanti a noi tra le nebbie e le schiarite di ogni futuro. Qualche volta si parte senza neanche saperlo, si parte. Forse la vita è un unico lungo viaggio o forse è l’insieme di milioni di viaggi tenuti insieme dal senso preso e perso, di essere unità seppur interrotta, in divenire, con un vissuto in inesorabile dissoluzione.

Sono una viaggiatrice, viaggio nei sogni, cavalco la mia immaginazione, viaggio per lo più da sola. Ho altre persone che si affiancano, ma mai mi trattengono, che io devo andare. Vivo come viaggio ogni evento della vita, quelli cercati, come il mio esser moglie, madre e amante, quelli desiderati, come il mio faticato viaggio nel mondo della Psichiatria, quelli mai voluti, come la malattia che costringe ogni giorno a tirar somme e far di conto.

Vivo come viaggio un lungo amore, un figlio, una casa, un’amica, un incontro, un libro, una classe. Vivo come viaggio il mio perdermi e poi, con le mani laboriose capaci di sentire la materia, ritrovarmi. Vivo come viaggio una canzone che ad ogni ri-ascolto, il viaggio ri-parte, e vivo come viaggio il vento dal quale, ad ogni nuovo soffio, vorrei farmi sollevare. Vivo come viaggio il canto di mille uccellini che si ripete in modo uguale, sempre diverso. Vivo come un viaggio ogni pagina bianca che pian piano si riempie di parole, di segni, di colore. Vivo come un viaggio sperato e atteso ogni pezzo di argilla che si trasforma sotto le mie mani fino a far vedere al mondo, la mia speranza. Sento che sto andando, sento che la meta è l’arrivo, sento che l’arrivo è dopo tanto andare, senza ritorno, sento che la possibilità del ritorno, è in ogni viaggio solamente illusione. Provo ad immaginare come sarà la fine del mio ultimo viaggio. Sento che anche quando sarà arrivato il momento di lasciare, lascerò sapendo che è un nuovo viaggio che inizia.

L’esistenza è cosa effimera anche se vestita di carne e pelle, di mille dolori e mille delizie. L’esistenza esiste quando so di esistere e il mio viaggio più grande è quello di poter ad un tratto capire perché sono qui, o accettare che non c’è alcun perché e tutta la mia realtà, semplicemente, non è.

La cosa bella del viaggio è che si parte senza sapere come sarà e il non sapere, apre la porta alla meraviglia. Scivolare senza peso di meraviglia in meraviglia, questo è il mio viaggio. Dura da tempo immemorabile: andare di meraviglia in meraviglia. Senza peso.