biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Anna dei miracoli

Cinquantun giorni di Airone (la mia Future Bike) e circa quaranta posti diversi dove ho dormito. Non ho mai capito la frase “non riesco a dormire quando cambio letto”, ma se fosse stato questo un mio problema sarei semplicemente morta. Ho dormito dappertutto. Cercando sempre di risparmiare un po’, mi son capitati anche in cosiddetti “postacci”, che, tra l’altro, non sono stati quelli più economici.

Le due cose che ritengo abbastanza difficili da sopportare, sono la sporcizia e quella del letto in particolare e il non avere finestra o che questa dia su cortiletti interni di servizio, su cucine con odori nauseabondi, con sfoghi di areazione o immondizie varie (questa notte, tra le più care del viaggio,  è andata così), ma ho scoperto che ce la posso fare.

I due postacci con biancheria o altro sporchi sono stati a Palinuro, dove avevo le lenzuola usate ma nessuno con cui protestare (la mia amica simonetta, viaggiatrice, mi ha insegnato ad usare le magliette come federe e devo dir la verità, funziona) e, orrore degli orrori Palermo, dove mi è capitato di scorgere sotto la federe del cuscino dopo averci dormito già una notte (bleah!) qualcosa di strano e… ho ancora lo schifo addosso. Il direttore di questo “Palazzo….” (si chiama così il b&b), si è pure un po’ incazzato perché ho protestato, sostenendo che la fodera era pulita. Ovviamente chi vuole sapere dov’è sto postaccio, fornisco foto con ricevuta (e indirizzo). Nello stesso posto, mi hanno fatto pagare inizialmente senza ricevuta, unici in tutto il viaggio, 5 euro al giorno per tenere la bicicletta in un ameno “garage”, come da foto.

Ma ho dormito anche in posti favolosi e tra questi tutte le case di amici nuovi e vecchi: mi sono sentita accolta, coccolata e ho sentito “casa”.

Ho dormito in case che hanno piccoli bambini (che nostalgia), grandi lutti, compagni a quattro zampe nei loro ultimi giorni di vita e altre vibranti di grandi dolori celati. In tutti questi luoghi, sono stata accolta e ringrazio tutti attraverso il racconto degli ultimi giorni appena trascorsi a Palermo da Anna.

Anna è una signora un po’ più grande di me, che ho conosciuto in quanto UFE, Utente Famigliare Esperta, a Palermo, nel modulo1. Mi ha invitato subito appena incontrata e subito, con piacere e non poca faccia tosta, mi sono trasferta da lei, con ancora la sensazione di schifo di quel cuscino addosso. Inizialmente era per quello, ed anche per la mia insaziabile curiosità. Poi adesso so che mi sono trasferita perché dovevo imparare qualcosa da Anna e la sua bellissima famiglia.

Mi piace entrare nelle case. Si dice che la casa faccia parte dell’identità, è vero. Tra le “quattro mura domestiche” c’è la storia delle persone.

A casa di Anna è tutta una lunga, bella storia di famiglia: tante foto, tanti ricordi. Anna è piena di figli (quattro), ma è rimasta “sola”. Oh, i figli a cui tiene tanto, ci sono eccome. Quelli a Palermo li ho conosciuti subito: Anna ne è fierissima, anche del figlio che vive a Catania e mi ha subito portato da loro. Bellissimi ragazzi, fuori e dentro. Ma sono indipendenti e Anna vive da sola.

Anna ha perso suo marito da pochi anni e credo stia vivendo un lutto importante, anche se col sorriso e una dolcezza speciale, sempre pronta ad avere una parola bella per tutti. Aveva un progetto: vivere una parte della sua vita dedicandosi alla coppia. Aveva fatto tutto per poterlo fare, un incidente che ha portato alla morte il marito, glielo ha impedito.

Anna ha una ferita importante che non si sanerà, ma ha fatto di tutto per non far sanguinare più. A ben vedere, dal di fuori, è ottimamente risolta: il primogenito ha un disturbo mentale. E’ stato con me due giorni: una persona adorabile è dir poco. Si fa voler bene il ragazzo. Mi ha fatto ridere un sacco.

Anna è una donna “UFE naturale”. Ha una intelligenza speciale e con suo figlio, ha operato in modo esemplare, anche professionalmente parlando.

