Buongiorno mondo!
C’è qualcuno che crede che il tempo nella vita si possa fermare.
Sono le persone felici, quelle a cui pare di toccare il cielo con un dito, quelle che stanno vivendo in pienezza assoluta eventi che hanno a che fare non con il contatto con cose, ma con persone o situazioni immateriali,  sono quelli ingombrati dalle certezze, e sono anche le persone disperate, quelle che per mille ragioni appiattiscono il tempo, lo rendono una ripetizione di sé stesso infinita, sono quelle persone anch’esse ingombrate dalla certezza che se il tempo dovesse riprendere il suo movimento, potrebbe portare con sè cose ancor più gravi della vita già grave che si sta consumando.
Ci son momenti in cui il tempo si ferma per tutti. Si aggancia alle emozioni e per un po’ sta lì, sospeso nell’aria. Un bacio lungo e lento, gli occhi negli occhi, la presenza della morte, una grande fatica, la sfavillante gioia di un prato profumato che ci colpisce senza preavviso, una interminabile carezza sul viso, le lacrime che scendono sulle guance,  un dolore acuto del corpo o dell’anima. Poi dopo questo rimanere  senza fiato e senza tempo, riprende il suo scorrere, lo riprende sempre, anche quando facciamo finta di non accorgercene o non ce ne accorgiamo davvero.
Il tempo è trascorso tra i miei capelli che ora sono bianchi, sulla pelle che si è fatta solcata, nella carne che è diventata morbida. Il tempo è trascorso lasciando la sua impronta sui miei organi, che non possono rispondere più a certi bisogni. Il tempo è trascorso nella mia mente. La mia mente da sempre abitata dal dubbio, duttile, curiosa, pronta a cogliere le piccole cose per farne pensieri grandi e incapace di contenere i pensieri grandi nelle piccole cose.
Per molto tempo ho creduto fosse una debolezza avere il dubbio inquilino, ora so che è stata la forza più grande che ho avuto. Oh, si, mi ha fatto perdere tempo, alle volte sbagliare del tutto strada, altre deragliare con gravissimi danni al motore, ma il dubbio cammina. Mi cammina davanti, ha a che fare col tempo, precisamente con presente-futuro.
Ogni qualvolta che ho incontrato il dubbio, nella mia ingenuità (anche questo un gran privilegio), ho cercato di sentirlo, studiarlo, intuire da dove nascesse, e son ogni volta, cresciuta Ogni volta che ho creduto di arrivare alla certezza, è subentrato un fatto, un evento, un’emozione che ha di nuovo scompaginato il tutto. E ogni volta che ho la certezza si è incrinata ed ho oscillato nel limbo tra dubbio e certezza ho provato un senso di disequilibrio e spesso una cocente delusione.
La certezza è subdola, non ha gambe, è statica. Quando l’incontriamo è facile che diventi un guscio e uno scudo. In questi giorni, incontrando tanti medici, dirigenti, direttori di servizi, ho spesso incontrato la certezza, di fronte alla quale mi sono seduta, ho deposto il ragionamento e la voce e mantenendo ostinatamente e umilmente il  sorriso, mi son accomodata in posizione di attesa e di ascolto. Di fronte alla certezza degli altri non si può che agire così. Non saremo noi a scalfirla con le parole, e neanche con le imposizioni di cambiamenti indigesti. Possiamo solo aspettare e dare l’esempio.
L’esempio è un topino che scava strette gallerie e depone buon cibo a portata di tutti. Così, quando la certezza si affama, perché è infruttuosa e “inorganica”, prima o poi sarà tentata di rosicchiare qualche semino lasciato in un qualche cunicolo dall’esempio, e mangiandolo, come nel paradiso terrestre successe ad altri, perderà per sempre la sua verginità. Finalmente sarà libera del fardello dell’immodificabilità e potrà riempirsi di nuova vita e camminare di nuovo, perdendo per sempre la sua fissità e identità.
Che ridere mi faccio: trasformo sempre concetti astratti in una sorta di visioni. Il dubbio vivo, affamato e in cammino, la certezza ferma e cocciutamente autoreferenziale, l’esempio come un animaletto capace di scavare innocui cunicoli che la certezza e il dubbio, per osmosi, incontreranno.
Il dubbio è padrone del tempo, meglio, è tempo che cammina. E’ prepotente il dubbio. E’ salvifico il dubbio. Il dubbio fa vogare sempre e non ci lascia alla mercè della corrente.
Ecco il tempo mi ha portato questo: il sapermi accettare, il capire che sono donna di dubbi e non donna di certezze. Il sentirmi curiosa più ora che ho una piccola porzione di vita davanti che un tempo, quando il tempo pareva illimitato.
E allora: bella la vita, dai!

opera di Delinda Cecchelli