L’ultima volta che sono venuta a Roma, ero in bicicletta in un viaggio fantastico, con una capacità di osservazione da ciclista, ovvero molto attento alle strade, alle indicazioni, al rischio furto del mezzo. Ne avevo scritto e nonostante io trovi Roma bellissima (forse per questo ci tengo tanto e mi arrabbio così), non era saltata fuori una gran bell’immagine,

Oggi sono a Roma per “lavoro”, arrivata con un comodo treno, alloggiata un pò in periferia, vicino alla stazione Triburtina.

Cari romani, fatemi riconciliare con voi. Mettetecela tutta, perchè Roma non è solo dei romani, ma di tutti noi italiani. E’ la nostra capitale, il simbolo, la città più ricca di storia del mondo. Basita dall’immobilità che riportano i giornali sul governo della città, sbalordita e dispiaciuta per le bruttissime scene con bruttissimi gesti e inneggiamenti  alla violenza, e a quella di tipo fascista in particolare, durante la “lotta dei taxisti”, sconcertata dalla frequente omissione di scontrini fiscali nel centro di Roma (quelli posticci abbondano) da me rilevata la scorsa volta , ora vi chiedo almeno  un  piccolo piacere: tirate su le cacche dei vostri cani. Si fa, ve lo dico, in tutto il mondo, nelle città. L’ho visto fare in India e in tutte le parti d’europa. La periferia ed ogni piccolo spazio verde, ne sono disseminati: ogni passo si rischia “la fortuna”. Ho visto tanti cani nell’atto dell’evaquazione, col padrone che guarda qua e là, distratto ed estraneo al suo stesso amico e alla fine di tutto, riprende la via come niente fosse e andarsene infischiandosene di lasciar lì il tanto. Nel 2017. Nella capitale d’Italia. In una delle più belle città del mondo. Ma come è possibile?

E ho visto gettare carte, bottiglie, sacchetti, cicche e gomme da masticare per terra. Ho visto la “monnezza” leggera svolazzare al soffio del ponentino e io il ponentino lo pensavo come vento  capace  de   “faje dì de sì”, non un vento che porta attorno l’indecenza. Infranto un sogno e una speranza!

Romani, riprendetevi la cura della città. Le cacche di cane, non son colpa della Raggi (anche se la Raggi, per quanto letto e saputo, ha colpe gravissime) e neanche le cartacce buttate a terra. E’ vostra la città. Fatela degna di voi. E’ anche il mio biglietto da visita oltre che il vostro. Mila Brollo, Gemona del Fruli, Roma capitale, Italia.

Vorrei esserne fiera, non vergognarmene. Per adesso, il mio impatto è stato doloroso, triste, avvilente e imbarazzante.

Dai, su le cacche, su le carte, ognuno faccia il proprio pezzetto. Se serve, vengo anch’io ad aiutarvi a ripulire la città e con me sono certa verrebbero moltissimi altri. W Roma ripulita.