Buongiorno mondo!

sto scrivendo da una terrazza assolata e piena di donne nude morbidamente distese su lettini un po’ vintage. In questo cosiste la cura per la psoriasi di cui anche io sono affetta. Stare al sole e immergersi nelle acque invero freddine del mar morto in un ciclo continuo di con ritmo di 15 minuti. Dunque, ho 15 minuti per scrivere.

Racconto come sempre quel che vedo, i pensieri che come stormi d’uccelli mi attraversano, le immagini, i suoni, le sensazioni che provo. Come un viaggio di 15 minuti.

Siamo circa una trentina di donne nude, su questo tetto. Guardo i corpi: ce ne sono di giovani e vecchi. Quasi tutti sono sovrappeso. Mi viene subito in mente il ristorante buffet, allestito al piano terra, stracolmo di cose di ogni tipo. Mi viene in mente, che qui si mangia tanto, ma anche a casa, e che tutto è ormai centrato sul cibo e sulle patologie da mangiar troppo. Io ne ho una bella grossa: diabete.

Eccerto: ho sessant’anni e quando insegnavo a infermieristica e presentavo il “rapporto annuale delle politiche sulla cronicità” che puntualmente viene pubblicato con il contributo di istituti sanitari e anche associazioni di utenti e famigliari, dicevo che secondo i dati ufficiali prodotti dal ministero della sanità, a cinquant’anni, nella stragrande percentuale di persone, si hanno già un minimo di 3 patologie croniche.

Lo sapete che di nutrizione, chi studia medicina ne sa pochissimo? forse un esame per nutrizioni speciali, ma nessun vero approfondimento su cosa si mangia e come di mangia. A ssurdo.

Vedo questi corpi di donna e mi par di vedere il quadro di “le tre età” Klimt. che trasformazione il corpo. In una visione un po’ macabra mi vien da dire che la carne si frollisce addosso quando siamo ancora vivi.

La pelle, le vene, i muscoli e perfino lo scheletro si trasforma sotto il peso di un funzionamento magico e di un incuria continua.

Ma come sono belli i corpi nudi delle persone se concepiamo la bellezza come libertà. Da giovani son lisci, poi si “spettinano e arricciano”.

Da giovani la pelle è compatta e soda, poi, col passare degli anni si sforma un po’, come un abito usato tanto e si vede benissimo quello che c’è sotto. Nudi, non c’è differenza, non si distinguono ceto sociale, professione, velleità.

Ogni donna qui, tenta di prendere il sole anche nelle zone d’ombra, come viene viene, nelle posizioni più varie e acrobatiche: culoni, pancione e tettone, fanno bello sfoggio vicino a culetti troppo magri, e, rari, a quelli di giusta misura. Ognuna gode del calore incurante della forma.

La pelle, pensavo,  ha un bellissimo colore, caldo, dorato, che spicca su tutto il grigio del cielo e del mare. Gauguin, ecco, quelli sono i colori e quelle le donne. Lascive, in attesa e in colloquio. In ognuna un mondo complesso racchiuso. In tutta questa nudità, mi soffermo sulle mani. Penso a tutti i gesti che hanno compiuto nella vita. Anche le mani, oltre che i seni e la pancia, hanno nutrito. Si vede bene chi ha avuto figli e chi no. il corpo si fa tenero con i figli.

Sono belle queste donne, prive di qualsiasi velleità ad apparire migliori di quel che sono, prive di qualsiasi competizione per raggiungere un maschio, complici nella loro nudità..

Mi viene in mente che il mio corpo, così imperfetto, è stato forgiato delle maternità. Ha un senso esserci stata in questo lungo pellegrinaggio di vita se ho nutrito di vita il mondo.