biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Perdersi

Oggi mi son persa. Felicemente persa. Da Follonica Augusto mi aveva preparato un itinerario che sapeva da me molto amato, tutto sulla riva di quel mare e invece… non si sa come nè perchè, mi son ritrovata in mezzo alle colline. Che fare? Tornare indietro o “perdermi di più”?
Perdermi di più.
Così ho percorso l’Aurelia antica, in parziale disuso (viene sempre erroneamente indicata una “Aurelia” fittizia, tipo superstrada e tutti vanno là).
Il fondo non è dei migliori, ma la traiettoria è bellissima, con curve dolci che aprono lo sguardo a panorami d’incanto. Non ci passa quasi nessuno. Questa antica strada percorre come un gentile nastro grigio adagiato con cura, colline, vigneti, campi di frumento verdissimo.
Ogni tanto si incontrano comunità di fiori, come spruzzi di colore di un pittore pazzo e audace.
I fiori di primavera fanno capire cos’è l’amore.
Sono lì, bellissimi. Sono lì per essere riconosciuti. E su di loro si strusciano gli insetti e il vento ci fa l’amore. Radicati alla terra ondeggiano liberi, inconsapevoli che c’è altro mondo ed altro ed altro ancora. La loro libertà è questa, flettersi con voluttà al vento, alle volte toccare dolcemente qualche altro essere vivente lì intorno. E’ una piccola libertà, ma è la loro libertà, l’unica che conoscono, quindi è immensa. Il loro posto è dove son nati. Per alcuni quel luogo è un paradiso, per altri è arido e impervio, ma non dipende tanto dal terreno la bellezza che sanno mostrare, e nemmeno dalla specie, che ogni fiore è bellissimo se guardato attentamente: dipende dall’energia che ci mettono a nascere, a crescere e a morire infine.
Oggi ho avuto ancora la sensazione di essere seguita e superata dai miei pensieri che se ne sono andati via lentamente fino a sparire dalla mia coscienza.
Di tanto in tanto, sono stati così chiari e vitali da farmi con urgenza chiamare le persone che mi abitavano in quel tratto di strada.
Alle volte, apro la porta della mia anima e mi sento abitata. Non mi dispiace affatto.
Senza chiedere il permesso, i miei ospiti entrano dentro i miei pensieri, gironzolano in me come fossero a casa. Io li lascio fare, mi piace scrutarli e sentirmi piena, non mi chiedo quasi mai perché sono lì, ci sono perché sono parte di me. Alle volte esco dai miei pensieri e li guardo. Provo la pazzesca sensazione che anche le persone a cui sto pensando così intensamente in quei momenti, sentano di essere dentro di me. E’ solo una sensazione, ma magari è un po’ così. Mi piacerebbe.
Sono anch’io un fiore. Anch’io oscillo entro i miei limiti, qualche volta mi sporgo un po’ a guardare dietro la collina. Vedo solo quel che posso vedere, sempre.
Io mi sento io. Sono sempre la stessa, quella bimbetta, mai stata piccola, che stava ore e ore a disegnare, che stava tempo immemorabile seduta a terra sulla terrazza con le gambe a penzoloni fuori dalla ringhiera a guardare lontano. Sono sempre io quella madre che ha avuto come unico pensiero i suoi figli per un tempo che pare una vita, senza aver mai il tempo o il pudore di dirlo, sono sempre io quella giovane sposa che non sapeva se la vita le avrebbe regalato una storia d’amore lunga e tranquilla o invece affini burrasche e insopportabili bonacce. Sono sempre io quella donna che ha visto morire e mai più rinascere persone care e sono sempre io quella che spera sempre di addormentarsi ed incontrarle ancora.
La vita è come andare in bicicletta, facile metafora: sono giorni e giorni che pedalo.
Son partita con la giacca a vento, col freddo e la pioggia. Ho attraversato di tutto: il grigio di giornate senza confini, lo sferzante vento talvolta a favore, da ringraziare, ed altre contrario, da vincere, il sole che mi ha già colorato e ho goduto dei colori di tutte le ore, mai uguali. Dalla mia terra a questa è cambiato tutto: temperatura, condizioni metereologiche, piante, fiori, persone, cibo.
Io mi sento sempre la stessa, ma è un’illusione.
Non si può. Se cambia il fuori, cambia anche il dentro. La vita è così. Non ci si accorge che la stiamo percorrendo, ma ogni istante tutto cambia, e anche noi cambiamo. Se ci pensiamo ci perdiamo, ma perdersi è l’unico modo per conoscersi.
Questo è il tempo che mi son presa per sentirmi cambiare in ogni istante, per sentirmi cambiare dentro. Questo è il tempo che mi son presa per salutare me e il mondo. Non ho salutato mai. Tutto scontato.
E’ per far parte dell’universo, senza tempo e senza spazio.

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2 Comments

  1. leggendoti mi pare di vivere assieme a te ed alle cose che incontri

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