biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Month: gennaio 2017 (Page 1 of 2)

senza titolo

Giornata della Memoria. Voglio questa giornata dedicata.
Deve rimanere un patrimonio di tutti questo ricordo, soprattutto ora che i testimoni diretti, non ce la raccontano quasi più. Deve servire al presente e al futuro. Deve servire a non sottovalutare tutti i segnali piccoli e grandi che ogni giorno si fanno sentire in ogni parte del mondo verso tante “alterità”, diverse in ogni luogo.
Molti anni fa, ero ragazzina, il mio saggio e scientifico fratello mi ha spiegato un concetto molto semplice facendo riferimento ad un lago.
Mi ha detto che quando le forme di vita del lago, per varie condizioni, iniziano a moltiplicarsi, si arriva ad un punto di non ritorno. Le acque, l’ossigeno contenuto, lo spazio, la quantità di nutrienti non sono più sufficienti. L’affollamento fa scattare un “marciume” che avvelena tutto. Ogni forma di vita pensa a salvare sé stessa a discapito delle altre, ed è il caos.
Oggi, mentre si erigono muri nuovi e si mantengono quelli vecchi, penso che forse, senza saperlo, siamo vicini a questo punto di rottura. Dice Bauman: nella nostra vita siamo il biliardo, la stecca o la palla? Chi determina ciò che succede? Possiamo autodeterminare il lancio?
Da giovane pensavo assolutamente di si, poi ho dovuto amaramente cambiare opinione. Purtroppo possiamo solo cercare di correggere il tiro, possiamo metterci forza e intenzione, ma non sempre questo è sufficiente. Chi allora era ebreo, poco ha potuto determinare, chi ora è palestinese, afghano, siriano, nigeriano o maliano, anche.
Eppure tutti possiamo fare del nostro meglio nel nostro tiro. E correggerlo, e migliorarlo, prestando attenzione, riflettendo bene sull’obiettivo che non può essere salvare solo noi stessi, che determinerebbe nei fatti, la nostra fine.
Giornata della Memoria, per ricordare il simbolo dell’ingiustizia, del male, della divisione arbitraria. Giornata della Memoria, contro ogni divisione arbitraria. Mi piacerebbe che questa giornata servisse a non ripetere, che questo giornata servisse  al grande popolo ebraico, che tanto ha sofferto, a considerare la questione palestinese e metter fine all’orrore che lì si perpetua. Vorrei che il popolo ebraico, diventasse il simbolo della pace.
Siamo forse già nel caos del lago?  Non ancora spero, possiamo ancora cambiare. Nei gesti di ogni giorno, possiamo scegliere di fare il nostro tiro contro tutti i muri del mondo, reali e metaforici.
Buona Giornata della Memoria contro ogni discriminazione di ogni tempo, condizione e luogo.
Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia.” Primo Levi

comincio ad irritarmi, ma veramente

Buongiorno mondo.

Sono le 6 del mattino e dopo circa vent’anni senza, ho di nuovo la tv, e mi guardo il TG se ho tempo e voglia. Oggi avevo entrambe. Ho acceso la tv con un pò di ritardo e mi son beccata come pima notizia il livore di alcuni abitanti delle zone terremotate che manifestavano perchè il “Governo non ha fatto niente, dove sono quelli che magnano i soldi, non si spendono subito quelli donati etc etc…”

Comincio ad irritarmi, ma veramente, naturalmente  non con le persone esasperate da una situazione difficilissima qual’è la realtà creata da un terremoto, ma da chi fomenta uno stato d’animo che non aiuta, sfruttando lo sfruttabile con  finalità per nulla nobili.

Io sono una terremotata (si rimane terremotati tutta la vita, vorrei dirlo a quelle persone-sorelle). Lo sono del terremoto del Friuli, quello portato a modello come miglior esempio di distribuzione contributi e ricostruzione. E conosco bene i tempi.

Il terremoto del Friuli, è avvenuto la sera del 6 maggio 1976

la seconda e terza scossa distruttiva sono avvenute in settembre, fra migliaia di altre scosse minori, di assestamento. Da quel momento la popolazione è  stata portata sulla costa a una novantina di kilometri dal territorio devastato.

Chi è rimasto nei propri comuni, pochissime persone, è rimasto in alloggi di fortuna creati con materiali di fortuna con le proprie mani o in tenda. Io ho attraversato quel lungo e freddissimo inverno in tenda.

I primi “prefabbricati”, che noi abbiamo sempre chiamato baracche, sono stati consegnati in aprile 1977. La popolazione è rientrata dalla costa.

Da questo momento alla ricostruzione dei centri abitati sono passati da 6 a 10 anni.

Questi sono i “tempi modello” del Friuli. E’ stata dura, la ricostruzione non è semplice. Prima che si possa costruire c’è da sgomberare (da noi si è modificata realmente la conformazione paesaggistica di parti del comune, con la creazione di vere e proprie colline artificiali fatte di macerie), da mettere in sicurezza ogni cosa ancora in piedi, redigere un progetto urbanistico, anzi mille progetti urbanistici, stabilire il metodo di contributi che non possono mai essere “totali” quindi scontentano moltssimo, ma, come da noi è successo, dati con criteri di ricostruzione anche del tessuto sociale. Poi si inizia a ricostriure. Son felice che dopo la fase di emergenza, prima di cominciare a ricostruire a casaccio, ci sia stato tutto questo.

Io sono entrata nella mia nuova casa 8 anni dopo. La mia casa era nel Centro storico di Gemona del Friuli e quando è stata ricostruita, era l’unica in mezzo ad uno spiazzo polveroso grande quanto tutto il centro storico. Avevamo fatto molto più in fretta dei vicini: 8 anni ci abbiamo impiegato.

Anche noi abbiamo manifestato, abbiamo chiesto aiuto, abbiamo lottato. Siamo riusciti a fare di questa esperienza un bell’esempio. Non avevamo ai tempi forze politiche che senza alcuna etica nè “politica” ci sobillavano. Volevamo ricostruire.

Ho letto centinaia di post sui social di persone che non hanno la minima idea della complessità che una ricostruzione comporta, sputar sentenze su ciò che si è fatto e su ciò che si deve fare. Basta vi prego.

Dopo un terremoto è imporante soccorrere subito e poi ragionare, procedere con grande attenzione e dopo, solo dopo, agire con determinazione. Con la fretta si fanno le cose compiute a L’Aquila, ve le ricordate?

Beh, da esperta di terremoto per sapere esperienziale, ho visto una grandissima differenza tra l’affrontamento di questo  terremoto  e ciò che è successo in abruzzo.

Se vogliamo attaccare il Governo, le Regioni, le istituzioni varie, la Protezione civile etc etc,  facciamolo senza sfruttare le emergenze, entrando davvero nel merito di quello che non va, dopo aver studiato accuratamente il tema e possibilmente facendo proposte migliorative realizzabili e utili.

Questa era la via della mia casa, che è lì in mezzo, caduta subito. Le macerie sono state rimosse due anni dopo. Tutto il Centro storico, a parte una breve via, è stato rimosso. La ricostruzione del simbolo di Gemona, il suo castello, è stata da poco terminata. Sono passati quarant’anni.

 

 

60 anni o giù di lì

buongiorno mondo!

ieri chiacchierando con mia figlia di scrittura e limitrofi, ad un tratto mi ha detto “dovresti scrivere della tua età, che è di mezzo”.

Come’è che mi vede una persona giovane? come vedevo io allora e come vedo ora che ci son arrivata, la mia età? 60 anni, di questo stiamo parlando, tondi tondi nel 2017.

La mia mamma è morta quando aveva 61 anni appena compiuti e io ne avevo 29. Mi pareva molto prematura la sua morte, ma di certo non la vedevo giovane come invece io adesso mi sento. Credo che la salute sia un elemento discriminante in questo. In questi ultimi anni, sento che il corpo cede. Non ho più la forza che avevo e neanche, e di questo mi dispiace tanto, la resistenza. In compenso sono diventata più attenta, mi muovo di più, mangio se non meglio, con maggiore consapevolezza e conseguenti maggiori sensi di colpa.

E’ vero: è un’età di mezzo. Sta tra il pensare di essere eterni ed avere progetti a lungo termine e il vedere che avanza poco tempo e alcune cose non sono più possibili neanche da immaginare.

E’ arrivato il tempo in cui forse  si vorrebbe fermarsi ad annusare i fiori su un prato, senza pensieri, come si faceva da bimbi. Ci son però le cose che nel lungo corso degli anni si sono accumulate come “desiderata” e sono lì che aspettano. Mi son fatta un elenco in questi anni delle “cose da fare prima di andarmene da qui” e cerco di spuntare ogni tanto un proposito. Certo, tra questi propositi ce ne sono alcuni che impegnano per dei mesi, come il mio di stare un lungo periodo a Varanasi, a conoscere quei colori di vita e morte insieme. Ce ne sono altri che potrebbero essere risolti facilmente, ma sono difficii da affrontare, come scrivere le “lettere di gratitudine” che si ritengono necessarie. Ce ne sono anche di piccolini, di quotidiani che con un minimo impegno si risolvono, come quello di non mangiare cose dolci.

60 anni. Beh, io li sento. Affronto le novità con più circospezione, sento forte il condizionamento dell’esperienza e di come questa, alle volte, mi impedisca di vedere le questioni con modalità generativa. Sento che l’orizzonte corto può far precipitare alcune decisioni, sento che non posso riparare alle mie mancanze, sento che posso solo cambiare un pò, anche se la vita sembra cambiare del tutto perchè, il tempo, mi ha reso un pò impermeabile.

Sento che io e i miei amici invecchiamo insieme e questo rallenta la sensazione di trasformazione che nelle varie età si compie. Vedo la mia età, guardando loro.

Che dire di altro: inizio ad essere un pò stanchetta. Non dico depressa, che ogni volta che si parla di morte, tutti pensano a questo. Dico stanchetta. Ho svolto il mio compito e ora potrei anche andare.

Certo, vorrei conoscere i miei nipotini, veder crescere la mia ragazza più giovane, andare mesi a Varanasi, costruire una Comunità di accoglienza, cambiare sede di lavoro, dimagrire, diventare sportiva, etc etc

E niente: non è ancora “tempo di lasciare” come dice James Hillman.

 

mi lascio influenzare

Ecco, adesso tocca a me. Questa volta però non sopporto questo indolenzimento di tutto, questo sentire che la gola, il naso, le orecchie si stanno assestando su una modalità di massima allerta, questa forma di apatia generalizzata. Ho preso un pò di cose per arginare quel che sta arrivando: pastiglie frizzantine, acqua calda carica di saporacci che promettono miracoli, sciroppo di miele e propoli. Il risultato è che adesso è tutto sottotraccia. Non scoppia più l’influenza, ma c’è eccome. E’ che dovrei fare tante cose, è che vorrei, più che dovrei, fare una bella passeggiata, scrivere, disegnare forse anche amare un pò, e non ho la minima energia. Ogni tanto però è bello avere una scusa sicura per fermarsi. Starò a letto, sotto il piumino, dormicchierò, leggiucchierò, guarderò un pò di serie tv… Quella storia, a volte tirata in ballo in modo fastidioso, del bicchiere mezzo pieno e bicchiere mezzo vuoto, oggi mi piace perchè lo vedo mezzo pieno.

Oggi mi lascio influenzare.

scrivevo tempo fa…forse secoli fa…

Scrivevo in marzo, prima della partenza del mio viaggio, queste parole. Oggi mi son tormnate davanti, non a caso:

Binario 9 e 3/4

Quanche anno fa sono stata in India. Un viaggio meraviglioso che mi ha fatto sperare di tornarci per un periodo relativamente lungo, quando andrò in pensione cioè, probabilmente, mai. (La Fornero, rimane presente in molti pensieri della mia generazione). Quel viaggio è finito con qualche giorno in Kerala in un luogo magnifico, sull’oceano.

Beh, l’oceano è bellissimo. Di una forza pazzesca. Le onde ti raggiungono anche a molti metri dal mare, ti prendono, ti strappano alla terra per trascinarti con loro. Il mare in quei giorni era mosso e un ragazzo indiano, mi ha insegnato come entrare in quelle acque energiche ed energetiche di quel mare fortissimo. Non era semplice. Molti di quelli che ci tentavano, erano  sbattuti, sradicati, sbatacchiati perfino spogliati da quel mare burlone e terribile.

