biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Fatica

Si, oggi fatica. Fatica vera, tensione, paura, tanti minuti lunghissimi. Ho percorso la strada che congiunge la città di Ferrara con Modena. Una lingua di asfalto strettissima, senza nessun riparo per noi ciclisti tranne in pochi, pochissimi, tratti. Sbagliando, ho percorso nuove circonvallazioni, strette tra guard rail invalicabili e percorse da traffico super veloce. In molti momenti sono stata sul punto di sbandare ed anche cadere, con lo spostamento d’aria dei camion che sfrecciavano accanto sfiorandomi.

In questi giorni ho molto pensato alla morte. Ho pensato alla morte che “viene davanti” e a quella che “viene dietro”.

Viene davanti la morte che senti, che ti aspetti, che forse fa anche paura, ma che ti meraviglia, ti sorprende, che puoi riconoscere e forse accettare. Così immagino.

Viene da dietro, quella che non puoi controllare, quella che ti artiglia senza farsi annunciare, quella che non hai neanche il tempo di sentire, quella che non ti permette di salutare la vita.

Se oggi o un altro di questi lunghissimi giorni in bici, un camion sbagliasse solo di qualche cm la misura, verrebbe da dietro. Non potrei avere alcun controllo, ammesso e non concesso che sulla morte si possa avere un controllo.

Nei pochi tratti di ciclabile che ho percorso ancora l’amara constatazione che le amministrazioni e gli uffici tecnici, hanno ancora poca cura  per noi ciclisti. Il sottofondo dissestato e pieno di tombini , l’interruzione continua e improvvisa sono, l’ho scoperto in questo viaggio, una cosa frequente.

Credo che questo sentimento di morte mi abbia attanagliato per il terremoto che ho  rivisto in  quelle crepe delle case incontrate oggi, che mi hanno crepato il cuore. E’ ancora doloroso ricordare. Ancora alla notte, di tanto in tanto, torno nella mia casa distrutta, per le vie di Gemona e risento odori e rumori che mi abitano come carne della mia carne. Fra un mese soltanto, quaranta anni fa la mia vita cambiava per sempre.

E siccome di morte è stata intrisa la mia giornata vorrei fare il bollettino ecatombale di oggi: 4 uccelli non identificabili ma definibili tali per le penne ben riconoscibili; 2 riccetti piccolini, 4 lepri e 4 cose indefinibili con pelo che potevano essere forse gatti. In tutto questo anche 3 mazzi di fiori finti attaccati ad alberi e paracarri, indicanti di sicuro la morte di qualche umano chissà come e chissà quando. Sappiatelo: non mi piacerebbe che qualcuno mettesse dei fiori finti nel luogo della mia morte. Mai. La morte ha una sua sobrietà e una sua riservatezza.

E siccome la giornata era così, con l’auricolare in un orecchio ascoltavo musica e oggi ho scelto Pacifico. C’è una canzone che parla proprio di un ragazzo morto sulla strada…. Mmmhhh, era giornata.

Comunque, chiudiamo con una nota positiva: ai due lati di questa striscia d’asfalto infernale, ci sono due città meravigliose. Ferrara e Modena. A Ferrara sono andata a visitare una raccolta di dipinti di Boldini fantastici, a Modena mi son persa a passeggiare nel centro storico, fantastico pure quello. E, niente, voglio dirlo: l’Italia è bellissima! E’ incredibile che non sappiamo usare al meglio questa nostra potenzialità unica al mondo.

Domani sono al Social Point di Modena e al pomeriggio intervista a radio Liberamente. Dopodomani altre belle cose a Modena, poi la sera Parma, giovedì andremo tutti insieme a Roma per la presentazione del disegno di legge 2233. Sarà una “prima volta” in parlamento o limitrofi. Prima e ultima, credo.

Buonanotte mondo!

Vado a dormire felice di esserci ancora!

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1 Comment

  1. simonetta stabellini

    sì è vero sono due città fantastiche, anche se le strade che le congiungono non sono proprio pensate per chi “viaggia” in bici. Coraggio amministratori, qualche ciclabile in più per viaggiatori “coraggiosi” e rispettosi della natura

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