biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Due cose un pò schifose. E tristi.

Gatto morto.

Alla fine di una galleria, che io percorro sempre in velocità e con grande paura, sono passata sopra un gatto morto. Non doveva esser morto da tanto. Gli animali morti ai bordi della strada sono tantissimi: in genere abbastanza rinsecchiti. Cerco sempre di evitarli naturalmente, ma ieri, su quella brutta strada, l’ho preso. Ha fatto suic. Ha fatto proprio un rumore. Che cosa brutta brutta. Non riesco a togliermelo dalla testa.

Guarnizioni animate

sui bordi delle strade c’è di tutto. Bottiglie, pezzi di cose meccaniche, cerchioni, borsette di plastica con rifiuti, carta e cartoni, pezzetti di vetro residui di qualche incidente, pezzi di gomma, parafanghi. Spesso anche guarnizioni varie.

Cerco sempre di evitare tutto, ma le guarnizioni mi paiono innocue e le prendo di tanto in tanto.

Sto andando a sud e il sole è sempre alto davanti a me, così gli occhi sono spesso irritati e accecati. Ieri, ho preso una guarnizione. Pareva una guarnizione. Ero proprio tranquilla in quella lunga discesa dopo tanta salita…

Non era una guarnizione: ha reagito. Purtroppo credo di avergli fatto male e anche molto. Era un lungo serpentone nero, ma non lucido come tutti gli altri incontrati (in Calabria più che altrove, forse perchè è caldo ora). Ci son passata sopra e si è mosso tutto. Ho alzato le gambe perchè non mi venisse addosso. Mi ha guardato, giuro, mi ha guardato. Ci siamo guardati. Io avrei voluto chiedergli scusa, dirgli che sono proprio una cretina e a mò di giustificazione dirgli che quello non era comunque il posto per prendere il sole (tanto per esternalizzare un pò la colpa…). Lui voleva dirmi che non era quello il modo  di morire, non su una strada statale, non  così stupidamene sotto una bicicletta, che non stava facendo niente di male, che gli dispiaceva guardare nell’ultimo istante della sua vita, non la sua amata, non un figlio, non un bel prato fiorito, ma gli occhi del suo assassino.

Mi son fermata qualche metro più avanti e si dimenava ancora. Che potevo fare? Ormai ero un’assassina… Sono ripartita triste.

 

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1 Comment

  1. Claudio Gabbani

    sembra di vedere un film …………Ancora e sempre grazie Mila!!!!!

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