Buongiorno mondo!

La routine è ripresa. Il ritmo dei miei giorni è tornato quello di prima del “viaggio”.

La mattina mi sveglio, ancora nel letto penso alle cose da fare, saluto chi mi sta accanto, mi alzo, mi lavo, mangio la mia colazione e m’incammino (spesso mi “inpedalo”) verso il CSM o verso le case di riposo dove dipingo e rido (attività di pittura e di Laughter Yoga). Finito il lavoro, torno a casa e c’è sempre altro da fare. Così, fino a sera, come una formichina, mi muovo laboriosa, come se il tumulto del cuore tacesse.

Ma se mi fermo lo sento: non tace.

Eh, si. Dentro è un gran tramestio.

Sento che tutto si muove, vive di vita propria, si aggiusta. Dentro è come se stessi giocando con una specie di cubo di Rubik per sistemare i tasselli di un’intera esistenza. Non so esattamente perchè e come muovo così velocemente quei pezzi. Non imbroglio mai. Potrei. Potrei staccare qualche pezzetto e gettarlo lontano, ma non sarebbe una cosa sensata: il tutto è un “tutto”. Dentro c’è amore e morte, genitori e figli, amicizia e tradimento, impegno e leggerezza, infanzia e maturità, compagni e scompagni, il bello e il brutto, la gioia e il tormento…

Niente da buttare in una vita, il sapore è dato dall’insieme.

Alle volte mi pare di essere vicina al compito che mi son data che è quello di arrivare all’essenza e all’ordine. Mi pare a tratti che eventi e persone e sentimenti, trovino la collocazione giusta e finalmente possano acquietarsi, poi tutto si scompagina di nuovo.

Chi ha giocato col cubo lo sa: per arrivare alla fine del gioco e ottenere le facce di colore uguale, alle volte, anche se vicini al risultato, bisogna rivoluzionare tutto di nuovo.

Quando ci giocavo, era per me molto facile arrivare alla conclusione, ma mai ho saputo razionalmente il percorso che stavo facendo. Mi guidava una specie d’intuizione.

Anche ora è così. Non so cosa sto facendo col mio “dentro”, ma si, son sicura di esserci. Sto rivoluzionando tutto per arrivare alla pace. In fondo le rivoluzioni servono sempre a questo, no?

E citando Madiba, di cui ieri ricorreva la data di compleanno, ripropongo questa frase: “Quando l’acqua inizia a bollire è sciocco spegnere il fuoco”.

Bene gente, …sto bollendo e non sono sciocca.

cubo