biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Wow, la Camera, ri-wow, il perdono!

26-27-28 aprile

Roma: finalmente a Roma per gli incontri programmati. Ho incontrato gli amici della FIAB Ruotalibera che mi hanno fatto fare un bel giro in bicicletta attraverso piste ciclabili sfiorando monumenti straordinari. A Roma,  non è semplicissimo andare in bicicletta: i “sanpietrini” (ma da cosa deriva il nome? forse da piazza San Pietro…?) sono un bel guaio. Si va e nello stesso tempo si fa anche una vigorosa terapia vibratoria. Il problema è che non è nè voluta nè giustamente dosata. A tratti sembra di essere in un frullatore, questa è la sensazione. poi, sapete, il “soprasella”…Il secondo problema è che le strade a Roma sono grandissime, tanto grandi che si parcheggia in 1°, 2° e alle volte in 3° fila e per le biciclette, vista anche la velocità delle macchine che le sfilano, diventa davvero pericoloso. Terzo problema è che solo grazie a Ruotalibera, associazione ciclistica romana, ho percorso alcune piste ciclabili perchè erano difficilissime da individuare, senza segnaletica, quindi non ci sarei mai arrivata.

Mancano inoltre indicazioni in generale, ma….in conpenso, mentre pedali nel traffico attento a tutte queste cose, fai una curva e ti trovi davanti alla meraviglia. Roma è incredibile! incredibili i colori, le luci, il colore del cielo e perfino quello delle nuvole. Incredibili e resti imponenti che ci parlano di una lunghissima storia. Roma è magica.

Abbiamo avuto uno strano incontro tra ciclisti e persone della Salute mentale, operatori, famigliari e utenti. Dagli incontri strani, alle volte nascono cose belle, perchè è dalla diversità che si creano le “creature” migliori.

Il giorno dopo, finalmente ho visto i miei amici del Fareassieme di  Gemona che sono venuti a trovarmi e a presenziare agli incontri con UFE (Utenti Famgliari Esperti) di Albano Laziale (ma quanto bello è quel posto…?) e la Conferenza Stampa alla Camera.

La Camera. Casa mia, casa nostra. Così lontana, così irraggiungibile, così incomprensibile anche.

Grazie all’Onorevole Ezio Casati, primo firmataria della proposta di legge uscita dal movimento delle Parole Ritrovate e a Giovanni Fiori, famigliare di Roma che ci ha guidato, ci siamo per un pò sentiti ospiti graditi, se non proprio a casa propria. Siamo stati composti e comodi, alcuni di noi erano anche emozionati.

Il mio viaggio, come dico sempre, non è nulla di speciale, ma è come se quella  pazza idea che la mia fatica potesse essere compresa dagli altri   (altre fatiche  non sono state per nulla capite, ma questa colpisce l’immaginario e permette l’identificazione) e utilizzata per far prendere il volo a parole sul disagio mentale e dunque provocare una riflessione su cosa sia la Salute Mentale, che è l’altra faccia della medaglia. Per la Salute Mentale di ognuno, bisogna continuare a parlarne. Continuare a farsi domande, ad essere curiosi, a discutere, anche animatamente se non siamo d’accordo, continuare a capire che il problema è davvero un problema che non riguarda sola la salute, ma anche i diritti, la difesa di una propria stabilità a discapito di quella degli altri,  la creazione di “razze” vittime di pregiudizi ingiustificati. Vecchia storia in realtà, ahimè ripetuta attraverso bieche categorizzazioni.

Ero lì, e guardavo i miei amici di Gemona seduti in quella stanza, guardavo mio marito e ho pensato che erano bellissimi. I maschi con la giacca, le signore, fresche di parrucchiere (tranne me) e col vestito “buono” (tranne me), tutti attenti e con un sorriso orgoglioso sul viso. Quello è l’orgoglio che voglio provare anche io. Inizio a sentirmi orgogliosa. Inizio a perdonarmi. Ho fatto qualcosa nella mia vita, eccome no. L’ho fatto. Il puzzle, inizia a costruirsi…. sono ancora tessere che si incontrano a piccoli gruppi, slegate dal tutto. Isole di consapevolezza. Si ho fatto qualcosa, nella mia vita. Innanzi tutto tre belle persone. Ho tre figli bellibelli. Bello che siano diversi tra loro. Per me significa molto. Ognuno ha trovato un suo modo di diventare. Tutti e tre, hanno delle fragilità  e anch’io ne ho tante. Ho fatto quello che meglio ho potuto. Perchè la regola di questo gioco che è la vita è che ognuno fa il meglio di quello che può fare, alle volte sbagliando, ma in quel preciso momento è il meglio.

Beh, quella parte del puzzle è bella che compiuta. E siamo stati in due a crescerli. Una coppia. Non è facile per 37 anni consecutivi.

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1 Comment

  1. Claudio Gabbani

    Mila for president…..forever!!!!!!!!!!

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