La tecnica consisteva nell’aspettare che la prima onda arretrasse, poi con una corsa, ci si doveva gettare con decisione sotto quella che stava arrivando. Bisognava affrontare un muro d’acqua spaventoso, alto circa tre metri e buttarsi con forza e fiducia in quella barriera trasparente, come faceva Herry Potter alla stazione nel binario 9 e 3/4. Da sott’acqua, si sentiva poi l’onda passare sopra di sè e si riemergeva dopo qualche vigorosa spinta, nel mare profondo dall’altra parte del muro.

Così mi piace la vita. Mi piace buttarmi e attraversare lo spavento, che è sempre più spaventoso della realtà, per poi riprendere la calma, appena un po’ più in là. Così è ora. Sono sulla riva, in attesa del momento perfetto per prendere la rincorsa e inabissarmi nel silenzio. Sento il fragore delle onde, sento la paura di affrontarle, sento che se sbaglio sarò nel caos, senza più capacità di controllo, ma dentro di me son calma e aspetto il momento. Manca pochissimo. Fra poco, correrò incontro alla paura e mi troverò capace di nuotare sotto ad essa. Sarà così. E’ sempre così. E quando sarò al di là potrò godermi il fantastico rollio galleggiando gioiosa su un mondo popoloso e sconosciuto.”

Sono ancora davanti al mio binario 9 e 3/4, senza nessun viaggio imminente. Qual’ è il muro ora? La fatica fisica e mentale? l’energia che mi sembra lasciarmi in alcuni momenti? I 300 e più  kilometri che mi strapperanno dalla mia realtà…?

Buon anno mondo!

Buon anno mondo!

Cosa augurare alle persone care per questo simbolico passaggio da un anno che finisce ad uno che inizia sconosciuto?

ho pensato che il miglio augurio che posso fare è al contempo anche  un piccolo dono. In questi anni ho cercato e trovato il bello, magari piccolino, anche nei momenti bui. E’ un esercizio, uno sforzo e un progetto di vita insieme. Auguro a tutti, come ho già fatto anche per  Natale, che il nuovo anno porti la consapevolezza delle infinite carezze che possiamo ricevere dalle “cose che ci piacciono”.

Vi dono il mio lavoro di questi giorni: il riordino dei miei “mi piace”. Di ognuno so esattamente perchè l’ho scritto. E’ un lungo diario. Buon anno mondo!

