Quanche anno fa sono stata in India. Un viaggio meraviglioso che mi ha convinto a tornarci per un periodo relativamente lungo, quando andrò in pensione cioè, probabilmente, mai. (La Fornero, poveretta, è in molti pensieri della mia generazione). Il viaggio è finito con qualche giorno in Kerala in un posto magnifico sull’oceano.

Beh, l’oceano è bellissimo. Di una forza pazzesca. Le onde ti raggiungono anche a molti metri dal mare, e ti prendono, ti strappano alla terra per trascinarti con loro. Il mare in quei giorni era anche un pò mosso e un ragazzo indiano, mi ha insegnato come entrare in quelle acque energiche ed energetiche. Non era semplice. Molti di quelli che ci tentavano, erano  sbattuti, sradicati, sbatacchiati da quel mare burlone e terribile.

La tecnica consisteva nell’ aspettare che la prima onda arretrasse, poi con una corsa, gettarsi con decisione sotto quella che stava arrivando. Bisognava affrontare il muro d’acqua (erano alte più di due metri a riva) e buttarsi con forza e fiducia in quella barriera trasparente, come faceva Herry Potter alla stazione nel binario 9 e 3/4. Da sott’acqua, si sentiva poi l’onda passare sopra di sè e si riemergeva dopo qualche vigorosa spinta, nel mare profondo dall’altra parte del muro.

Così mi piace la vita. Mi piace buttarmi e attraversare lo spavento, che è sempre più spaventoso della realtà, per poi riprendere la calma, appena un pò più in là. Così è ora. Sono sulla riva, in attesa del momento perfetto per prendere la rincorsa e inabissarmi nel silenzio. Sento il fragore delle onde, sento la paura di affrontarle, sento che se sbaglio sarò nel caos, senza più capacità di controllo, ma dentro di me son calma e aspetto il momento. Manca pochissimo. Fra poco, correrò incontro alla paura e mi troverò capace di nuotare sotto ad essa. Sarà così. E’ sempre così. E quando sarò al di là potrò godermi il fantastico rollio galleggiando gioiosa  su un mondo popoloso e sconosciuto.

Adesso è così. Sono davanti al mio binario 9 e 3/4. Qual’è il muro ora? La forza fisica? La bicicletta? I 2000 e più  kilometri o forse i miei demoni…?

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