Scrivevo in marzo, prima della partenza del mio viaggio, queste parole. Oggi mi son tormnate davanti, non a caso:

Binario 9 e 3/4

Quanche anno fa sono stata in India. Un viaggio meraviglioso che mi ha fatto sperare di tornarci per un periodo relativamente lungo, quando andrò in pensione cioè, probabilmente, mai. (La Fornero, rimane presente in molti pensieri della mia generazione). Quel viaggio è finito con qualche giorno in Kerala in un luogo magnifico, sull’oceano.

Beh, l’oceano è bellissimo. Di una forza pazzesca. Le onde ti raggiungono anche a molti metri dal mare, ti prendono, ti strappano alla terra per trascinarti con loro. Il mare in quei giorni era mosso e un ragazzo indiano, mi ha insegnato come entrare in quelle acque energiche ed energetiche di quel mare fortissimo. Non era semplice. Molti di quelli che ci tentavano, erano  sbattuti, sradicati, sbatacchiati perfino spogliati da quel mare burlone e terribile.

La tecnica consisteva nell’aspettare che la prima onda arretrasse, poi con una corsa, ci si doveva gettare con decisione sotto quella che stava arrivando. Bisognava affrontare un muro d’acqua spaventoso, alto circa tre metri e buttarsi con forza e fiducia in quella barriera trasparente, come faceva Herry Potter alla stazione nel binario 9 e 3/4. Da sott’acqua, si sentiva poi l’onda passare sopra di sè e si riemergeva dopo qualche vigorosa spinta, nel mare profondo dall’altra parte del muro.

Così mi piace la vita. Mi piace buttarmi e attraversare lo spavento, che è sempre più spaventoso della realtà, per poi riprendere la calma, appena un po’ più in là. Così è ora. Sono sulla riva, in attesa del momento perfetto per prendere la rincorsa e inabissarmi nel silenzio. Sento il fragore delle onde, sento la paura di affrontarle, sento che se sbaglio sarò nel caos, senza più capacità di controllo, ma dentro di me son calma e aspetto il momento. Manca pochissimo. Fra poco, correrò incontro alla paura e mi troverò capace di nuotare sotto ad essa. Sarà così. E’ sempre così. E quando sarò al di là potrò godermi il fantastico rollio galleggiando gioiosa su un mondo popoloso e sconosciuto.”

Sono ancora davanti al mio binario 9 e 3/4, senza nessun viaggio imminente. Qual’ è il muro ora? La fatica fisica e mentale? l’energia che mi sembra lasciarmi in alcuni momenti? I 300 e più  kilometri che mi strapperanno dalla mia realtà…?