mi piace/ mi piacciono (manca da gennaio al 16.4.2016 ma son 2000 tondi tondi)
più di mille clown di corsia insieme al raduno
rivedere i miei utenti star bene
vedere le persone innamorate e cieche
L’avventura della Land Art
Vedere la vita rifluire
Questa veloce primavera
suschi vegano
la domenica immobile
non dover tirare
preparare le nuove lezioni
le carote e la zucca al forno
sentire la pancia che brontola
dimenticare molti particolari
vedere cose nuove
avere la casa piena
Il terzo giorno di digiuno
Essere per un pò fuori dal mondo
Sapere che il mio mondo c’è
La luce di una giornata di sole al tramonto
Dormicchiare durante il viaggio
L’insalata mista quando è mista davvero
giocare come fossi bambina
impegnarmi per fare del mio meglio
sentirmi liberata di un peso
i giorni che si allungano
andare a letto dopo una giornata lunga
pensare a persone care
sentirmi di nuovo viva
avere passioni
avere molte persone a cui dire grazie
quel momento in cui mi sto addormentando
sognare forte
avere progetti futuri
rivedere i miei compagni di corso
parlare con le mie amiche e dimenticare le cose brutte
i messaggi e gli abbracci di chi mi vuole bene davvero
Dormire in camper
Mangiare a casa con gli amici
sentirmi utile
mangiare insieme
Viaggiare “non organizzata”
Andare in posti lontanissimi con uno scopo*
Il mare in ogni stagione
sapere che tutti i famigliari e gli amici stanno bene
la musica accompagnata da belle parole
leggere
studiare ancora
avere per casa cani e gatti
cucinare
oziare nei giorni di pioggia
Il vento in genere e la bora in particolare
stare con persone semplici
dimagrire
innamorarmi di cose e persone
perdermi a fare cose con le mie mani
pensare al futuro
la neve
gli sguardi carichi di significato
emozionarmi
piangere guardando un film o leggendo un libro o ascoltando la storia di qualcuno
i miei pazienti
la primavera e la promessa dell’estate
la camera fredda e un morbido piumino
comprare cose poco costose
far rinascere cose vecchie
alternare momenti nomadi a momenti stanziali
lottare per i diritti di chi è più debole
far ridere
i vestiti comodi
vivere come fossero miei i momenti degli altri
perdermi a creare
il momento in cui mi addormento
le elucubrazioni fantasiose notturne
allungare la mano nel letto e sentire qualcuno vicino
godermi il momento e non pensare ad altro
fare l’amore
prendere la mano alla zia e in generale agli anziani
ricordare la mia mamma e il mio papà
ricordare le partite a carte con mio fratello
insegnare quel che so
concludere qualcosa di cominciato
la salita dopo la prima mezz’ora di camminata
camminare vicino al mare*
vedere dentro alle persone
stare sola
sperare
guardare lontano all’orizzonte
i colori dei riflessi nell’acqua
le carezze
mescolare i colori
le pozzanghere che riflettono il cielo
i prati al mattino d’inverno
la pioggia quando sono felice
venezia bagnata
il Tagliamento dove è più vasto
fare pace
le margherite su un prato
immergermi nell’acqua
fantasticare
non aver bisogno di nulla
baciare e abbracciare
camminare
imparare
annusare
toccare le superfici
scrivere liste come questa
preparare una lezione
la mia pelle
quando mi sento il sorriso sulle labbra senza un perché
passare giorni in costume e maglietta senza mai vestirmi
fare un lungo sospiro
sentire il sole sulla pelle
il momento in cui spariscono i colori all’imbrunire
il rosato dell’alba
l’odore dell’erba
sentire il vento sulla pelle
iniziare una scultura
assaggiare sapori nuovi
ridere a crepapelle
il momento in cui tra due persone non servono parole
coprirmi se ho freddo
che qualcuno mi abbracci
essere toccata
che qualcuno mi faccia sapere che mi pensa
andare a mostre e musei d’arte
finire un quadro
che mi vengano dette verità dolorose, se serve a qualcosa
vedere i miei figli adulti
i baci di saluto
gli arrivi
tornare a casa dopo un viaggio
rincontrare vecchi amici
ascoltare ed esprimere promesse
sviluppare i propositi
la polenta
il venerdì
distendermi
sentirmi parte di un insieme
sentirmi all’altezza
destare simpatia
l’attesa che qualcosa accada quando è nell’aria
vivere una intimità con un’altra persona in mezzo ad altri ignari
una zuppa calda d’inverno
accarezzare
quando qualcuno mi chiede un piacere
l’anguria
vivere intensamente anche i momenti apparentemente vuoti
sentirmi radicata alla terra
sapere che morirò
l’anice
arrivare in una radura dalla quale si vede lontano
l’odore della pelle
il silenzio
annusare un libro
guardare l’orizzonte
arrivare al centro di un racconto
provare amore incondizionato
il dormiveglia
sciacquarmi la faccia con l’acqua fredda
patchouli
quell’attimo in cui arriva l’idea
scrivere
dormire in mezzo al mare
quell’attimo in cui capisci qualcosa che era tempo che ti sfuggiva
ritrovare gli amici
la confidenza
avere fiducia
chi mi fa ridere
prendere le mani ed essere presa per le mani
il fuoco
il risveglio
la mattina presto, quando tutti sono ancora a dormire
fare la pipì nel bosco
il rumore delle onde di notte
i libri che alla fine lasciano il racconto aperto
il colore turchese ed anche la pietra
l’odore del bosco al mattino
le mani
il pane appena sfornato
toccare la terra umida
alzarmi di notte
godermi ore di solitudine
ascoltare musica che conosco
il ticchettio dell’orologio nel silenzio
la salita
gli stornelli d’autunno
essere salutata
il rumore delle foglie secche sotto ai piedi
guardare le pennellate in un quadro
rincontrare vecchi amici/amiche a tu per tu
essere parte di un gruppo
i colori delle foglie d’autunno
essere riconosciuta
amare passionalmente
le scarpe comode
le ultime pagine di un libro
camminare con i piedi nell’acqua
il colore
le persone vestite di bianco d’estate
portare la fantasia nel mio lavoro
i denti belli
fare un lungo bagno
la nebbia
il sole
la pioggia quando sono triste
prendere sole distesa sull’erba
la musica in cuffia
le persone tenaci
il pane fatto in casa
conoscere persone
il gelato in cono
i bicchieri con il vetro grosso
il vetro colorato
LA bruma sui prati nei mattini invernali
guardare i quadri da vicino per vedere le pennellate
i viaggi in treno con un buon libro
lavarmi i denti con un dentifricio buono
accendere il computer e controllare la posta
preparare la valigia
ricevere posta da amici
una bella salita nel bosco
tornare a casa
rotolare sulla sabbia
l’aria fredda sulla faccia
stirarmi tutta
sentirmi libera in un giorno di vento
il limpido di un bel giorno d’inverno
i cachi mela
usare la crema profumata per il corpo
aprire un vecchio baule
sentire qualcuno che mi dorme accanto
sentire mia figlia che dorme
le sciarpe colorate
il ritrovo tra parenti
rileggere ciò che scrivo
la sensazione di leggerezza nel digiuno
l’acqua di montagna
avere emozioni grandi e piccole
il succo d’arancia la mattina
sentire i rumori dei miei figli
le giornate bellissime
guidare sola cantando a squarciagola
guardare le braci
l’odore delle stalle della mia infanzia o delle malghe adesso
gli alberi quando si incendiano di colori d’autunno
approfondire argomenti anche lontani da me
fare fascine nel bosco
guardare cose piccolissime
cambiare aria
ascoltare oltre alle parole
mettermi il burro di cacao
la brovada
usare per il corpo la crema profumata
emozionarmi con la musica
il momento in cui il giorno si confonde con la notte
camminare sotto la nevicata
le tisane con la liquirizia
il momento in cui vado a letto la sera
Il Natale quest’anno
ricevere regali inaspettati
Il nuovo corso
regalare
l’attimo in cui l’aereo si stacca da terra
mangiare i rimasugli nella pentola
mangiare i rimasugli nella pentola
guardare dal finestrino diell’aereoplano
sapere dove sono le cose che mi servono
avere una candela accesa nelle sere d’estate
sentire crepitare il fuoco
aspettare la neve
la spiaggia deserta
il colore dell’acqua di Stintino
Quando il Natale è passato
respirare aria fresca
il brilluccichio dei diamanti
infilare i piedi stanchi nelle ciabatte
camminare sulle foglie d’autunno
guardare le cose piccolissime e scoprire nuovi mondi
guardare le formiche
la spremuta d’arancia della mattina
quando nel forno da ceramica, gli oggetti diventano incandescenti
il tramonto d’autunno
le persone che si con-fidano
accendere il fuoco
le nuvole cumulonembi
lo squarcio di azzurro nel cielo tra le nuvole
andare
bere acqua fresca quando ho sete
Mangiare i frutti dagli alberi
stirare quando sono pensierosa
Il silenzio della neve
ascoltare oltre alle parole
mettermi il burro di cacao
le tisane con la liquerizia
Aspettare la neve
usare per il corpo la crema profumata
il contrasto di sapori
restare un po’ a letto nelle mattine di pioggia
la calaverna
leccare un gelato nel cono senza far cadere neanche una goccia
i dolci al cucchiaio
Il ricordo della panna montata della mia infanzia
aprire le finestre reali e metaforiche
le persone che guardano negli occhi
il sentiero Rilke con il Sommaco infuocato
fare fascine nel bosco
il cibo freddo quando ho fame
guardare cose piccolissime
parlare con mio marito
cambiare aria
Il silenzio della neve
ascoltare oltre alle parole
i King Libro dei Mutamenti
sentire emozioni attraverso il corpo
mangiare con le amiche
avere amiche
superare Natale
pensare ad un viaggio
finire qualcosa di noioso
progettare un lavoro nuovo
i giochi di squadra
sentire il sole scottare sulla pelle e il vento che la rinfresca
assaggiare cose nuove
tecniche immaginative
ragionare sulla dimensione “tempo”
il qui ed ora con una spruzzata di futuro
conoscere i professori di mia figlia
stare con i ragazzi
stare seduta scomposta
non spendere in cose inutili
avere pochi vestiti
avere riserve alimentari per poter invitare a cena chiunque improvvisamente
la pasta di kamut
il seitan alle castagne
le torte di graziella
il ricorso dei sapori dei piatti della mia mamma
stare a letto con i cagnetti dormienti vicini
il momento della stesura dello smalto
progettare cambiamenti in casa
il ricordo dei rumori che faceva il mio papà nell’appartamento di sotto
essere amata
prima di comprare pensare se mi serve davvero
l’idea di fare un lunghissimo viaggio a piedi
svuotare l’armadio
l’uomo che mi sta accanto
quando mi rilasso
quando la crema si assorbe
stare stesa sul letto collegata col mondo
le persone che sanno anche piangere
il bagno piuttosto della doccia
mettermi una buona crema per le mani
essere padrona di me stessa
l’uomo che sa dire “ti amo”
volare
starmenne immersa in ogni acqua
sentirmi a posto in ogni posto
crogiolarmi nella malinconia creativa
svegliarmi di notte con una idea nuova che si compone
essere in coppia
sapere le cose belle dei miei figli
il sorriso degli anziani
un campo di grano in cui nascondersi
cantare quando sono contenta
mettere agli altri la crema sulle mani
l’odore delle pagine di un libro nuovo
fischiettare
la mia mente quando è frizzante
allontanarmi da qualcuno che non mi fa bene
lo zenzero nel dolce e nel salato
l’alba a Varanasi
camminare in mezzo al mais in ottobre
entrare in dieta
quel momento d’immaginazione nello scegliere una cosa al posto di un’altra
i cioccolatini quando sono tutti diversi tra loro
quando qualcuno mi fa sapere che mi pensa
l’amore in ogni sua forma
avere tanti amici “diversi” in tanti sensi
avere la fiducia di qualcuno
ricordarmi il sogno appena fatto
Sentire l’odore delle persone
andare in moto
andare a spasso senza una meta chiacchierando
Venezia al tramonto
mangiare prodotti appena colti
riconoscere le costellazioni
la sella di Sant’Agnese
il ricordo delle ultime giornate trascorse con mia madre
Gli amici di altri tempi
sentire cantare e suonare la chitarra
Le cose bellissime che durano per sempre
vedere le persone innamorate
la Saint Honore
il rosso nel verde
tendere una mano
chi mi sorride
quando sorrido
la vicinanza
essere libera di sognare
arrivare alla meta qualunque essa sia
il percorso per arrivare alla meta
la mattina
rosicchiare
scartare un pacchetto regalo
capire cose difficili
intuire prima ancora di capire
inventare
i miei figli indipendenti
le minestre-pappe
i cucchiai poco profondi
lavorare la terra
fischiettare
cucire per gli altri
trasformare le cose con le mie mani
immaginare che le pareti si colorino
l’olio d’oliva col pane
trasgredire qualsiasi ricetta
un fiore ogni tanto
un bacio ogni tanto
l’odore dei sacchi di caffè
farmi accarezzare il viso
volare
sentirmi capace di fare quella determinata cosa
andare a lavorare
ripensare alle voci delle persone scomparse
i frammenti di memoria che all’improvviso riemergono
le situazioni in cui riesco ad essere a mio agio
i grandi posteggi con tanti posti liberi
la genrosità delle persone
la generatività in ogni sua forma
i colori dell’India
partire con persone che mi piacciono
tornare da persone che mi piacciono
tuffarmi sotto una grandissima onda
4 mani che massaggiano
la pelle calda di sole
noi
il vociare della folla
i materassi indiani bassi e duri
la colazione con mille frutti
piantare tenere piantine
smuovere la terra
immaginare l’estate
sognare l’orto che verrà
i corpi sudati
gli ultimi istanti di una votazione che finisce bene
andare a votare con l’impressione che il mio voto sia importante
i capelli grigi
la collana verde
l’imbrunire blu
sentirmi cambiata e sapere perché
guardarmi e riconoscermi
iniziare la giornata con acqua calda
mangiare un’insalata in compagnia
il cocco in ogni dove
le mucche in città
l’odore del rosmarino
andare a cena con le amiche
lavorare la terra
l’odore della benzina
principalmente le verdure in ogni forma e colore
le interazioni tra persone
finire di lavorare
osservare gli avvenimenti riuscendo a non giudicare
le tovaglie antiche
le persone che si chiamano Maurizio ed Eleonora
i lamponi sul gelato
ricevere lettere
sapere di essere madre e figlia
la complessità della vita
immaginare l’estate
i Baba e la loro determinazione
vedere correre felici i miei cani sul prato
non avere rimpianti
fare di tutto per non avere rimpianti
i canti induisti all’alba
i colori dei sari
il masala nel the
fare una cosa nuova
studiare argomenti nuovi e sconosciuti
avere un gatto in braccio
le feste dei mie cani quando arrivo
rispondere alla golosità facendo un buon piatto
essere occupata
l’odore di ciò che si sta cucinando
parlare a lungo con uno sconosciuto
l’inizio di un nuovo giorno
quando piace quello che cucino
sognare di giorno e di notte
ricordarmi il sogno della mattina e trattenerlo un po’
il confine tra il sono e la veglia
pensare in grande
fare pipì nel bosco
gli eventi imprevisti
la sinergia tra persone
la forza creatrice del gruppo
lo yoga della risata e i suoi effetti
quando riesco a vedere il lato bello delle cose anche se mi costa fatica
l’India
