biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

il viaggio nasce nella testa

Il viaggio nasce nella testa, matura, ma per esistere ha bisogno di assorbire linfa attraverso i sensi, toccare, sentire, annusare, assaggiare” dice Marco Aime nel suo bel libro Sensi di viaggio.

E’ proprio così. Sono mesi e mesi che ci penso. dapprima era solo una specie di fantasticheria, del tutto avulsa dalla realtà. Lontana, semplicemente impossibile, una specie di sogno.

Poi lentamente si è spostata al confine tra l’impossibile e il possibile. Ha ondeggiato mesi su quella frontiera e nel mio immaginare il viaggio (che è stato fin da subito questo, da Gemona a Lampedusa in e-bike), nel mio pensarci ho passato momenti in cui mi son sentita capace e momenti in cui mi son creduta matta solo per avere l’ardire di pensare una enormità simile.

Piano piano, dal limbo dei desideri, si è trasferito a quello della sperimentazione. Ho inforcato una bicicletta che avevo a casa ed ho provato ad andare. Primo giretto 10 km e mi son sentita già un eroe: erano circa 42 anni che non andavo in bici. Poi lentamente ho allargato il cerchio fino ad arrivare a 60 km. Morta, ma riuscita a farcela. Ho preso l’abitudine, come suggerito da Emilio Rigatti, a cui devo gratitudine, di muovermi in bici e dato che una volta alla settimana lavoro a Udine, a circa 35 km da casa, ci sono andata in bici.

E col vento in viso, i profumi attraversati, i moscerini mangiati, piano piano si è insinuata in me la convinzione che ce l’avrei fatta. Avre voluto fare delle piccole esperienze di due, tre giorni prima di partire, ma non sono riuscita a ritagliare nè il tempo nè le energie per farlo.

Adesso sto per partire. La mia e-bike della FuturE Bike che me l’ha preparata e offerta per il viaggio, e io non ho ancora visto, è a pochi km da casa in attesa venga montata. Domani mio figlio andrà a prenderla per me. Io la vedrò solo domenica, al ritorno dal saluto che porto a Milano a mia figlia Giada prima di partire.

L’attesa è stata estenuante, ma ormai ci siamo. Ogni tanto mi pare ancora di essere immersa in una follia, mi prende una sorta di vertigine e la paura, che i miei “demoni” fanno assomigliare tanto ad una certezza,  di non farcela.

Nei primi giorni del viaggio, il programma è incalzante, quindi non posso ritardare, rallentare, indugiare. Ho appuntamenti da onorare a ferrara, crevalcore, modena, parma, bologna, prato nei primi 10 giorni. Poi potrò rallentare un pò, fermarmi, andare più con i miei ritmi, assaporare il viaggio e non solo la tappa.

Quando mi prende la paura penso ai tragici viaggi che intraprendono le decine di migliaia di persone provenienti dalle devastazioni delle nostre vicine zone di guerra e mi sento puerile e terribilmente in colpa. Dicevo che ho deciso di non avere abbigliamento particolare. Voglio fare il mio viaggio nella parsimonia. Voglio che sia immerso nei sensi, anche riferiti a me, a quel che provo e la parsimonia, non fa distrarre. Arriva all’essenza passando attraverso anche ad un pò di disagio.

Proverò ad annotarmi le sensazioni che verranno sollecitate nel mio andare, come suggerito da Aime. Arbitrariamente, dividerò i sensi, così sarà più facile assaporarli: vista, udito, tatto, gusto, odorato.

Ora è tempo di partire. Sono qui a quest’ora improbabile della notte a scrivere, segno inconfutabile che sta subentrando uno stato ansioso. Potrà passare solo godendomi la stanchezza e la soddisfazione di chi prova a farcela con la fiducia di riuscire. Sarà una lotta, ora mi spaventa, ma so che mentre pedalo, penso e se penso, sono. E se sono, allora sono.

Qui in questa ormai alba c’è profumo del mio infuso di menta e ho nella bocca il sapore buono di questa tisana, gli uccelli cinguettano fragorosamente, sento un pò di freddo alle gambe,  intorno a me vedo la mia cucina con le cose conosciute che mi mancheranno tanto e che adesso osservo e saluto una ad una, le mie dita scorrono sulla tastiera e sento i tasti cedere alla mia volontà.

Questa tastiera mi sarà amica quotidiana. Un altro dei miei oggetti transizionali. Il secondo dopo il già citato zainetto.

#biciterapiamila #milavagante #futurebike

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e…oplà: la bicicletta è qua!

1 Comment

  1. ma. elena Cabral

    Son sicura che ci riuscirai Mila. Forza

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