biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Somme di un viaggio…

Arrivata a Messina! Lo sbarco…. Pare una cosa grandiosa e invece, davvero, questo viaggio non è stato difficile. Il vero problema è che lo si sa alla fine e il prima e il durante è puntinato di paure, fatica e di ricerca di coraggio.

Oggi mentre attraversavo quel piccolissimo tratto di mare mi venivano in mente flash, immagini del viaggio, piccole grandi riflessioni.

Ho parlato di molto poco in realtà, ma molto è stato vissuto. Tutto è stato vissuto.

Sono stati vissuti i pensieri che come fantasmi arrivano, mi attraversano e, in questo viaggio, li ho visti benissimo andare poi via come se fossero animati di vita propria. E pensare che dicono siano solo sinapsi, neurotrasmettitori, stimoli nervosi… amore, paura, ricordi, tenacia, energia, ansia, gioia, dolcezza, fatica, tenerezza solo elettricità e conduzione…. Bah.

Sono stati vissuti gli ambienti che ho visto cambiare con lo scorrere della strada sotto di me. Le regioni hanno finalmente per me dei confini sensati. E’ vicino ai confini infatti che inizia a cambiare tutto: cambiano le erbe e i fiori, cambiano i colori e la temperatura, cambiano i tratti delle persone e il colore della pelle, cambiano le montagne e le salite, i panorami, cambia il modo di parlare e anche quello di gesticolare. Cambia il modo di guardare e quello di chiedere.

Sono stati vissuti gli incontri, fulcro vero del mio viaggio. Tanti utenti, tanti operatori, tanti famigliari, tante pesone accomunati da una medesima esperienza: la follia che invade, copre, allontana, rende inaccessibili i reciproci mondi. E in ogni luogo, in ogni servizio, in ogni persona realtà differenti, in ogni posto luci ed ombre, buone e cattive pratiche. Mi astengo dal raccontare le mie impressioni negative, ma ci son state e posso dire siano tutte della medesima specie: la prevaricazione di noi operatori che ci ergiamo a pensare di poter decidere il bene e il male delle persone trafitte da questo disagio. Parlo di disagio e non di disturbo non perché non sappia la differenza, ma perché per chi lo vive è proprio un disagio ed è un disturbo solamente per chi vede questo disagio, dal di fuori.

Sono stati vissuti gli amici nuovi e vecchi incontrati ed è stato un piacere sapere che così in tanti mi hanno seguita leggendo i miei racconti, perché i miei racconti erano scritti per loro. E son serviti tanto anche a me.

E’ stato vissuto il sentir parlare di me, gli articoli, i video, le interviste. Pensavo mi facessero effetto, ma no, non me l’hanno fatto. Ero motivata e pronta e io non sono cambiata nonostante in can can mediatico, anche perché il mio scopo era chiarissimo: essere il tramite per far parlare dei mondi che mi interessano.

E’ stata vissuta la fatica, la volontà, la ricerca di andare oltre, fino a che ce la potevo fare e di fermarmi con serenità, quando non me la sono più sentita.

Sono stati vissuti i ricordi e la dolcezza di ritrovare persone ed eventi che chissà perché erano andati in un angolino della mia mente e si erano annidati comodi, ma ben nascosti. Bello pensare a mia mamma, a mio papà, ai giochi con mio fratello, alle riunioni di famiglia con zie, zii e cugini che mi piacevano tanto, a Simonetta, con la quale ho giocato con una intensità così forte da far sembrare ogni gioco reale, bello pensare a don Gastone, che anche in questo viaggio era con me e Franco che mi ha spronato per la vita e Cesare che mi ha chiamato realmente e Bruno che mi ha sempre valorizzato come solo lui sapeva fare con tutti. Bello sapere di Francesca, Elena, Claudia, Jeanette, Graziella, Giuliana, Fabiola e tutte le mie tante amiche vere, ma vere vere amiche. Una ad una le ho pensate tutte, le ho sentite vicine e sono stata vicina e le non nominate non si sentano escluse: le ho pensate. Ed anche la mia zia, che c’è ancora senza esserci più e mi manca. Bello pensare a me e ad Augusto giovani sposi e poi con i nostri figli Giada, carinissima e riflessiva, Rolando vigoroso anche da piccolino, e Margherita, esteta e femminile da sempre.

Ed infine è stata vissuta la solitudine, l’impressione che i miei affetti, la mia casa, le persone a cui voglio bene, quelle con cui sto dividendo questa mia vita e per cui ha senso vivere, continuavano nel loro mondo mentre io mi allontanavo sia nello spazio che, forse, nel cuore. Ed è stato bello sapere che invece, non è la distanza che divide e allontana. Provo ora affetti grandi dove prima c’era forse un po’ di rabbia, provo simpatia dove prima c’era un po’ di stanchezza e provo un giusto e giustificato risentimento per chi ha cercato in modo continuativo di ferirmi. Giustificato risentimento. Non è giusto darsi sempre la colpa dei rapporti negativi. E’ giusto cercare di migliorarli sempre, questo si, ma alle volte, ci si trova nella vita davanti a veri stronzi. O a comportamenti stronzi. E se stronzi sono devono essere riconosciuti. Avranno anche i loro problemi ma nei nostri confronti sono stronzi ed è giusto allontanarsene quel tanto che basta a non permettere di ferirci più.

Ecco sto tirando le somme, ed ho ancora da vivere venti giorni. Chissà cos’altro succede. Forse comincio ad aver voglia di rientrare. Ho voglia di abbracciare chi ha creduto in me, chi mi ha aiutato, chi è stato in ingiustificata apprensione.

Domani avrò nuovi incontri di cui sono felice: incontrerò il Servizio di Salute Mentale di Messina Sud. Mi ha telefonato il grande capo e mi è venuto un sorriso, davvero. I grandi capi alle volte sono festosi. Spesso smettono di esserlo quando diventano “responsabili”, ma alle volte, i meglio, rimangono festosi. Non so perché mi ha cercato e non so se potrò trasmettere competenza. Son sicura di poter trasmettere la mia vitalità, questo si.

Sono viva, vivissima.

traghetto

 

Previous

Sono Mila e sono a Scilla.

Next

Visibilità

2 Comments

  1. Claudio Gabbani

    Nulla sarà più impossibile!!!

Lascia un commento

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

css.php