gli amici che mi conoscono da tanti anni
uscire in coppia
incontrarsi tra coppie e raccontarsi la quotidianità
le persone che hanno qualcosa da raccontare
le opinioni delle persone
ascoltare il respiro di chi mi dorme accanto
immaginare il colore del mare d’inverno
scoprire cose che sono coperte
Il cimitero di Micene
pensare ai posti dove non sono ancora andata
a Le opere di Burri
Alcuni amici FB che non conosco
tuffarmi nell’azzurro
sentire il rumore delle onde anche se sono a casa
chiacchierare per il gusto di chiacchierare
chiacchierare di progetti futuri
l’odore del colore ad olio
“mettere a dimona” le piantine nel’orto
l’odore dell’erba appena tagliata
Varanasi
le città che cambiano nome
immaginare
progettare
il Gange
amoreggiare
il bacino della buonanotte
il vento forte
sentirmi impegnata
lavorare
la luce
l’acqua frizzante talvolta
le lucciole
l’attimo che regalano le stelle cadenti
L’odore delle pasticcerie quando sfornano
L’odore del pane caldo quando si apre
la rugiada
l’atmosferain cui ci si immerge sulla riva di un lago
i risotti di augusto
che qualcuno mi pensi
ogni tanto sentirmi piccola e indifesa
credere che le persone abbiano dentro una forza grande
mettermi alla prova
che il mio uomo mi ami
spaccanapoli
l’intelligenza quando l’incontro
sentire che “amo”
quando arrivo in un romanzo al punto che non posso lasciarlo
il profumo di certe mele quando le tagli
l’odore delle persone
chi mi porta in mondi che non conosco
Napoli al mattino
scavare
le danze di Matisse
il “giardino” di Monet
ricordarele sensazione deii posti dove sono andata
quando qualcuno mi aiuta a vedere cose che io non vedo
la “fondamenta degli incurabili” a Venezia
il sole sia quando c’è che quando lo spero
una bella risata fragorosa
la parola e i gesti che le accompagnano
inventare una ricetta
la mela cotta
la cioccolata se è buona
lavarmi le mani con un sapone profumato
entrare in dieta
il Gange
la vivacità negli occhi nelle persone
scoprire il tenero delle persone
attraversare con consapevolezza i grandi momenti della vita
rivedere le persone incontrate nella vita e sapere che c’è un legame indissolubile
lo zenzero con le zucchine
I pensieri che si accavallano incessanti
Il cielo grigio sul mare grigio
Una chiazza di sole sul mare
lo scandire del tempo degli orologi a cucù
l’alba
la confidenza
La rugiada
sentire i grilli
camminare al mattino
vedere i miei cani felici e liberi sul prato
essere pulita
il ricordo preciso delle mani di mia madre
quando sono gentile
ascoltare le chiacchiere delle persone
accogliere una confidenza
il rumore di un sugo che sobbolle
L’odore della terra
la bieta cotta in padella con aglio e pomodoro secco
le mani belle
le mani degli uomini
il ricordo dei sapori
l’odore del finocchio selvatico
ricevere una telefonata imprevista
poltrire nel letto
la sera in tarda primavera
andare a votare pensando di contribuire
le discussioni pre e post voto
quel momento di responsabilità solitaria dentro la cabina elettorale
avere speranza
la fiducia
credere che il cambiamento sia possibile
l’ombra delle montagne sulla pianura
i nidi degli uccelli
l’odore dell’aceto fatto in casa, sempre lo stesso dalla mia infanzia
lo scampato pericolo
girare un pò intorno alle cose
sentirmi parte di un insieme
la cucina dell’Ashram Solare
lavorare con colleghi e colleghe competenti
finire le cose da fare
la crema di mandorle
il momento esatto in cui si esce dall’Ikea
i colori complementari l’uno accanto all’altro
l’odore dell’erba tagliata
sognare di volare
fare pipì quando mi scappa
camminare in montagna
arrivare in cima
i sandali comodosi
stare a piedi nudi sull’erba
sentire l’aria sulla pelle
gli anemoni bianch
il cinguettio degli uccelli all’alba
le lucciole
la quantità infinita di verdi in montagna
guardare indietro e vedere un lungo e ricco percorso
bere acqua di fonte
costruire ciò che ho progettato
sentirmi vicino a qualcuno che è lontano
quando la febbre è passata
l’estate con il suo carico di speranza
essere fiera di ciò che è passato
andare avanti
l’età che ho
sapere che tutto si trasforma
pensare alla transitorietà
il tempo
trovare un libro che mi appassiona
guardare mani belle
vedere le emozioni sui visi
vedere mia figlia fare passi importanti
stare sola
l’emozione di salutare amici che forse non incontrerò più in questa vita
fare alla fine o all’inizio di una frase tre puntini di sospensione
pensare che domani è come sempre pieno di emozioni
sapere che sempre una rosa è una rosa
sognare a due
sapere che augusto c’è
tessere reti
dormire senza zanzare
guardare senza esser vista i bambini
far finta di non aver nessun malanno
sapere cosa accade
non avere programmi per domani
la pizza fatta in casa
sapere che qualcuno è senza dubbi
ridere di me
mangiarmi le pellicine del pollice destro
sapere i miei potenziali
mettere a frutto i miei potenziali
conoscere i limiti che mi impediscono di essere “intera”
essere ascoltata profondamente
guardare le infinite sfumature d’espressione sui visi
guardare tenacemente gli occhi dell’altro
l’incontro con un albero centenario
accarezzare la corteccia degli alberi
Il colore delle foglie controluce
gli arrivi
le partenze
i ritorni
guardare le nuvole che corrono
le nuvole cumuliformi
la luna quando è a un quarto con la gobba a ponente (luna crescente…)
i miei cani quando vengono in braccio
i pomodori ciliegino mangiati direttamente dalla pianta
i miei primi estratti di frutta con zenzero
questa strana estate fresca
le cose che vanno veloci
la luce delle abat jour
quella speciale energia nell’aria prima di un temporale
i fulmini che si stagliano nel cielo scuro
le polpette di melanzane col Tzaziki
le campane che nel mio paese ricordano la chiusura delle porte
il fruscio degli alberi nel vento
i gatti sui tetti
il treno che recupera il ritardo
mettere il punto
la quiete dopo la tempesta
l’anguria mangiata in compagnia
l’imbrunire d’estate
il silenzio di notte
quando passa la bufera
guardarmi e riconoscermi
tenere i capelli legati morbidi
l’acqua che scorre sul viso
il sapore del dentifricio
le mani callose
i miei clienti
il rumore del ruscello
come nuotano i pesci
camminare al mattino
“questa libertà”
preparare un piatto nuovo
imparare a cucinare una nuova pietanza
aprire la scatola dei colori
dormire quando piove
fare esrcizi di respirazione
togliere i bigodini
segnare con la matita nera gli occhi
stendermi il burrocacao sulle labbra d’inverno
gli insight della notte
lavorare insieme
condividere le responsabilità
i vestiti turchesi
i miei capelli bianchi
la trasparenza dell’acqua
guardare attraverso un vetro spesso
girare il dito sul bordo di un calice e stupirmi del suono
le manine dei bambini nella mia mano
un giro in barca
camminare nell’acqua e vedere il fondo
bruschetta con pomodorini
che non ci sia crudeltà nel mio mangiare
l’avena integrale
la trasparenza dell’acqua
il verde delle alghe
la vita che si muove sott’acqua
guardare il cielo di notte e pensare all’universo
sentirmi piccola
stare in cerchio con altre persone
aspettare il venerdì
il sabato
i piedini extra small dei neonati
accarezzare la corteccia degli alberi
l’odore dei bambini
il ricordo di come era allattare
Il ricordo di quando sentivo muovere i miei figli dentro la pancia
la mia casa antica
il frusciare di alcune sete
il temporale d’estate
perdermi nei mondi degli altri
ricordare con precisione odori e sapori della mia infanzia
sapere che basta cambiar sguardo per cambiare la mia realtà
l’erba nel vento
i rumori di casa inconfondibili e conosciuti
il tintinnare dei soldi quando usciti da una tasca cadono sul pavimento
vedere che il tempo passa sul mio corpo
dormire profondamente
svegliarmi carica di vitalità
svegliarmi con un progetto
i miei pensieri notturni
La pausa che mi concede la pioggia
guardare il cielo e riconoscerlo
giocare con le mani
intrecciare storie che non si sarebbero mai incontrate
vivere come se fossero mie le cose che mi raccontano altri
sapere che dipende da me
ogni limite che mi permette di sognare oltre
l’oltre
azzardare un contatto
spingermi in luoghi sconosciuti non solo fisici
la libertà e i vincoli che mi aiutano a riconoscerla quando la incontro
la mia parola segreta
le vite che ho sfiorato
aspetta di indossata la fede che sta nella scatola degli orecchini
credere in me
credere negli altri
avere dubbi e rifletterci su
i riflessi sui vetri
la luce del sole che entra dalla finestra d’inverno
le finestre senza tende
fare pipì en plein air, come da bambina
quando improvvisi irrompono i ricordi
le situazioni che fanno riaffiorare il passato
le immagini che si susseguono nella mia mente
respirare profondamente
le mie mani sapienti
le mani sapienti degli altri
quando nasce una statuetta che io non so, dalla terra bagnata
cucinare con i miei figli
cucinare cose che piacciono agli altri
pensare che nessuna cosa che mangio ha avuto consapevolezza di dolore
gli occhi degli animali
respirare aria fresca
lavarmi il viso con l’acqua di un ruscello
Pierluigi Cappello
partire senza preavviso
I giorni lenti di fine estate
Parlare con gli sconosciuti
Un bicchiere di nescaffè gelato sulla riva del mare
avere le gambe e le braccia
esser grata
avere tanto e accorgermene
poltrire a letto nei giorni di festa
i miei cani sotto le coperte…ogni tanto….
cambiare la disposizione dei mobili
tornare nel mio letto dopo qualche giorno
i rumori che mi fanno sentire a casa
le patate al forno con tanto rosmarino.
riprendere il tram-tram
il primo freddo
le riposanti giornate corte
rivivere 17 anni fa che nasceva la mia piccola
avere i miei cani a casa
ricordare.
fidarmi senza ombre
la marmellata di mandarini del Fareassieme
l’alba in autunno.
camminare sulle foglie
guardare dalla cima di una montagna
lo sguardo dei miei cani
quando è ora di andare a letto
stare sotto le coperte a sentire la pioggia
una mela croccante
ricordare chi cliccha “mi piace” sulle cose che mi piacciono
tenere i miei cuccioli addormentati addosso
vederli giocare
la grisaglia
stare in silenzio con altre persone a dipingere
la disponibilità di Paol
stare in un cerchio di persone
le domande semplici
scoprire lati di me sconosciuti
camminare sulle foglie
guardare dalla cima di una montagna
lo sguardo dei miei cani.
il mio inizio di part time
le speranze
gli insiemi inconsueti delle cose
l’amore
le mani vissute
trattenermi con gli sconosciuti
qualcuno che mi scalda i piedi
chi sa fare bene il suo mestiere
le cipolline in agrodolce con del buon aceto di casa
accarezzare i miei cuccioli
la limpidezza dell’aria e dei colori
annusare i cuccioli di ogni razza
immergermi in qualsiasi tipo di blu
osservare gli infiniti verdi della natura
sognare rosso
“fare” politica
cucire relazioni
sentirmi viva ora e qui
la dolcezza dei boschi in autunno
il freddo sul viso
avere le mani sempre calde a disposizione di tutti
sfiorare le persone senza che se ne accorgano o quasi
essere sfiorata, senza spaventarmi, dalle persone
qualunque “volto dell’altro”
ridere con i vecchi
toccare le superfici e coglierne le infinite differenze
preparare da mangiare per moltitudini
quando mi dicono “mia cara”
quando mi porgono un fiore
quando dipingo liberandomi di tutto
emozionarmi fino a sentire le gambe cedere
non aver pensato neanche in tutto il giorno ad una brutta cosa
guarire
alzarmi nel pieno della notte a lavorare
indovinare un regalo
sapere di avere amici sparsi qua e là
svegliarmi con il cinguettio
la solitudine nell’alba
pensare alla giornata che avanza veloce
sentirmi in sintonia con gli altri
i capelli di mia figlia
i tanti abbracci multipli e ripetuti di oggi
provare affetto per la gente della mia fantastica associazione
Iniziare la giornata con un bel bicchiere di acqua
poter ricorrere, in ogni momento, alla ricerca di cose che mi piacciono intorno
la “minestrina del cornuto” quando sono tanto stanca
svegliarmi e leggere le “cose che piacciono” di molte persone
guardare tutti assieme i dipinti prodotti dai miei anziani alla fine dell’ora
provare desiderio per cose che mi parevano perse per sempre
guardare negli occhi chi sa tornare bambino
tenere sottobraccio le persone piccoline
stare vicini vicini in mezzo alla folla
sentire nel dormiveglia le campane
la domenica mattina “strascicata”
le notti in cui nascono le idee
avere tanto sonno da addormentarmi mentre faccio qualcosa
risvegliarmi con la luce già alta
ricevere lettere con pensieri a me dedicati
l’assenza di colori della notte
sentire scendere le lacrime calde sul viso quando mi commuovo
bere un bicchiere d’acqua tutto d’un fiato
finire ogni cosa che inizio
la mia nuova professione di counselor
raggiungere amici lontani
il blues mentre creo
impastare lungamente i colori e vedere le sfumature che si formano
le fantasie delle stoffe anni ’70
la zuppa autunnale con castagne e funghi
le mie nuove socie giovani e belle
essere con persone che si vogliono capire
avere per casa cuccioli
far addormentare animali e umani addosso
vedere che ci sono messaggi
sentirmi parte della vita di alcune persone
partecipare come posso alle battaglie di ognuno
avere degli amici grandi e dei grandi amici….forza Franco!
le persone che sanno amare senza riserve
le persone affettuose
le persone
sapere che qualcuno dedica un pensiero tutto per me
le persone che sanno esprimere affetto
piangere insieme
vedere meno sfarzo commerciale per il Natale
ricevere piccoli sentiti regali
fare la polenta sul fuoco vero
a neve quando è appena caduta
I forti contrasti tra luce ed ombra d’inverno
il cielo al tramonto quando si colora di caldo
avere il pensiero per tutto il giorno dedicato
sentirsi più povera e comunque ricca
l’ultima telefonata
aver conosciuto l’eccellenza
aver amato profondamente e dolcemente
aver ricevuto tutto quello che il mio cuore poteva contenere
i sorrisi dolci
stare tanto vicini da non riuscire a vedersi
le mani sapienti di chi sa cucinare
svegliarmi con un bacino
trovare la mia spremuta di limone pronta al mattino
le lenzuola pulite e fresche
l silenzio della mattina di Natale
fare pacchetti per tutti
dedicare un pensierosorriso a chi non c’è ma vive dentro di me
abituarmi ai sapori cattivi e col tempo sentirli pure buoni
gli occhi amici che mi guardano
riuscire a far sorridere anche chi non ne ha voglia.
le voci alla leonard cohen
il passaggio nella mia vita di persone anche se sono solo di passaggio
gli inizi piuttosto che le fini.
La neve nella nebbia
Gli alberi con la galaverna
Il freddo sul viso.
Il torpore della febbre alta
bere a grandi sorsi quando ho sete
Il tempo che scorre piano.
Il duomo di Milano la notte
Il kiwi mangiato col cucchiaino
