biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Pizzo Calabro

Non ci credo neanch’io: sono a Pizzo Calabro (terra dove è famoso il tartufo. assaggiato, per me troppo, troppo dolce). Anzi leggermente più in giù: Vibo Valenzia.  Domani prendo un giorno di pausa e vado a Tropea in treno, senza bici.  Ho comprato una sorta di orrenda mutanda rinforzata che metto sotto il pantaloncino col fondello: va meglio, ma il “soprasella” è sempre maturo.

Mi dispiace tanto per questa costa calabrese: il treno che scorre sulla riva del mare, la devasta. Il treno che scorre in montagna, con le sue gallerie e i suoi ponti, mi mette allegria, quello che scorre a ridosso del mare mi mette tanta tristezza.

Ma ci pensate? sono a meno di 130 km da Reggio Calabria. Sono quasi arrivata. Posso dire che si, ce l’ho fatta.

Domani recupero e scriverò di più, oggi ho solo due cose ancora da dire.

  1. consigli ai naviganti: rovi e acacie sono il flagello dei bordi delle strade per i ciclisti (sono tutta graffiata, ma in “superstrada” statale è meglio un rovo che un tir).
  2.  non passate mai con la bici su un gatto morto nè su qualcosa a bordo strada che sembra una lunga guarnizione

perchè? domani ve lo spiego. Mi sto addormentando adesso…..

 

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2 Comments

  1. Claudio Gabbani

    Grazie Mila ………………..

  2. antonio

    …era il 2013 di ritorno da Trapani…
    Mercoledì 9. La statale 18 è un su e giù continuo. Ci vogliono buone gambe e polmoni per fare strada e nello stesso tempo gustarsi il paesaggio marino. Gioia Tauro, Mileto e l’ossessivo stretto corridoio che separa Vibo Valentia a Lamezia Terme (25 km di strada stretta e diritta, dove due anni fa morirono investiti da un’auto pirata ben otto ciclisti sul colpo). A Lamezia c’è Gianni nella frazione Sanbiase. Lo cerco al centro del paese ma sembra che nessuno lo conosca. Insisto senza perdere la pazienza e finalmente trovo la sua bellissima casa. Un restauro fatto a mano con pazienza artistica.  Gianni è un giovane artista calabrese, pieno d’idee e di voglia di fare; fa l’insegnante a Nicastro (altra frazione di Lamezia), è sposato con una bellissima moglie e ha tre figli “esplosivi”.
    La serata è molto partecipata e piacevole, non solo per la cena accuratamente preparata da Loredana e un vino speciale (produzione casalinga), ma anche per i bambini che mi tempestano di attenzioni e  domande, curiosi di me e del mio viaggio. La serata si conclude con una passeggiata a visitare la parte storica del paese Sanbiase e il centro di Nicastro (polmone economico e culturale della zona).
    Giovedì 10. I bambini mi vogliono veder partire. Scendono tutti e tre accompagnati da Gianni e Loredana per salutarmi. E’ commovente vedermi salutare con le loro manine, il loro ciao mi resta per un po’ negli occhi e nelle orecchie. Scendo la lunghissima e drittissima strada che mi riporta lungo la statale 18 verso la costa calabra: Amantea, Paola, Scalea, Maratea, Pria di Mare, Sapri (bellissima con il golfo e la sua storia garibaldina) sono località tutte da vedere con scorci di mare splendido e di baie dagli orizzonti infiniti di un sole calante. Sono ancora lontano da Agropoli (fine tappa) quando comincia a piovere. Mi fermo per indossare l’impermeabile e riparto. Pedalo quasi ininterrottamente per otto ore e finalmente vedo il cartello stradale con la scritta Agropoli.  Era ora, il mio contakilometri si ferma a km.235.560 metri…

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