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"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

rientro a casa

Rientro a casa.

Mi viene a prendere Augusto alla stazione, anzi, al treno, cosa assolutamente straordinaria per lui. Ci baciamo come fosse un secolo che non ci vediamo ed è un secolo che non ci vediamo. Mi dice che sono bella, nonostante il secolo trascorso. Mi sento bella, bella “da dentro”. Sento che c’è una nuova energia che si sprigiona da dentro a fuori. Spero tanto che non svanisca sotto la polvere della quotidianità e che i riflessi dei vetri e degli occhi degli altri, mi rimandino sempre quel sorriso che mi son sentita così spesso sul viso in questi due mesi. Certo, non è semplice “rientrare”. E’ desiderato, inevitabile, atteso, ma non semplice.

Appena entrata in casa, sento l’odore della mia tana: mi è mancato. Forse è solo un po’ diverso, ma lo riconosco, è lui. Il mio letto. Ecco questo sì che mi è mancato, non ci pensavo, non lo ricordavo quasi, ma che meraviglia il mio letto. Il mio letto con l’odore di casa, i rumori di casa, le persone di casa. Tutto il resto è in più. Sento forte il desiderio di eliminare tutto o quasi. Trascorrerò giorni a buttar via cose e situazioni che non mi servono più, che sono superflue e di poca importanza. Butterò (darò) via vestiti, oggetti, libri e chiuderò esperienze che non mi sembrano adatte a me o nelle quali mi sento scomoda. Non sarà facile, ma ora il desiderio è ridurre al minimo tutto. Essere “piena” di poche cose come è stato nel viaggio. Quella libertà è stata incredibile e voglio provare a riprodurla.

Ho dormito profondamente e al mattino, il processo si è avviato. Ho ricreato l’esatto sentimento che provavo pedalando. Partire e pensare solo alla pedalata che stavo facendo, senza pensare alla meta del giorno, senza uscire dall’attimo che vivevo. Mi era necessario per affrontare le varie difficoltà che incontravo: concentrarmi solo sull’immediato e lasciar perdere il prima e il dopo. Ecco, nel mio “buttar via” così ho fatto. Da dove si comincia a cambiare habitat/vita/pensieri…? Io ho cominciato dalle piccole cose. Ho eliminato circa tre sacchi grandi di “residuo misto”, uno di carta, uno di vetro e quasi uno intero di plastica. Non ho neanche finito il soggiorno, chissà cosa resterà. Sono stata lenta ma inesorabile: sto gettando cose che ho mantenuto in casa da decenni, senza mai usare. Mentre mi spogliavo di queste cose pensavo ai miei interessi: sono tanti. Di qualcuno dovrò disfarmi, altrimenti non c’è posto per nient’altro.

Oggi ho “butatto via” anche i miei calzini clown, spaiati e coloratissimi. Ciao calzini… Rinuncerò alla mia esperienza Clown. Non è più tempo e non è più per me, anche se mi ha dato una consapevolezza che mi sarà utile. Mi è un po’ dispiaciuto incontrare solo pochi clown di corsia nel mio viaggio ma io non ho cercato nessuno dopo la chiarificazione avuta con la direzione della mia associazione. I clowns incontrati erano fortuiti incontri con persone che mi hanno seguito e casualmente erano anche clown di corsia. Con l’addio a questo mondo, lascio posto al mondo della migrazione al quale mi sento legata indissolubilmente in questo tempo.

Domani ripulisco due armadi, che dopo la cura, si svuoteranno. Vorrei avere una casa piccina e aver provveduto nel tempo a gettare le cose inutili, ma non è andata così. Ho una casa piena di ricordi, di pezzi della mia vita passata. Buttando via ciò che è materiale,  la traccia del passato resterà dentro di me e con me sparirà per sempre.

Ho scoperto durante il viaggio che alcuni ricordi che desideravo tanto “buttar via”, mi abitano così profondamente da essersi incarnati. Fanno male, ma devo considerarli parte di me e cercare di dargli una collocazione e perfino una dignità tanto non se ne andranno. Alcuni hanno il sapore un po’ nauseabondo del rimpianto, altri quello acre della rabbia o dell’amarissimo dolore, ma lì sono e lì resteranno, ahimè.

Non è semplice liberarsi di tutte queste “cose”, lo faccio piano, con delicatezza. Via oggetti, pensieri, lavori e impegni. Domani è un altro giorno.

foto linda Vukaj

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2 Comments

  1. Claudio Gabbani

    infinita!!!

  2. Manuela

    Ciao Grande Mila,
    La tua esperienza straordinaria e le tue parole sopra citate fanno capire quanto semplice possa essere vivere felici con poco, affrontando un’impresa che può sembrare impossibile, con grande coraggio, sfidando te stessa e decidendo di fare pulizia del superfluo al tuo rientro a casa. Curioso, come ci andiamo a cercare così lontano quando siamo sempre rimasti dentro di noi!
    Ti abbraccio e saluto con grande stima e affetto Mila….tvb
    Manu

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