mangiare con una buona illuminazione
la Gestalt
imparare il valore dell’ascolto
mangiare le uvette che cadono dal panettone sul fondo della confezione
seguire ciò che amo
vedere che qualcuno ama le mie stesse cose
la fronte fresca
quell’esatto momento in cui una musica di sottofondo diventa protagonsta
aspettare una persona e immaginarmi la scena
la delicatezza di un petalo di rosa
svegliarmi “tardi”
sempre e sempre e sempre Trieste
l’ultimo libro che ho letto
il detto “ogni scarrafone è bello a mamma soja”
il minestrone di verdura con i pezzetti di tantissime specie
il piumino quando si scalda
intrecciare nuove relazioni col mondo
la calma interiore, per me cosa rara
offrire quel che ho
sentire che i nodi lentamente si smollano
apprezzare le cose che ho, soprattutto quelle immateriali
annusare il muschio
quando improvvisamente affiorano dalla memoria ricordi perduti
vedere le persone crescere e cambiare
sentire il brusio di sottofondo quando ci sono tante persone assieme
progettare eventi strani, semplici e complessi assieme
Pellestrina e la sua magia
La nebbia in campagna
Andare insieme
Ascoltare le parole delle canzoni
pensare alla forza di una matita
darmi uno spiraglio di speranza sempre
guardare una sottile fetta di limone controluce
stare insieme distesi per terra in piazza a salutare un amico
abbracciare senza bisogno di parole
sentire di far parte del tutto
parlare di amore e sesso tra sole donne
le giornate che si allungano piano piano ma inesorabilmente
i capelli che si agitano al vento
Avere “amici” che si aggiungono
Sentire nel dormiveglia il chiacchiericcio dei vicini
Camminare veloce assorta nelle mie fantasie
Credere che sia possibile
Abbracciare gli alberi
Ascoltare di tanto in tanto i rumori di sottofondo
mangiare il pane appena comprato possibilmente caldo
una cena chiassosa piena di baci
l’aria di casa mia
Avere “amici” che si aggiungono
Sentire nel dormiveglia il chiacchiericcio dei vicini
Camminare veloce assorta nelle mie fantasie
rileggere le migliaia di cose che mi piacciono
la mia gatta che cerca coccole
ospitare persone che ne hanno bisogno
i capelli appena lavati, soffici e svolazzanti
il profumo di un corpo pulito
in genere l’odore di tutte le cose, che mi racconta storie
predisporre la boule delll’acqua calda nel letto prima di entrarci
svegliarmi “tardi”
il mio lavoro quando riesco a farlo bene
sentire di voler bene a qualcuno
guardare nella profondità dell’acqua
sentire il sonno che si impadronisce dei miei pensieri.
quando una brutta notte finisce
dover prendermi cura della mia salute
la spremuta di agrumi alla mattina
organizzare il prossimo impegno
accorgermi che c’è luce quasi un’ora in più alla sera
aspettare la primavera
uscire dal lavoro e respirare profondamente
dipingere con una buona luce
ridere in coppia
un taxista simpatico in una buia mattina piovosa
le partenze nell’orario prestabilito
cercare nelle fotografie delle persone, tracce del passato
gli equilibri raggiunti, tutti gli equilibri raggiunti
stendere lo smalto rosso sulle unghie
leccarmi le labbra
Trovare tra migliaia proprio il libro giusto per quel momento
Girovagare senza meta
Le immagini riflesse in una vetrina
a pioggia sul tetto di notte
l’infinità delle “prime volte” in una vita
quando ciò che non sapevo, diventa conosciuto ed entra nel mio mondo
allargare i miei limitati orizzonti
sapere che nel mio piccolo sono in linea con i grandi movimenti di giustizia
fare tutto quello che è nelle mie possibilità perchè le persone si capiscano meglio
e fotografie in bianco e nero
la luce del sole che entra nella mia casa lunga d’iverno
incontrare l’amore in ogni sua forma
inviare e ricevere pacchettini
l’odore di primavera che in certi giorni invernali si sente
aspettare miei figli che tornano
le cose che affiorano dall’acqua
le cose che affiorano
i riflessi multipli
uscire nel freddo con i miei cani
la stagione che non cede ma sa che deve lasciare il passo
il diffondersi del profumo del rosmarino fresco quando lo sminuzzo
i sapori della mia infanzia
vedere come fosse finita la mia nuova casa
i cretinuncoli e non i cretini
aprire fb e trovare messaggi
svegliarmi di botto e sentire una bella rinnovata energia
avere tempo
alzarmi di notte e al buio saper muovermi
alcuni libri per l’infanzia con disegni bellissimi
andare al cinema come due amici
il bisbiglio delle preghiere
ricordare l’amore
scaldarmi correndo
certi momenti di estrema lucidità mentale
lasciarmi trasportare dalle emozioni con persone sicure
perdermi a guardare i particolari delle cose tangibili e intangibili
mia figlia che si veste anni ’60, ’70, ’80… non sa
il tempo che scorre
il formicolio che mi fa prestare attenzione ad una parte del corpo.
le coccole da persona che mi interessa
sognare forte
avere momenti di lucidissima intuizione
spruzzare dolcipensieri qua e là
sognare il sole sulla pelle
digiunare un giorno ogni tanto
bere acqua fresca quando ho sete
crogiolarmi a pelle nuda al sole
il “senza tempo” dei pomeriggi in cui dipingo
trovare disseminati indizi d’affetto
la mia amica accondiscendente
giocare con le dita
leggere dialoghi d’amore
gli abbracci che si prolungano oltre il formale
la sospensione del tempo che si prova in alcuni attimi di stupore
“suonare” i fili d’erba
ascoltare le “avostanis” nelle sere d’estate
scendere nell’acqua fonda da un pontile
Andare ad una convention con persone al di fuori del mio entourage
le piscine termali
pensare alla buona manutenzione del corpo
80 persone capaci di parlare di sesso in modo serio e allegro insieme
le donne
la capacità di “stare”
chiudere un capitolo
guardare oltre
le cose che pian piano di costruiscono
il suono della campana delle 7, sempre uguale da quando sono nata
gli spinaci di graziella
sentire di poter dire le mie cose senza aver paura
spingermi alta in altalena
mettere la musica a palla in auto e cantare a squarciagola
sfiorare le mani di chiunque e sentire la pelle
volare mentre mi tuffo dall’alto
il momento in cui entro nell’acqua
guardare la luce sopra di me da”acqua
vedere che l’entusiasmo che ho si diffonde e contagia
stendere la biancheria al sole
lavorare nel mondo
considerare, grazie ad un amico, la mia timidezza
tornare a casa e trovare qualcuno che ha piacere di vedermi
pulire e riordinare una stanza caotica
le cose trasportate dal vento
le foglie che fanno mulinello
gli uccelli che volano senza battere le ali
vedere persone che ridono e sentire che rido anch’io
la primavera che trasforma tutto
sentire che tutto funziona intorno a me
e feste di compleanno degli altri
finire un lavoro noioso che devo fare e man mano farmelo piacere
sentire quel che voglio in modo chiaro senza se e senza ma
il brusio indistinto della gente
gli scambi delle rotaie che fanno sobbalzare
il mare di nuvole viste dall’alto
che lui pensi a lei
gli stormi di uccelli che ritornano
immaginare un lungo avventuroso viaggio
prendere la responsabilità delle cose che dico e che faccio
l’incontro con una persona che spero diconoscere meglio
il profumo del pane che mi sveglia al mattino
la disperata dolcezza di Morgan (non delle canzoni)
gli sbrilluccichii che la pioggia regala
perdere la consapevolezza di spazio e tempo.
i piccoli boschetti qua e là nelle pianure coltivate
grigio in cielo e grigio in terra
la forza esagerata del colore verde del frumento.
le telefonate lunghe
una nuova amica
le persone giovani entusiaste
il rumore del cucchiaino mentre si mescola nel bicchiere
chiudere gli occhi e assaporare il momento
poter andare ovunque con l’immaginazione
la cioccolata fondentissima
quando il disegno esce con una forza sua
l’espansione dei colori nell’acquarello
il materasso nuovo con la “MBT” (memoria breve termine)
il limite stagionale del piumino si, pumino no
il rientro nella mia vita di persone care
essere accolta da un coro di auguri
aver una voglia forte di riprendere il mio bellissimo lavoro
riflettere e riflettere su cose più grandi di me
I viaggi di ritorno
Riconoscere i posti e i panorami
Aprire la porta di casa mia in un senso e nell’altro
Trovare amici svegli all’alba con cui scambiare idee
Lo strudel di mele
Scoprire grazie all’intuito, cose stra-ordinarie
Rendere migliore la giornata a qualcuno
Il Gugging museum
Emozionarmi forte davanti ad un opera d’arte
Avere le cose che ho
I tarallucci in terra lontana
Tutte i suoni aspirari della lingua araba
Stare lontano eppure sentirmi vicino
Il vento sul mare
Vedere la forza di una pianta che cresce
i miei nuovi acquarelli
gli acquarelli di augusto
la luce che si prolunga fino a sera
dipingere con la musica non tanto alta
sapere che il motivo della mia paura, non esiste
Frasi carine a me dirette
ricevere una mail da un mio studente diventato professore
imparare ad andare in bicicletta
fare la mia giornata di digiuno dedicandola al mondo.
le speranze anche se infondate
immaginarmi il mondo che mi aspetta bellissimo
essere assieme a persone che sanno vivere con me l’emozione.
dormire tutta la notte come fosse un unico istante
le mie mani sempre calde
lavorare con persone giovani
La parola habibi, il suo significato e il suono
Le sorprese inaspettate
Le persone che sanno sorprendermi
Arting, e che molte persone clicchino sulla pagina “mi piace”
quando un pensiero bello entra in un lavoro così così
la musica che mi fa muovere anche senza muovermi
entrare in un letto “abitato”
la bellezza di certe persone
i capelli lunghi delle ragazze
Le finestre aperte
I carnosi fiori della magnolia
Che venga venerdì
stare distesa sul prato
toccare tutto
l’intuizione del senso della vita
le immaginazioni guidate
i prodotti della mente
le mani di tanti bambini insieme
le persone che mettono passione in quello che fanno
la pasta fatta in casa
scrivere con la penna blu
un buon estratto di frutta con lo zenzero al mattino
stare sveglia la notte a fare cose
l’inizio del mio allenamento in biclicletta
non perdere tempo con le persone che non meritano
i colori della primavera sparsi a macchie
il frumento che ondeggia da adesso in poi.
le carezze sulla scollatura
il ritratto che mi ha fatto Augusto
la gatta Gibi che fa le fusa distesa sulla mia pancia
essere così vicino ad una persona da sentirne l’odore
la “maiera zucchero”
dipingere in libertà
i giochi proibiti di Segovia
la luce della sera in primavera
che sia arrivata l’ora di togliere il piumino
cercare il controllo del mio corpo
aspettare un evento godendomi il passare del tempo
le strette di mani che parlano
Aspettare amici
Il bagno a mezzo pomeriggio
Le lunghissime telefonate
che non siano miei i figli che ieri hanno distrutto tutto per rabbia e stupidità
avere dei figli fatti come sono
i petali bianchi che si trovano ogni tanto sulle fragole e che parlano di fiore
e nascite in genere
l’eccitazione mentale di quando lavoro con la terra
immaginare gli avvenimenti futuri come fossi davanti ad un film
quando mi restano appiccicati i sogni
quando una idea diventa tangibile
rivedere le foto dei miei figli piccoli
le cassette degli attrezzi
la prima frutta di stagione
chiunque sa fare lavori artigianali.
amare incondizionatamente
la mia e altrui pelle morbida
affrontare e risolvere uno a uno i piccoli problemi
avere davanti una giornata piena di lavoro/sport/mare
fare mattoncini per un bel traguardo
andare al mare con mia figlia.
i bilanciamenti
la determinazione flesibile
habibi come suono e come significato
i giorni che metereologicamente sono fuori stagione
sentire la pioggia dal mio letto
l’estratto di frutta con sedano e finocchio
che qualcuno dica ” L’anima tua rimane in ogni opera che esce delle tue mani e della tua bocca” perchè è esattamente quello che vorrei.
prendermi due ore per me e lavorare la terra
la sensazione di leggerezza che mi lascia la verdura
sognare una casa col prato
sentire l’erba sotto ai piedi
bagnarmi sotto la pioggia in un giorno caldo
Le catacombe
Mangiare in semplicità
Dormire.
Le persone che hanno o hanno avuto un disturbo mentale
Modena
Incontrare persone ricche non di denaro
gli amici lontani che si fanno vivi
volare sulle cose
suonare un filo d’erba
sentire i “cavalloni” in testa
preparare la formazione di domenica
prendermi una pausa di riflessione
i miei amici semplici e pieni
un pizzico di liquerizia come “sapore sorpresa”
alzarmi la notte al buio e nel silenzio.
trovare nuovi amici interessanti su fb. Sono piccoli regali della vita
lavorare “in psichiatria”
rivedere oggi le persone anziane che faccio ridere.
tutte le varietà di verde insieme a primavera
il vento che fa tremare e brillare le foglie
guardare il panorama attraverso i fili d’erba
avere una giornata di studio davanti
mangiare le cigliege sull’albero
vedere gl orti ordinati e variegati.
il domani quando il domani è festa
stare in “aula” sia da formatrice che da discente
avere un lavoro “senza fissa dimora”
poter fare qualcosa per qualcuno
poter fare qualcosa per me
voler e poter fare qualcosa
i matrimoni tardivi
decidere di “mollare”
succhiare i ghiaccioli alla menta
Le città vuote alla mattina presto
Le luci dell’alba se sono felice
Camminare sentendo il profumo del mare
agire sapendo che tutto andrà alla grande
nuovi amici sparpagliati e interessanti
guardare una goccia d’acqua su una foglia, ma guardarla davvero
I luoghi “altri”
Avere voglia di fare ancor prima d’essere
Le social streets
dire centinaia di grazie sentiti
aspettare domani che è un altro giorno
liberarmi della tristezza che alle volte mi prende
organizzare e progettare fino tardi la sera
incontrare donne in un clima di vicinanza
i figli che sono adulti e ne sanno più di me
Una gita in famiglia, come un tempo
La giornata che si schiude davanti
Il profumo del lemon grass
EsserCi pienamente
l rumore del temporale lontano
il fresco dopo la pioggia in estate
credere
la festa del patrono del mio paese perchè dà il segno d’inizio estate
quando capita che riesco a perdermi a giocare
l’anguria tagliata bene
l’incandescenza reale e metaforica
lisciare come fossero carezze le mie statuine
l’odor del cibo che innonda la casa
il ristorante vegano il tiglio di moruzzo
la danzatrice Evi
Roberto lugli e il suo gruppone
Avere progetti bellissimi per il futuro anche se non è sicuro si realizzeranno
Essere da sola e arrangiarmi anche se per pochi giorni
Andare al mare, qualunque mare sia
Chiacchierare con un amico al mattino presto davanti a s. Petronio
Sorridere ad ogni consapevolezza raggiunta
Affrontare dolori annunciati
progettare la mia prossima “missione” sull’Auto Aiuto
I campi di grano nei quali sognare di nascondersi
sentirmi aria in dilatazione
