Notizia: da un pò di giorni si allargano le mie amicizie FB di  venti, trenta persone al giorno e sono quasi tutti maschietti. Molti esteri, che sanno parlare solo un pò italiano. Quando accetto una amicizia, do sempre una occhiata alla pagina personale di chi me la chiede. Mi interessa non ci siano post lesivi della libertà di qualcuno o denigratori, o fortemente sbilanciati verso frange politiche o religiose estreme. Non avevo mai considerato dovessi anche controllare le tendenze sessuali, ammesso e non concesso (del tutto no ma in parte si) che dalla pagina FB di una persona si capiscano.

In realtà, i cretini che sono sfuggiti al mio sommario controllo per svariati motivi, non ultimo la lingua o la scrittura, e mi raggiungono, a ben vedere sulla pagina hanno qualche segnale di complicazione: ad esempio, ad un controllo successivo alle advances, scopro che un signore ha solo donne come amiche, di tutti i generi, un ragazzo solo vecchie come me, un altro ancora, numerose fotografie di sgnacchere di un metro e ottanta più tacco 15 vestite con pochi grammi di stoffa neanche tanto ben sagomati, viste le fuoriuscite di morbidezze varie. Nessun Mussolini, niente lotta al clandestino o parole inneggianti al pericolo omosessuale, ma insomma, avrei potuto accorgermi che c’era qualcosa che denotava qualche problema col sesso in generale.

Bene, ma che fanno questi cretini? Mi scrivono che vogliono incontrarmi, che sono bella, che sentono l’impellente bisogno di conoscermi. Non specificano però il perchè e infatti, per gentilezza, glielo chiedo. In genere fatta la domanda, spariscono.

Ovviamente, le fotografie che si mettono sul profilo, non sono bruttissime. Io non sono fotogenica, o almeno mi pare di venire malissimo nelle fotografie, quindi quando ce n’è una carina, che imbroglia un pò su età, bellezza e stazza, l’accolgo con piacere e talvolta la uso come immagine profilo. Ma non è la foto la discriminante nel ricevere questo tipo di approcci.

E’ la bici. Ne sono certa.

E’ da quando parlo di bici che succede questa cosa, prima in tanti anni, non era mai capitato. E dunque, per logica, deduco che l’andare in bici e il parlarne, faccia virtualmente cuccare.

Beh, che dire, potenzialmente è una fortuna.

Se qualcuna desiderasse allargare il proprio orizzonte, otterrebbe due risultati in uno: parlare della bici e diffondere i messaggi sottesi di sostenibilità,  salute, economicità, etica ecologica da un lato e cuccare allegramente dall’altro.

Ed è ancora  biciterapia…

 

1920-giarrettiera bici