biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Troppo

Mi è già capitato in questo viaggio e, a ben pensarci, nella vita, di avere un tale ingorgo di “cose” dentro da non sapere come iniziare a parlarne. Una signora oggi mi diceva che non riesce a dire quello che ha dentro e mentre lo diceva si vedeva che era perchè troppo. Troppo da potersi tradurre con le parole, come se ci fosse bisogno di qualche strumento in più, come se ci fosse bisogno dell’arte.

Non sono un’artista che merita questo appellativo, ma mi sento ugualmente un’artista, da niente, ma artista. Se fossi a casa, adesso prenderei la terra ed inizierei a lavorarla, a lisciarla, ad depositare in essa la mia impronta o meglio, l’impronta dei miei pensieri, oppure luciderei una lastra di zinco fino a renderla setosa, poi inizierei a tracciare solchi sottili e profondi, capaci di registrare, anche attraverso il loro fluire, i miei sentimenti. Forse userei colore, il colore blu,  solo dell’infinito blu Lampedusa, di interminabili onde energetiche, per rappresentare l’insieme di quel che vivo. O magari, come farò domani, tirerei fuori la mia matita appena comprata, morbida e amica e con lei comporrei nell’intreccio dei segni, il mio stato d’animo.

Ora ho solo questo computer e a lui lascio queste poche, scomposte, disordinate parole.

Sono piena e vuota.

Sono piena di gratitudine per quello che in tanti fanno per riconoscermi e incontrarmi nel viaggio e vuota per tutto quello che sento potrei fare ed essere ancora, ma non ne sono capace.

Ognuno fa quello che meglio può, mi ripeto.

Sto cercando di fare del mio meglio. Mi chiedo cosa possa fare di meglio e di più, cosa posso fare?

Oggi è così… troppo. La mia meta è Lampedusa, la mia partenza è Gemona: questa e solo questa è la vera storia. Per chi la vuole ascoltare, è una storia “troppo”.

Domani però cerco il capo del filo, inizio a sbrogliare il groviglio e ad arrotolarlo per riprendere il racconto. Domani è un altro giorno…

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3 Comments

  1. Claudio Gabbani

    nel vuoto lasciato dal mio peloso Rocco, ho apprezzato il to scrivere……….grazie Mila
    però stasera per noi è molto dura, ci manca un pezzo importante in famiglia, non avremo più le sue fusa ed i suoi imperativi miagolanti ordini sia e entrare che per uscire, era tosto e molto indipendente,ci eravamo capiti ed abbiamo vissuto bene, lui ha fato il gatto ed io il buon padrone, siamo andati sempre d’accordo, mi mancherai amico Rocco, mi mancherai tanto…………

    • Mila

      È meglio aver amato, e perso, che non aver mai amato? Io credo cge sia bene aver amato, comunque….
      Si, parlo d’amore per un gatto. E’ una forma d’amore. Chi l’ha provata capisce. Un abbraccio caro Claudio.

  2. antonio

    Così finivo il mio racconto del viaggio da Trento a Srebrenica lo scorso luglio: “Il mio viaggio è terminato. Mi guardo attorno: poche persone nella piazza. Sono confusamente contento di avercela fatta. Dopo 1508 km. Srebrenica è parte del mio destino, è carne e sudore, è contemplazione e fatica, è ricordo e speranza. Non è solo quella località sentita per radio, vista dai rotocalchi televisivi, non è solo quel luogo letto, raccontato, non è solo memoria, imaginazione…No! Scendere dalla bicicletta e mettere piede per terra e dire, con umiltà e soddisfazione: “sono partito da Trento e sono arrivato dove mi ero prefisso di arrivare”. Quello è. “

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