raggiungere l’arrivo
lavarmi il male con acqua ghiacciata
starmene sola tra me e me
farmi sciogliere i pensieri che mi legano
vibrare di emozioni
sentire gli odori mentre cammino per la strada
Guardare decine di adulti giocare come bambini
Il fresco della sera nelle giornate torride
Fare tardi la notte di tanto in tanto
tutti i sintomi dell’estate
svegliarmi con il cinguettio di mille uccellini
quando un dolore passa
finire una giornata piena con la sensazione di sazietà
l’odore di muffa delle cantine
camminare con l’indice e il medio sulla pelle di un bambino canticchiando
rischiacciare il tubetto di dentifricio fino a che si ricompone
vederci chiaro attraverso lenti impeccabili
sapere di sapere e avere l’occasione per dirlo
il temporale che calma il torrido
un tuffo tra le onde alte
fare il bagno in mare anche se non ho il costume
pensare alla neve d’estate
il ventilatore che va col suo ronzio
Ascoltare gli spezzoni dei discorsi delle persone in fila
Il brusio della gente
Andar per rigattieri.
IL RAPPORTO CON LA VITA ATTRAVERSO GLI ALTRI
LA VOGLIA D’ESISTERE E DI LOTTARE , NONOSTANTE TUTTO
LE COSE CHE RIESCO A FARE PER ME
i buongiorno
le buonanotte
i pensieri che volano
il venticello della mattina
la mia scrivania disseminata di “oggetti transizionali”
la memoria a breve termine, quando le cose da ricordare son belle
Svegliarmi al suono di campane antiche
Sapere di avere senso
Ritornare ragazza quando voglio senza alcuna paura
Osservare il via vai delle stazioni
Guardare i miei compagni di vagone e immaginare particolari del loro viaggio
Un vagone con aria condizionata
i rumori del bosco all’alba
passeggiare tenendosi per mano
il ventilatore sparato addosso
il sole che pian piano prende la pianura davanti a me
il profumo del riso integrale che bolle in pentola
avere un pò d’ordine
l’apertura delle Cucine Popolari
vedere realizzato il sogno di un amico
mangiare e stare assieme
riprendermi la vita
leccarmi in solitudine le ferite dell’anima
le persone che sanno dimostrarmi di volermi bene
addormentarmi senza coscienza (se c’è caldo)
il colore che il tempo ha dato ai miei capelli
gli orecchini grandi e sgargianti
piangere talvolta
cucinare cose nuove
avere occhi per vedere buoni amici vicino.
Preparare manicaretti per augusto
Essere curiosa di tutto
Aspettare questa sera per vedere e sentire emozioni diffuse
il lenzuolo sulla pelle
le mani calde mie e degli altri
sognare l’indicibile e dunque, non dirlo
il lenzuolo sulla pelle
le mani calde mie e degli altri
sognare l’indicibile e dunque, non dirlo
ricordare
la sicurezza di casa mia
avere i figli vicino
Il colore dorato di mezza estate
Avere casa piena
Avere casa vuota
Guardare le mani delle persone, tutte diverse e piene di storia
Tornare a casa e trovarla in ordine
L’odore della biancheria asciugata al sole
stando a letto sentire qualcuno che in cucina armeggia per la mia colazione
dipanare una situazione esistenziale
scorrere delicatamente con le dita sulla pelle
camminare al mattino
programmare un giorno speciale
accogliere l’imprevisto come segno del destino
La doccia fresca in una giornata calda
Il bagnetto caldo in una stagione fredda
La doccia non da sola
quando un giorno atteso si avvicina
raschiare le pentole
iniziare una scultura col pensiero
la liquirizia salata
sentire che il tempo andandosene mi regala qualcosa che resta
vedere una coppia che costruisce la propria storia
L’agitazione prima della partenza
La corsa forsennata del mio cane sull’erba
La morbidezza delicata dei petali delle rose
Stare in auto mentre si pulisce tra i rulli
L’aria condizionata in questa torrida estate
Belle storie alla radio
Una giornata in solitudine a rimettere ordine ai pensieri
Una notte a singhiozzo ma non sofferta
L’acqua che culla
sapere come stanno le persone a cui voglio bene
le carezze date e ricevute
prendersi per mano
I giardini selvaggi che nascondono una lunga storia
La bouganville di ogni colore
La mia prima notte in un luogo che mi vedrá invecchiare e forse morire
ricordi che affiorano preceduti da immagini di luoghi sfocati
sentire che il pensiero si fa lieve
perdere il senso del tempo
ricevere il buongiorno e la buonanotte
sentire l’affinità d’anima
percepire un crescente “ce la posso fare” o almeno “posso provarci”
andare ad Alcatraz dopo troppo tempo
avere una avventura davanti
guardare negli occhi e vedere oltre lo sguardo
vedere valorizzata l’infinita arte italiana
avere cari amici a cena e sentire che con loro il tempo passa in fretta
essere amica di persone che stimo tantissimo
Conoscere persone intelligenti
Avere la micia che “fa il pane” sulla mia pancia
La cioccolata salata
trovare alla mattina bei messaggi fb scritti nella notte
l’aria fresca sul viso e tra i capelli
continuare senza mollare
Andare in bici
Avere qualcuno che ancora mi dice “bella gnocca”
Talvolta la pasta in bianco. È un sapore bambino
avere ancora il sole addosso dopo una giornata di sole
suddividere le difficoltà e farcela a piccoli passi
avere la certezza che ce la posso fare!
ritornare a lavorare dopo un pò
ritornare in ferie dopo un pò
il meraviglioso frullato mattutino di augusto
un bel lungo massaggio alla schiena
preparare i bagagli per il camper
scegliere i libri da portare in viaggio. Cartacei se posso permettermelo
la soluzione di una situazione difficile che si protrae da troppo tempo
partire, andare, senza meta o quasi
la pelle scura, in tutte le sue sfumature 26.8.15
Dormire dove capita
Il silenzio dell’alba
Il mio libro nuovo
Gli elastici
Essere qui ed altrove
Il volo frammentato delle farfalle
Essere scoperta piano piano
La mia corporeità anche se sovrappeso
Il lago che appAre improvviso dopo la curva
Il vocio infinito del bosco
L’assenza di uomo e la presenza dell’uomo che è stato
La sensazione di camminare in un cunicolo che protegge
una frase e un bacio col rumore delle onde
la solitudine che non fa paura
il fiato caldo dell’altro sul viso.
Il rumore prepotente delle onde quando il mare si fa grosso
I luoghi del cuore
Guardare da sotto i grovigli tra rami e cielo degli immensi pini marittimi
Essere svegliata con un bacio
Alzarmi la notte a guardare il mare e pensare
Pensare alla potenza e al contempo futilità della vita
Le onde altissime
Gli spruzzi d’acqua di mare portati dal vento
Sentire il cuore che batte lento e regolare
I rientri a casa
Avere davanti a me una giornata di viaggio pieno di sole
Le vacanze spartane
ar parte, esser parte, dar parte
sentire col cuore
vedere cose e persone grandi
cambiare punti di vista
cambiare opinione
parlare di morte con serenità e mistero
l’ultimo seminario fatto
il concetto figura-sfondo e sapere spostarmiin queste due dimensioni
rientrare nella routine dell’autunno
la sveglia la mattina
lavarmi il viso con l’acqua fresca
il friggione
il rosso mangiare
gli anelli grandi e sbrilluccicosi sulle mani degli altri
L’idea di luoghi di aggregazione diffusi
cucire reti
sentire i muscoli che si temprano
sentirmi libera e capace
le persone che mi vogliono bene
i progetti di domani
avere un piccolo progetto per la mia città
la velocità della bicicletta
progettare il mio primo “giro lungo” in bici (grazie Emilio Rigatti)
la Grecia
i capelli morbidi e lunghi
invecchiare in armonia sentendomi sempre ragazza
prendere la pioggia coi piedi nudi
l’acqua che corre
essere ascoltata con affetto e perdonata con amore
togliermi preoccupazioni di salute degli altri
salutare l’alba con un sorriso
svuotare un vecchio armadio e scoprire 1000 ricordi
Stare con persone che hanno voglia di connettersi
Patch Adams
Sentire che il tempo è davvero una dimensione inesistente e per questo incondivisibile
tornare nella mia tana
gli odori di casa
le sorprese a me dedicate
la nuova emozione “ridanza” insegnatami dal bambino lorenzo
aver definitivamente capito che la cura è prendersi cura dell’altro, delle cose animate, del mondo
l’amore come unico senso da dare alla vita
che le mie “cose che mi piacciano” possano piacere a qualcuno (grazie Marina)
il buio riposante dell’autunno che avanza
le foglie sui prati alzate dal vento
vedere con occhi più limpidi le cose, anche se non proprio belle 2.10.2015
il processo più che l’obiettivo
perdermi ogni tanto nelle mie complicazioni e ritrovarmi poi un pò diversa
aver avuto e perduto piuttosto che non aver avuto mai
la sensibilità della pelle
la zucca in ogni sua ricetta
ritrovare persone che mi han fatto luce
incontrare persone che non so
il domani sconosciuto
Fare in modo che qualcosa che non mi piace finisca
Portare “a spasso” persone che meritano
Le sciarpe in tessuto di lana sottilissime e calde
l’odore delle caldarroste
fettuccine con i funghi
il giro in bici mattutino
il buio che mi accoglie e limita la mia giornata
il riposo dopo la fatica
superare la lontananza fisica con una vicinanza emotiva
I colori del bosco che quando arriva il freddo si scaldano quasi a compensare
Le dita delle mani lunghe e aggraziate
Chiudere gli occhi di tanto in tanto e trovare me stessa
il letto, il piumino e la pioggia insieme
la pizza fatta in casa
trovare “il gancio d’amore” in ogni persona
pane e marmellata tuffato nel latte d’avena
mangiare una pizza con ex colleghe di lavoro e sentirmi improvvisamente giovane
parlare di quel che so
vivere l’avventura di un servizio clown in ospedalecon compagni freschi e attenti
sognare di volare
scendere le scale con quattro balzi
vedere le persone illuminarsi
avere il sorriso degli altri dentro di me
sorridere dolcemente per esprimere amore
la mia ciocca blu a patch dedicata
sentire che con l’avanzare dell’età, aumenta la libertà
nei momenti su, sentirmi innamorata della vita
Il saluto namastè con il piccolo inchino e le mani unite
Mostrare il mondo che mi popola scrivendo, scolpendo e talvolta disegnando
Quela leggera ansia prima di una lezione
il rumore del treno lontano
le persone che mi regalano meraviglia
partire e non andar via
il filo del rasoio affilato
stare in equilibrio
gli amici che si fanno sentire.
poter scegliere come morire e fino a che punto vivere la malattia quando verrà
difendere i diritti dei pazienti e dei loro famigliari
resistere alla tentazione di “lasciar correre” le ingiustizie
lasciare senza paura che pensieri complessi si fissino sul foglio
che una avventura brutta, finisca in modo bello
camminare sulle foglie prima che venga la pioggia e goderne del rumore
di tanto in tanto “resettare” le priorità
il profumo del minestrone che sobbolle in una giornata autunnale
l’infinite sfumature di grigio di oggi.
salutare per sempre un amico ridendo
le persone che tornano in sogno
la luce esagerata
essere trascinata e non trascinare
l’idea di andare senza meta precisa in questo viaggio chiamato vita
la mobilità del presente che mai si ferma un solo istante ma scorre inesorabile
la sensazione di benessere dopo lo sforzo fisico
il mio progetto in avvicinamento
distanziarmi da chi non capisco e chi non mi capisce (che in genere coincidono)
andare a Venezia in autunno
prepararmi con la cura possibile
l’idea, alle volte, più che l’azione.
I rumori dell’alba in città
La notte quando è lunga
Svegliarmi col sole
riuscire a percorrere 60 km senza tanta fatica
cucinare in compagnia
la verza in padella
guardare gli aerei che volano e immaginare le storie di vita contenute
le valigie piene
l’incontro con i mondi delle persone che hanno vissuto davvero
un sabato d’ozio in famiglia
riordinare i libri e saperne di ognuno il bel viaggio contenuto
farmi sembrare facile la realtà anche se non sempre lo è
ogni istante di pace da cogliere non come scontato ma come prezioso dono
continuare ad identificare l’amore come unico e solo scopo della mia vita
sentirmi sempre sorella anche di chi ha fatto il male e mantenere la speranza
quando le cose son troppo grandi per me, concentrarmi su quelle piccole
le “settembrine” ancora tutte fiorite
le tre bimbe colorate incontrate ieri sul prato, perchè il futuro dovrà essere femminile.
Una donna che resiste tenace,
Una donna diversa e sempre uguale,
Una donna eterna che crede nella specie
il poter essere lontani anche se vicini e vicini anche se lontani
scoprire la mia ed altrui dolcezza
la fantasia applicata
ricordare le cose come le stessi vivendo oggi
sapere esattamente l’odore del mondo
la mia sensibilità, ovvero l’utilizzo spiccato e creativo di tutti i miei sensi
i cautissimi avvicinamenti
Quando non ci si capisce per finta e per gioco
il gruppo WA di famiglia 19.11.2015
guardare gli aerei che volano e immaginare le storie di vita contenute
le valigie piene
l’incontro con i mondi delle persone che hanno vissuto davvero
un sabato d’ozio in famiglia
riordinare i libri e saperne di ognuno il bel viaggio contenuto
farmi sembrare facile la realtà anche se non sempre lo è
un sabato d’ozio in famiglia
riordinare i libri e saperne di ognuno il bel viaggio contenuto
farmi sembrare facile la realtà anche se non sempre lo è
ripetere “io mi voglio bene”
il video che racconta della nostra associazione
guardare la nebbia e sapere che anche se non si vede, il mondo è sempre lì
tornare a casa e trovare in ordine
riuscire a trovare il tempo per leggere
pensare, pensare, pensare
l’euforia prima di un grande evento
rivedere tanti co-costruttori di realtà nuove
la riabilitazione psichiatrica reinventata
se son triste crogiolarmi nella mia tristezza
se son felice evaporare nella mia felicità
se sono annoiata smuovermi e inventare una nuova prospettiva
avere sempre gli stessi amici da tempi remoti
pianificare un sogno
passare una serata a dipingere cartoni in compagnia
guardare con occhi nuovi cose vecchie
il puzzle della vita che si compone
l’energia che sprigiona il mio corpo ad ogni vampata
la prospettiva di due orette di bici in giornata
l’attesa di una mail importante
l’attesa in generale
superare un brutto periodo dentro di me
il mio nuovo ciuffo turchino
il mio giro in bici programmato per oggi
vedere le persone rifiorire
il clima che si vive stando insieme nell’operosità
accettare che non posso cambiare il mondo, ma che so operare sulla singola goccia dell’oceano
vedere le persone rifiorire
il clima che si vive stando insieme nell’operosità
accettare che non posso cambiare il mondo, ma che so operare sulla singola goccia dell’oceano
Ricevere bei messaggi
Cucinare per la prima volta qualcosa (0ggi le cicerchie)
Sentirmi viva come il sole
le canzoni con belle parole intrecciate a musica dolce
la imponente creazione di “cartoni” per le cucine popolari di bologna
la mia timidezza che mi rende vulnerabile
andare a ritroso negli oggetti e vederne il lavorio che li ha portati a noi