Si è concentrata, e Dio solo sa quanto, a “salvare” e riparare gli altri ragazzi, accollandosi in silenzio, nel maggior silenzio possibile, molti dei problemi di R.. Lo ripete spesso, con non pochi sensi di colpa, di aver cercato con tutte le forze, di rendere autonomo R., anche per gli altri figli, perché potessero avere una loro vita, senza sentire il peso che inevitabilmente, un ragazzo “diverso” dà.

Per 45 anni, non per un giorno ha avuto questo pensiero. Mi ha raccontato di come si accorgeva fin da piccolo che c’era qualcosa di strano in lui, di come taceva e lo osservava, di come ha sofferto e condizionato l’intera vita per costruire una realtà in cui R potesse starci comodo. Il “lavoro di rete” che ha fatto, andrebbe studiato e riflettuto molto. Anna è una UFE dalla quale tutti avremmo da imparare.

Ho provato immediata simpatia per R, che è persona che sa volersi far bene. Mi ha insegnato un po’ di parolacce in siciliano e moltissime cose sul mondo degli uccellini. Mi ha, anche lui, fatto sentire entrata in famiglia.

Non c’è in lui, ora, traccia di psicosi che io sia in grado di cogliere, piuttosto ho notato alcuni tratti tipici dell’autismo, con riti e ripetizioni, difficoltà ad incrociare lo sguardo direttamente, fatica ad accettare ogni cosa che non è perfettamente combaciante con quanto “dovrebbe essere” secondo giustizia e programmi. Ormai una vita fa, ho insegnato in un centro Psico-pedagocico con ragazzi con problemi cognitivi tra cui alcuni affetti da autismo e R, mi ha ricordato quella realtà.

Intorno a lui il mondo si è fatto, grazie ad Anna, sicuro. E sì, R. vive da solo. Ce la fa alla grande. Anna è presentissima anche se non è fisicamente sempre con lui e così anche i fratelli. E’ tutto ormai avviato e R. si muove, seppure con i suoi limiti (tutti ne abbiamo ed è bene ricordarcelo), con grande fluidità. R. è un’Utente-sindacalista, come dice lui: si incazza, e giustamente, per le ingiustizie. Ogni tanto si incazza un po’ troppo, ma basta un sorriso, una battuta, una distrazione per farlo ridere.

Anna osserva ogni cosa, è attentissima. Sono felice di essere stata coccolata da lei. Felice davvero. Nel suo “lavoro di rete”, ci sono anch’io adesso: R. lo conosco e gli ho promesso che tornerò a vedere i suoi uccellini (ne ha più di cento). Per ora mi ha portato a vedere i suoi Bengalini ed ho mangiato le meravigliose uova delle sue fortunate galline.

Anna è persona da cui imparare, lo ripeto, perché davvero è una miniera di strategie sperimentate, ovvero di sapere esperienziale che noi operatori, parlo principalmente per me, dovremmo con estrema umiltà considerare moltissimo.

Presto scriverò  del gruppo UFE Palermo nella sua complessità, che ha in sè qualcosa di molto interessante.

E poi, che camera mi ha dato Anna: una regina mi son sentita!

 

Aggiungo le due foto del “Palazzo…” di Palermo, così condivido anche un po’ di altre cose schifosette, come ormai tradizione del viaggio ;-), e preciso che sono stata semplicemente sfortunata. A Palermo ora avrei due o tre indirizzi di B&B carini proprio.

Poi aggiungo la foto con gli UFE Palermo tra cui, la mia speciale Anna

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Posto a pagamento per bici

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Bleah!!!

ufe palermo

Anna è al centro. Tutti grandi!

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2 Comments

  1. simonetta stabellini

    un grosso abbraccio ti aspettiamo per sapere dal vivo, tutto… ma proprio tutto di questa meravigliosa avventura

  2. Daniele sculati

    Buongiorno,
    Solo questa mattina a radio2 ho sentito del suo viaggio. Ho visitato internet e letto del suo viaggio. Scrivere sarebbe lunghissimo. Se possibile vorrei fare una chiacchierata amichevole e…..”spogliarsi delle cose inutili”…….
    Se mi scrive quando è a quali ore la posso rintracciare un grazie di cuore
    Daniele – lago maggiore Calde’ – 3398637481

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