Mi scrive un amico, citando Alexander Langer, (1946-1995 politico, pacifista, scrittore, giornalista, docente d’italiano) che questo leader “non hai mai scritto un libro perchè non aveva il tempo, perchè il tempo lo usava per gli altri“.

Mi ha fatto molto riflettere, perchè forse, scrivere un libro, può anche essere un atto di profondo egoismo.

Ma pensandoci meglio, ho scartato questa idea. De l tutto. Io ho potuto vivere tante vite, leggendo. Mi sono formata, educata, sensibilizzata, emozionata. Ho potuto moltiplicare la mia esperienza, perchè nei racconti di altre vite, un pò io le ho vissute insieme ai protagonisti. E son stata Anna karenina, con le sue inquetitudini, e tiziano terzani, con la sua ricerca di senso, e con italo calvino, nei suoi mondi inarrivabili. Son stata Basaglia, con la sua lotta, e Harry Potter con i suoi poteri. Sono stata jo di piccole donne, con la ribellione massima concessa, e con Rigatti su e giù per il mondo.

I libri si scrivono per gli altri. Scrivere un libro, sto scoprendolo ora che ci sono in mezzo, è un lavoro dedicato agli altri. Scrivere un libro è  un omaggio e ringrazio ogni giorno chi scrive per me. Scrivere un libro, per chi come me non ha doni letterari particolari e rifugge dai maestri, è una gran fatica dedicata. Magari mi sbaglio, magari è il narcisismo che è in me come in tutti noi, che mi fa scrivere. Magari è per la fiducia che ripongo nel giudizio di un Editore, che mi ha cercato, ma per adesso, mi sembra una fatica bella per un equo scambio: il mio sottopelle, con qualche sorriso e pensiero dei “dodici lettori” che leggeranno quanto deposito lettera dopo lettera, frase dopo frase, sulla carta…accidenti, non è neanche più sulla carta….

Langer, ha donato tanto fino a perdere infine  sé stesso e con la resa, ha vanificato molto del suo lavoro. “Così me ne vado più disperato che mai. Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto” lasciava scritto. Stava molto male. lo si capisce da quel “era giusto”. Esiste solo ciò che è giusto. In questo momento per me, è giusto scrivere al meglio delle mie possibilità, sapendo che scrivendo non guadagnerò qualcosa in termini monetari, ma diventerò io stessa una sorta di “libro aperto”. Senza pudore. Magari, è una semplice, piccola, insignificante “fatica inutile”, ma io la dedico con passione ai miei valori.

Grazie Antonio, per avermi, come sempre, fatto riflettere….