il fruscio del fuoco
sognare e risognare avvolta dalla nostalgia
il silenzio speciale della neve
il sapore e l’odore della neve
camminare sulla neve
fermarmi a guardare il mondo che gira vorticosamente
ex-primere trasformando qualcosa che è dentro di me in qualcosa che si tocca, si vede, si sente
la nuova giornata davanti piena zeppa di cose che non so ancora
ridere in compagnia
la complicità senza parole
il ciclo di contatto in ogni sua parte per ogni cosa
Camminate in mezzo alla brina
La limpidezza del cielo in certi giorni d’inverno
Nuovi amici che sembrano amici di sempre
Le persone “arrivate” che non se la tirano
Un giorno di pioggia e vento che non passa mai
Un lunghissimo bagnetto
le buone intenzioni se ben meditate
la discrezione della notte
partecipare col cuore alle vicende di altri
chi fa, con lungimiranza e senso d’inclusione oltre che di guadagno, la pizza senza glutine
disporre con i pennelli bellissimi colori con ultra centenari
parlare di psichiatria con persone che hanno attraversato quel viaggio
tessere una rete di contatti futuri
la “produzione” del mio viaggio
chi sa farmi le coccole
le persone giovani che mi offrono la loro lucidità
la bicicletta come nobel per la pace
l’estratto di frutta e verdura che augusto mi prepara ogni mattina
parlare con gli sconosciuti
liberarmi di molti pesi
l’incoscienza talvolta
lanciare un appello e ricevere una valanga di idee
sentire di andare nella direzione giusta per me
quando il vento contrario cambia direzione
entrare in una casa calda quando fuori c’è freddo
il caldo della legna che brucia
l’odore del freddo
pensarli
vedere il percorso da fare e non avere paura
sapere che un passo è un millesimo di mille passi
Farci caso quando sono felice
Il respiro delle persone
Qualcuno che si addormenta vicino a me
il ricordo delle coccole speciali quando avevo la febbre da bambina
il fiato caldo che esce da me
quell’esserci un pò si e un pò no della febbre alta 24.1.2016
le giornate speciali che fanno ricordare e sperare 31.12.16
i rumori dei vicini
quando non cambia solo una cosa, ma tutto assieme
cambiare idea
osservare più che vedere
gli aerei che arrivano a destinazione
l’insieme
i particolari quasi invisibili
tante piccole luci nella notte
Il caldo-umido di certi abbracci
Le insalate moderne con dentro ogni tipo di vegetale
Il sonno dopo la fatica fisica
camminare in compagnia
Le cose alte. Tutte
Produrre con intenzione sentimento
camminare in compagnia
Le cose alte. Tutte
Produrre con intenzione sentimento
tenersi stretti
lasciar andare
ritrovare
vedere al mio risveglio che mi hanno pensato persone lontane
sentire al mio risveglio la casa ancora piena
una giornata di “riordino” davanti a me
Lessarmi nell’acqua calda delle terme
Guardare da vicino i polpastrelli quando sto in acqua molto
L’aria fresca e tanto vapore
Essere all’incrocio di una nuova strada in salita ma con panorami mozzafiato
Salire, avanzare, portare con me la storia
Imparare per sempre
Essere alla fermata dell’autobus e arriva il tuo…
Essere fermata da cose reali come per il palloncino, la sua corda
Sognare fino all’ultimo istante
gli incontri che fanno la differenza
inforcare la bici e andare
il breve “male” che fa il dentista per il lungo “bene” successivo…
Ascoltare le dichiarazioni di voto e giudicarne spietatamente il contenuto
Le luci di notte nella nebbia
Quella tonalità rosata che si posa su tutto al tramonto
sperare che la salute andrà meglio
accontentarmi
i tramonti d’inverno
ricevere stimoli interessanti
finir di fare le cose che mi propongo nella giornata
il mal di testa che se ne va
le persone a cui tengo che non se ne vanno
l’estratto di mille frutti, servito a letto con un bacino
una giornata creativa davanti.
Il freddo inverno
Le colline moreniche prima delle montagne
La radio a volume alto e cantare a squarciagola, da sola
aver ragionato e seguito la mia decisione
mangiare (indifferente cosa) sempre insieme ai miei amici
quando gli occhietti si chiudono e, per una notte, si va in a
dormire assieme
svegliarsi assieme
sperare di poter dormire assieme
scrivere un libro per davvero
il mio precario equilibrio
la mia sensitività
continuare a rimettere i pezzi sparpagliati della mia vita al loro posto, come in un puzzle
progetti, tanti, futuri
i miei figli e augusto
i miei cuscini nuovi
le notti attraversate tutte di un fiato
lo sguardo di completa accettazione e amore dei miei cani
fantasticare il mare, il vero mare, d’inverno
scivolare silenziosamente sull’acqua
il fascino delle mangrovie viste in un villaggetto sperduto del Gambia
il sabato
stare con la mia gente
cadere e rialzarmi 19.11.2016
la serenità nei vecchi
la placida e inevitabile lentezza nel muoversi dei vecchi
le mani piene di memoria
dormire al fresco e svegliarmi al caldo
gli incontri con persone “trasparenti”
il dentro di tutte le cose
stare sotto il piumino a lungo in una domenica mattina di pioggia
finire le cose che faccio
vedere che se sono entusiasta, contagio gli altri
I miei cagnetti
L’amicizia che dura per decenni
Cenare e chiacchierare con gli amici che vengono da altri mondi 3.11.2016
Spaghetti con le vongole trovati fatti per me al ritorno dal lavoro
Le ciabatte dopo le scarpe con i tacchi
Una caldissima sciarpa di lana che scalda
i larici che imbiondiscono
i boschi arcobaleno
camminare con il ruscello accanto
l’esploSIone di colori degli alberi in autunno
l’autunno in città
camminare sui marciapiedi morbidi di foglie secche
Quando dolcemente mi riaccorgo di cose che mi piacciono anche piccoline
Stare sola coi rumori di fondo di casa mia
La luce accesa quando fuori è grigio
permettermi, nei giorni che sono così giù, di non averne nessuna da scrivere
qualsiasi cosa che si muove col vento
gli ultimi fiori prima del grande riposo
pensare puntualmente ogni autunno alla folgorante poesia di Ungaretti
esser libera di amare e di dimostrare la mia attenzione e cura a chi voglio, senza interessi e finalità
lasciare andare piuttosto che trattenere
spingere piuttosto che tirare.
riposarmi dopo la fatica
sentire che altri mi sentono
le mie mani sporche di colore
i punti esclamativi a fine frase. Multipli!!!
sapere che cento pennelli stanno lavorando per rendere possibile un sogno
fare del mio meglio per realizzare i miei sogni.
l’adrenalina che sale
il libro nuovo che inizia
prendere il dolcetto dell’infanzia a mia figlia ormai grande
Quei dieci minuti ancora nel letto appena svegliata (suggerito da maria)
La frutta già pronta spelata e a tocchetti
L’avvicinamento a Casa
la mezz’ora che mi accompagna dalla notte alla luce
sentire il respiro di qualcuno che mi dorme vicino
un tavolino per la cena vicino al mare
I racconti di chi arriva da lontano
I ragazzi appassionati e idealisti
Il coraggio
Le mie giornate di pienezza assoluta a Bologna
Andare in bici lungomare al mattino presto
Il sapor di “altri tempi” della riviera di Rimini
I contatti fortuiti tra corpi nel pienone dell’autobus
Stare in un posto con anima, corpo e desiderio
Bere acqua fresca a sorsi lunghi
ripiombare in soli due giorni nell’esatto stato emozionale del primo viaggio
macinare più chilometri di sempre
il sole sulla pelle, il vento tra i capelli e il sentirmi viva
pur rinunciando a molto altro, acquistire diritto e dignità
sentire che posso farcela da sola
allontanarmi, anche se con tanta fatica, da chi non mi vuol bene
girovagare in libreria e annusare i libri
scorgere piccoli pensieri galleggianti e scriverli per domani
Leggere cose intelligenti sul terremoto in genere ed in particolare scritte da chi c’è passato
La bellissima prova di efficienza in questa emergenza
Le feste con valore sociale
quando rinuncio ad illudermi e guardo la realtà con coraggio
i rumori dell’estate
la cucina dei miei amici afghani e pakistani: piccante e buonissima
Quel senso di fragilità consapevole che si recupera nelle tragedie
Vivere al meglio ció che ci è dato
Ripensare alle priorità di cui prima risulta sempre l’amore nel senso più ampio possibile
ricevere una carezza inaspettata da un collega
sapere che dopo la polvere c’è la ricostruzione
sperare che le persone ancora sotto le macerie possano raccontare l’orrore molti anni dopo, come tanta gente di qui
ricevere i “buongiorni” dagli amici FB
vedere la mia piccolina star bene pur lontana
programmare il prossimo giretto in bici: Rimini
ricevere i “buongiorni” dagli amici FB
vedere la mia piccolina star bene pur lontana
programmare il prossimo giretto in bici: Rimini
L’amore non muore mai di morte naturale.
Muore per abbandono, per cecità, per indifferenza,
per averlo dato per scontato, per non essere stato coltivato.
Le omissioni sono più letali degli errori consumati
trascorrere una notte popolata dai sogni
sapere di avere nella mia giornata 3 ore di treno in cui posso scrivere
leccare il gelato (il cono per sempre!).
Sentire la pancia brontolare e ripensare a quando sentivo i miei bambini dentro
Una grande cagnona che allatta quattro gattini
Il sole scottante e il vento forte insieme
Quando in una stagione ci sono dei giorni in cui si anticipa la successiva
Ridere fino ad avere i muscoli doloranti
Ridere per ridere
sentire il battito del mio cuore
parlare con una sconosciuta e avere l’impressione di essere sua amica
stringere le mani delicate delle vecchie persone e immaginarmi l’antico mestiere
Accendere la tv e fare altro
I preparativi per l’inizio di nuove fasi d’esistenza
L’immutabilità della natura ai venti di guerra che mi stravolgono …
resistere a non mordere una caramella morbida
fare un lavoro manuale e lasciar fluttuare il pensiero
i figli che crescono
quando un dolore fisico pian piano mi “molla”
galleggiare in acque tranquille e caldine
chiacchierare una giornata intera e conoscersi ancor di più 2.8.2016
quando le persone morte ritornano improvvisamente a vivere dentro di noi
ricordare con la sola forza della memoria
avere la netta impressione che la morte non sarà una cosa difficile, quando verrà
Camminare con i cani sotto la pioggia calda d’estate
Il civismo del raccogliere le cacche di cane
Invecchiare e morire con serenità
l’odor di temporale prima che arrivi
il temporale che dopo il frastuono piano piano si allontana
accarezzare ed essere accarezzata
svestirmi di tutte le sovrastrutture che riconosco, se ritengo sia il caso
tornare per poi andare, andare per poi tornare
la creatività così vitale in alcuni.
guardare i bambini che giocano nel mare
il mondo sottomarino che posso immaginare
addormentarmi in pieno sole
aprirmi come un fiore
spruzzarmi con l’acqua quando è caldo
svegliarmi nell’alba fresca
pensare che alla crisi come opportunità per cambiare il mondo
sentirmi parte del mondo e fare il mio piccolo pezzetto di storia
coltivare come cosa importante per ogni cambiamento l’amore
anguria fresca e caldo intorno
il caffè portato a letto con bacino addolcente
l’odore della biancheria quando esce dalla lavatrice
agire, anche coraggiosamente o un pò incoscientemente, ma agire
“perdere” tempo nelle relazioni
il profumo delle ginestre che mi invadeva improvviso mentre “andavo”
il profumo che mettevo da ragazza, ricordato
le mani che hanno lavorato
quel che svela il dietro delle persone
l’amico ritrovato
la lentezza di una domenica d’estate
cuocere mille verdure dell’orto
star fuori la sera fino a tadi con donne simpatiche e intelligenti
le donne nella loro complessità che si condensa tutta nell’amore
l’inizio della maturità di Mag.
partecipare come posso alle elezioni anche se non sono nella mia città
non farmi vincere dalle notizie brutte e gioire di quelle migliori
continuare a pedalare
Il profumo dei fiori
I ricordi improvvisi e nitidi di episodi del mio viaggio
Sentirmi un tutt’uno col “tutto” e in armonia
Il giorno del ritiro immondizia (quando sono in vena di rivoluzione domestica)
Pensare a come cambiare la mia vita ogni giorno
Essere carica di creatività e di manualità
liberare spazi ingombri fuori e dentro di me
lo smalto rosso fuoco lucidissimo (che mai saprò mettere in modo impeccabile)
i miei nuovi rossetti rosso-vita.
vedere dei bei films
svegliarmi la notte e trovare qualcuno con cui condividere un pezzetto di buio
rileggere Pirandello senza se e senza ma
le cene nella mia terrazza sul mondo
oggi riprendere la bici (non assistita)
la ciliegia soda e dolce
i fiori che si aprono al mattino
poter essere vicina alla crescente ansia da maturità di mia figlia
la mia bellissima terrazza sul mondo.
riportare il concetto “pedalata dopo pedalata” nella vita normale
avere una meta
finalmente il minestrone con mille verdure.
riempire tutti i fornelli con pentole di cose buone
sedermi in terrazza e tagliare le verdure
bagnare i vasi di fiori che mi hanno regalato
i rumori particolari e unici della propria casa
le persone che mi guardano
essere a casa
ritrovare il mio mondo
progettare i cambiamenti del mio mondo
guardare il mio mondo come se ci volassi sopra
Togliere le scarpe sempre e comunque
L’attenzione che mette don Ciotti alle persone
La cucina di Diana
dormire poche ore e sentirmi bene
il mare calmo
cogliere i “casi” della vita
avere un libo che mi aspetta
i bijou vistosi e colorati
l’allegria di un rossetto rosso
le persone che hanno tempo per me e se non ce l’hanno, lo trovano
chi non si approfitta della mia buona fede
svegliarmi nella notte e sentire il mare che respira vicino a me
Avere la camera proprio sopra il mare
Addormentarmi cullata dal suono delle onde
Il variate continuo del colore del mare
andare in bicicletta con il sole in faccia
vedere il progresso del viaggio ogni giorno
esserci quasi
tanto arrosto e poco fumo
uomini e non grandi uomini
avere la pelle calda di sole
Il sole che scalda dopo tanto freddo
Le onde lunghe
Avere il tempo di perdere tempo
entrare in qualche modo in contatto con le tantissime prostitute sfiorate
il sorriso che apre sorriso
aver voglia di vedere e trovare
quando facendo qualcosa perdo il senso del tempo
questa stanzetta silenziosa
dormire in mezzo a tutti, distesa di qua e di là
sentire il rumore della pioggia da un posto coperto
la mantella che copre tutto
girare strade sconosciute con persone che le conoscono bene
sapere cosa fanno in un preciso momento le persone a cui voglio bene
scivolare nel sonno
Quell’esatto momento in cui si sta per perdere “conosenza”.
Quando chiedo aiuto e lo ricevo
Poltrire un intero pomeriggio
Scrivere e scrivere e scrivere. E disegnare
Farcela nonostante tutto
Una scatoletta di tonno e due fette biscottate frantumate se ho fame
Il silenzio della campagna nel vento

