Giornata della Memoria. Voglio questa giornata dedicata.
Deve rimanere un patrimonio di tutti questo ricordo, soprattutto ora che i testimoni diretti, non ce la raccontano quasi più. Deve servire al presente e al futuro. Deve servire a non sottovalutare tutti i segnali piccoli e grandi che ogni giorno si fanno sentire in ogni parte del mondo verso tante “alterità”, diverse in ogni luogo.
Molti anni fa, ero ragazzina, il mio saggio e scientifico fratello mi ha spiegato un concetto molto semplice facendo riferimento ad un lago.
Mi ha detto che quando le forme di vita del lago, per varie condizioni, iniziano a moltiplicarsi, si arriva ad un punto di non ritorno. Le acque, l’ossigeno contenuto, lo spazio, la quantità di nutrienti non sono più sufficienti. L’affollamento fa scattare un “marciume” che avvelena tutto. Ogni forma di vita pensa a salvare sé stessa a discapito delle altre, ed è il caos.
Oggi, mentre si erigono muri nuovi e si mantengono quelli vecchi, penso che forse, senza saperlo, siamo vicini a questo punto di rottura. Dice Bauman: nella nostra vita siamo il biliardo, la stecca o la palla? Chi determina ciò che succede? Possiamo autodeterminare il lancio?
Da giovane pensavo assolutamente di si, poi ho dovuto amaramente cambiare opinione. Purtroppo possiamo solo cercare di correggere il tiro, possiamo metterci forza e intenzione, ma non sempre questo è sufficiente. Chi allora era ebreo, poco ha potuto determinare, chi ora è palestinese, afghano, siriano, nigeriano o maliano, anche.
Eppure tutti possiamo fare del nostro meglio nel nostro tiro. E correggerlo, e migliorarlo, prestando attenzione, riflettendo bene sull’obiettivo che non può essere salvare solo noi stessi, che determinerebbe nei fatti, la nostra fine.
Giornata della Memoria, per ricordare il simbolo dell’ingiustizia, del male, della divisione arbitraria. Giornata della Memoria, contro ogni divisione arbitraria. Mi piacerebbe che questa giornata servisse a non ripetere, che questo giornata servisse  al grande popolo ebraico, che tanto ha sofferto, a considerare la questione palestinese e metter fine all’orrore che lì si perpetua. Vorrei che il popolo ebraico, diventasse il simbolo della pace.
Siamo forse già nel caos del lago?  Non ancora spero, possiamo ancora cambiare. Nei gesti di ogni giorno, possiamo scegliere di fare il nostro tiro contro tutti i muri del mondo, reali e metaforici.
Buona Giornata della Memoria contro ogni discriminazione di ogni tempo, condizione e luogo.
Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia.” Primo Levi