biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Amici sfiorati

La sera crollo. Mi addormento prestissimo. Se fossi come Robinson Crusoe e avessi Venerdì compiacente, credo che andrei a dormire alle 20, che è l’ora in cui inizio a sbadigliare. Durante questi mesi trascorsi con il desiderio di sentire i miei ritmi, non sono uscita che pochissime volte la sera e l’ho fatto solo per dovere sociale. In tutte gli altri giorni, mi son presa la libertà di andare a nanna prestissimo e di scrivere la notte, come faccio ora. Mi sveglio dopo aver dormito cinque o sei ore. Al buio, accendo il computer, se ho connessione controllo se c’è qualche persona con cui scambiare qualche battuta su fb, poi parto a scrivere. Lo faccio direttamente dal letto, col computer tenuto in verticale sul torace. Scrivo solo con una mano e non sono veloce, ma nel cuore della notte, i pensieri sgorgano come delle piccole fonti montane lungo i sentieri. Non sono cascate né scrosci d’acqua, sono più sgocciolii, piccole fontanelle, acqua che scorre incessante sul muschio. Ancora con gli occhi chiusi, guardo i miei pensieri muoversi lenti, poi, prendo il filo di uno come fosse un aquilone e mi lascio sollevare ed inizio a volare piano. Alle volte, quando mi avvio a scrivere, subito appare chiara un’altra necessità di argomento e via la seguo. La notte non ho alcuna fretta. Posso godermi ogni parola che sgorga e indugiare sui significati e sulle differenti sfumature che ogni vocabolo custodisce come uno scrigno.
E’ come costruire un puzzle: ogni frase ha una e una sola parola, che quando trova il suo posto s’incastra e stabilizza.
Questa mattina, nel dormiveglia ho gironzolato col pensiero su una frase dettami da un nuovo amico ieri sera: ma non parli mai di me….
In realtà è proprio di questi giorni un ingorgo di pensieri sull’amicizia. E Massimo, conosciuto attraverso fb è uno dei “nuovi amici”, in particolare uno dei miei pusher di aforismi, poesie, pensieri (sempre di altri, mai suoi accidenti, perchè io lo so che scrive e vorrei leggere cose anche sue) preferiti.
Ci siamo conosciuti così, pubblica sulla sua pagina spesso cose molto profonde e toccanti e io me le mangio con gusto come fossero un ottimo nutrimento. Qualche volta ho detto che mi piacevano, qualche volta Massimo ha detto a me che piaceva ciò che postavo.
In realtà, ho da ringraziare lui ed altre persone che durante questo viaggio mi sono state in qualche modo vicine. Non parlo dei miei affetti consolidati, che sono nel mio cuore profondamente ancorati, siamo essi la mia famiglia o i miei amici di sempre. Parlo di persone che, come Massimo, non mi hanno mai fatto sentire sola nella mia solitudine, pur senza conoscermi realmente. Gli “amici facebook” sono amici? beh, mi hanno fatto grande compagnia, devo dire, provo anche un reale sentimento di affetto per alcuni, quelli molto presenti come Marina, Paola, Emilia, Gabriella, Luca per citarne alcuni. E quelli incontrati per poche ore durante il viaggio e che poi non mi hanno “più mollata”, possono essere considerati amici? Anna, Sabrina e Claudio, Massimo, Manuela, Arianna, Adriano, Angela, Gaspare, Giovanna e Francesco etc. che ho sfiorato sul serio e di cui so poco e niente, ma come dire, sento che ogni tanto mi pensano (e io penso a loro) e mi arriva il loro battito d’ali. Sono essi “amici”?
I semplici “mi piace” facebookiani sono una forma di vicinanza molto discreta (alcuni), ed anche i commenti ai post, i messaggi o le mail ricevute, sono state un’altra di quelle cose che mi hanno resa ricca in questo viaggio.
Non si sa com’è ma ormai ho le prove: anche con un mezzo come fb, criticato, demonizzato, e rischioso, come di fatto è, si possono fare “amicizie” che hanno il buon sapore di verità. Ed anche solo incontrando per poco tempo, alcune persone, non tutte, rimangono impigliate nel cuore. E’ Così.
Attraverso fb ho conosciuto Franco Bomprezzi, al quale voglio un sacco di bene, ho conosciuto Roberto Morgantini, col quale collaboro assieme alla mia associazione ormai da più di un anno, ho conosciuto Massimo, Gabriella, Anna, Sonia, e molti altri. Sono in questo viaggio ed anche nella mia vita.
Amicizia. Nella vita amici potenziali se ne incontrano in continuazione ma solo con pochi si sviluppa un vero e proprio legame. Ogni tanto gli amici si perdono, perché cambiano luogo di abitazione, perché la vita allontana le strade e gli interessi o per “morte incidentale d’amicizia”.
Ci pensavo l’altro giorno, quando ero sola e tranquilla sulla roccia nera di Linosa. Ho dei dolori grandi per “amicizie” finite chissà perché in varie epoche. La mia adolescenza è punteggiata di amici persi (intendo amici e amiche). Non mi facevo capire e non ho mantenuto alcune relazioni per me importanti. Con alcuni, ho provato a riparlare in questi anni, ma quando la separazione dura decine d’anni, la vita forgia la personalità in modo tale da diventare quasi irriconoscibili e non ci si capisce più. Rimane solo l’ombra intangibile di un affetto antico.
Alcuni amici sono da sempre con me, magari in silenzio, senza grandi scambi di opinioni e storie, ma permane immutabile la consapevolezza che “ci sono”, che sono importanti, che in caso di necessità, fosse solo piangere o ridere, ci si può contare. Sono molto fedele in amicizia. Spero che anche le mie nuove “amicizie” così ancora fragili e virtuali, possano durare nel tempo. Saranno i miei amici di viaggio: amici importanti!

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1 Comment

  1. simonetta stabellini

    oggi piove…. chissà se ci porterai qualche raggio in più con il tuo ritorno…

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