scia

…è che andare in bicicletta mi fa sentire come uno di quei lumaconi senza guscio che lasciano una scia per terra. E’ così: lascio una scia lucente di pensieri distruttivi e dolorosi, e mi nutro di strada, di foglie, di luce, andando.
Parto in un modo e arrivo che sono diversa.
Sempre

Italia

Dunque ritorno nella mia, nella nostra bellissima Italia. A caldo faccio alcune consederazioni.
In questo paese, la Gran Bretagna, ci si guarda attorno e si vedono miriadi di giovani. Bighellonando per quartieri, vie e negozi (non son riuscita a comprare nulla di nulla. Non ho più desideri), ho incontrato molti bei giovani italiani. Vengono qui, trovano una stanza e nel giro di due o tre giorni anche un lavoro. Guadagnano praticamente subito quanto me dopo decine di anni di lavoro. Hanno un contratto, lavorano 5 giorni alla settimana e possono cambiar lavoro quando vogliono, che a “livello base” ci sono richieste ovunque.
A nessuno di quelli incontrati è stato chiesto di lavorare come socio (cooperative italiane) guadagnando quasi nulla, a nessuno è stato chiesto di lavorare a ore saltuariamente come da noi coi voucher e tantomeno a nero. Seppure destinati a lavori semplici, son trattati con dignità.
Non ho trovato nessuna persona poco gentile. Anche non parlando l’inglese, il tentativo è sempre stato quello di aiutarmi e farsi capire.
I musei. I musei, moltissimi e importanti, sono assolutamente gratuiti e, naturalmente pieni zeppi di giovani.
I trasporti molto efficienti e carissimi. Il mangiare qualcosa che per noi non è mangiare. La pulizia qualcosa che da noi non è pulizia.
L’Italia è un paese bellissimo che stiamo trattando male. I nostri giovani sono belli e li stiamo trattando male. I turisti in Italia son tanti ma anche loro sono trattati davvero male.
Mi veniva in mente mentre giravo in City, che dovrebbe esserci un “liceo Turistico” nella nostra italia, che dovrebbe esser obbligatorio saper le regole della buona accoglienza e le lingue. Vorrei che in ogni scuola si insegnasse la storia dell’arte, della musica e l’estetica che da noi basta uscir di casa ed è subito arte…
Non sono un economista ma mi par incredibile che un paese come il nostro non sia la più grande industria di bellezza del mondo!
Ah… Al national museum… Il 50% delle opere di ogni epoca sono italiane…

parole ritrovate

Buongiorno mondo!
Sono 16 anni con solo tre interruzioni, che partecipo a Parole Ritrovate a trento, il convegno dove si susseguono i racconti di tanti cittadini-operatori-famigliari che affrontano quotidianamente i problemi legati al disturbo mentale. È sempre emozione, anche se i problemi mi sembrano sempre più grandi.
Sono più grandi davvero? Non lo so, ma, dal mio grande malessere professionale, sento che la psichiatria sta scivolando in qualcosa che non le compete e poco si occupa nei fatti di diritti, di emozioni, di ascolto e di persone.
Non è facile stare qui a vedere vite quasi distrutte far così fatica a rinascere eppure proprio qui a trento, io ho imparato a crederci e professionalmente a crescere fino ad applicare alcuni principi e ad ottenere grandi risultati. Come me hanno fatto decine, centinaia di altri operatori e tutti si sono trovati con un tesoretto di esperienze positive …ma…
Ma, questo “metodo” di intendere e lavorare per la salute mentale che parte dal rivoluzionario “FareAssieme” è come non interessasse ai più.
Anzi, è qualcosa che perfino disturba. Svaniscono sullo sfondo del FareAssieme tutte le centrature sul Controllo sociale, sul contenimento di comportamenti, sull’intervento prettamente farmacologico e si staglia in primo piano la Fiducia come elemento “guaritore”. Con la fiducia cambia tutto per forza e il FareAssieme diventa protagonista.
Certo, questo comporta che ogni operatore nella lotta al disturbo mentale e alla sua manifestazione, ceda lo scettro del potere e si senta un pari con chi vive immerso nel disturbo riconoscendo le specifiche competenze. Beh, se non è rivoluzione questa…
Nei servizi circola, è un dato emerso da molti operatori, un diffuso senso di riduzione del protagonismo di utenti e famigliari e uno spregiudicato uso di farmaci conditi da frettolosi contatti e colloqui.
Non so come andrà a finire la vicenda referendum, ma l’articolo 117 cambierebbe totalmente la politica sanitaria in Italia, creando una uniformità dei diritti che attualmente non esiste. Il movimento di PR, ha cercato di trasformare un’esperienza in disegno di una legge e se la legge passasse, per la prima volta in Italia si parlerebbe di partecipazione, valorizzazione del sapere esperienziale, e, appunto, di FareAssieme a livello nazionale.
Il disegno di legge è perfettibile come tutto, e personalmente sono stata felice di sapere che ad un recente incontro avvenuto a Roma, Franco Rotelli, noto psichiatra-politico della mia regione, abbia offerto spunti interessanti per migliorare ancora il nostro disegno di legge, che finalmente potrebbe diventare quello di tutti.
La divisione, in psichiatria come in ogni altro ambito, non aiuta nessun cambiamento.
La divisione tra operatori e operatori e tra operatori e chi vive il disagio, è un dato di fatto, ed è uno dei problemi che ha reso l’offerta dei servizi psichiatrici paurosamente disomogenea.
Da qui, da questa platea di persone che della sofferenza hanno fatto la loro forza, si alza forte una voce: facciamo insieme.

ho bisogno

Ho fame di gentilezza, di attenzione, di parole scelte per me.
A proposito di cosa? Niente in particolare, ho preso consapevolezza che non sopporto i silenzi e le cose non dette perchè sottintese. Non sopporto la maleducazione e l’indifferenza. Non sopporto chi non è generoso di sentimenti e chi non sa dire “ti voglio bene”, anche se gli è difficile dirlo.

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