Sono in Israele. Sono sul Mar Morto a fare la cura che mi attenua dolori e problemi di pelle, ma non sono in pace qui.

C’è una strana atmosfera, una specie di piccolo paradiso (che svela qua e là la sua finzione) che di sicuro è possibile solo a discapito di altri.

Qui, dove ci sono le “cliniche” e gli alberghi, siamo in una zona completamente desertica, con montagne completamente nude dietro e il mare di un azzurro che pare finto davanti. Il bordo del mare, non incontra la sabbia, ma un tappeto di sale bianchissimo. E le rocce non sono bianco-grigio, come quelle delle mie montagne, sono rosse, come è rossa Bologna.

Paradiso artificiale. C’è una lunga passeggiata lungomare che io percorro ossessivamente per cercare di contenere la glicemia, con tantissimi fiori e cespugli rigogliosissimi. Tutto è irrigato da un intreccio di tubi che distribuiscono continuamente acqua. Se non fosse tragico, sarebbe ridicolo questo lungo serpente verde con intorno mare morto e rocce senza vita. Una striscia di vita finta che finta non è. E’ solo fuori posto.

E come si fa a non pensare che tutta questa acqua inutilmente sprecata non sia stata tolta a qualcun’altro, come si fa. E come si fa a non pensare che quest’acqua è “buttata via”, infruttuosa se non per dare a noi turisti un pezzetto di finto paradiso, come si fa.

Come si fa a non notare quanta gente armata gira qui e non sentire i Mig che sfiorano la superficie del mare fino a perdersi sulle montagne dove c’è la Palestina, e più in là la Siria, come si fa.

E come si fa a non sentire chè c’è qualcosa di disumano, in questo paradiso artificiale, se uscendo a camminare all’alba, si incontrano decine e decine di bambini vestiti di stracci che puliscono le strade a mani nude, raccogliendo gli avanzi di noi opulenti turisti (russi e tedeschi principalmente), come si fa.

Non sto bene, è inutile far finta che non sia così. Devo cercare di venire qui almeno qualche volta, nonostante che con le cure, i dolori si facciano fieri e ogni tanto mi  provochino qualche lacrima. ma i dolori non sono solo nel corpo se in questa terra, sento l’ingiustizia regnare senza ragione.

Si viene perchè si deve venire, ma guai a chi la chiama vacanza. Guai. Guardo l’altra riva di questo mare e vedo la Giordania.  Poco più in là, non lontano da qui c’è una lunga, dolorosissima, funesta guerra.

Mentre scrivo, i Mig, sibilano incessanti e  si sentono sommessi tuoni lontani.

Non c’è temporale.

Chiudo gli occhi e mi dispiaccio di non saper pregare.