biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Francesca

La vita è burlona. Alle volte scompagina tutto e sparpaglia i pezzi del nostro unico grande puzzle, fino a nasconderne alcuni. E ogni tanto si diverte a ritirarli fuori e all’improvviso ti accorgi che era proprio quello il pezzo che, senza neanche saperlo, avevi perso.

Ieri ho avuto un incontro entusiasmante, con un gruppo di donne che non conoscevo: Aurora frizzantissima, Luisa sportiva e sorridente, Viola giovane e attenta e Francesca. Immediatamente si è creato tra noi una sorta di legame determinato proprio da questa comunanza di energia, passione, vitalità.

Anche questa è la magia della Bicicletta, del mio viaggio in bicicletta: creare ponti, tendere fili, stabilire relazioni impossibili altrimenti.

L’università di Trieste, vuole partecipare al mio viaggio. Quelle donne mi avevano intercettato tra mille e mille storie. Il legame con questa Università è forte per me: è lì infatti che ho “preso” le mie due laureette piccole e quella più grande. E l’ufficio che mi ha coinvolta è proprio nel luogo in cui ho studiato per conseguire il titolo che mi permette di lavorare nell’ambito della mia grande passione (in senso di trasporto ma anche di dolore), la psichiatria: il mitico Parco di S. Giovanni, ex manicomio di Trieste in cui Basaglia ha continuato la rivoluzione iniziata a Gorizia.

Ho incontrato la responsabile, è una mia amica di quando ero ragazzina, Francesca. Facevamo parte del medesimo importante “gruppo della parrocchia di san Marco”. Non la vedevo da tempo immemorabile.

L’ho guardata a lungo. Incredibile siano passati circa 42-43 anni, impensabile. Mentre la guardavo mi è tornato in mente tutto. Mi ricordo il suo musetto di bambina, la pelle finissima, porcellanata e quella sorta di pensierosa riservatezza che la caratterizzava allora. Bella. Tanto. Tutto è rimasto uguale in lei. Ma com’è che il tempo passa solo sulla mia pelle, nella mia carne e tra i miei capelli sempre più bianchi?

Mi è tornato in mente che è lì, in quella parrocchia che io mi sono formata e che mai più ho dimenticato gli insegnamenti di allora. Quegli insegnamenti si sono fatti carne della mia carne. Il senso di comunità, anche se con tutti i risvolti complicati  e alle volte tragici del vivere insieme, me lo sono formato tra quei ragazzi, con Francesca e molti altri.

Don Gastone, è stato un buon pastore.

L’università (Luisa ha ascoltato il “disperato appello” a Caterpillar) vorrebbe offrirmi la sua bicicletta a pedalata assistita. In verità, quella in loro dotazione frutto di un regalo di qualche anno fa, è inadeguata al mio viaggio così lungo e impegnativo, ma non importa. La userò in questi giorni per allenarmi, nella fiducia mai perduta che una e-bike arrivi in qualche modo. Ormai quel pezzetto di puzzle è rientrato in vista, ha trovato la sua collocazione ed anzi, ne ha portati con sé alcuni inaspettati e belli. Quei frammenti, servivano eccome a continuare la costruzione del senso del coloratissimo disegno della mia vita.

Che sia la bici o che sia altro, l’Università degli studi di Trieste, sarà insieme a me nella mia avventura: questo è stato stabilito ieri.

Le vie della bici sono infinite, ed è strainiziata la mia “biciterapia”!

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2 Comments

  1. Francesca Tosoni

    Mila cara,

    la mia imbranataggine social mi fa fare anche pessime figure… avevo scritto la stessa sera una risposta. Ma dove l’ho scritta, che non la vedo più?

    Ti dicevo che nel ritrovarti ho capito di nuovo perché mi piacevi tanto, con la tua energia, la voglia di vivere, il gusto della sfida. Ho risentito la tua bella voce e la erre arrotata, non la ricordavo (adoro i “difetti” di pronuncia). Sei una bellissima donna, molto più dolce e morbida della ragazza pronta a scattare che ricordavo.

    Ho davanti agli occhi le serate in cui parlavi fitto fitto con Gastone, prima che ti trasferissi definitivamente a Gemona. Per noi lui era sempre disponibile, pronto ad accogliere, capire e spesso farsi una fragorosa risata. Ci ha tenuti insieme, noi tanti tanto diversi, ci ha aiutate a capire quello in cui davvero credevamo. Forse tu anche a Gemona hai potuto stargli vicino negli anni, io l’avevo perso da tanto tempo per le distanze e ancora me ne rammarico.

    Poi era fantastico fare pochi metri e trovare sempre qualcuno con cui parlare. Da casa mia vedevo le tue finestre e spesso ti immaginavo là con la nostra mitica insegnante di storia e filosofia: difficile vedere le insegnanti come mamme, la tua poi era mitica, un giorno ti racconterò.

    Aurora mi racconta ogni giorno qualcosa della tua avventura, ti sono vicina anche se non mi vedi e sto cercando tra gli amici toscani ospitalità per le notti che hai indicato.

    Pedala pedala anche per me che la bici mi manca tanto, non la posso usare per un problema alla schiena.

    Ti abbraccio cara carissima Mila vagante ritrovata.

    Francesca

    • diario57

      Cara Francesca forse ti piacciono i difetti di pronuncia perchè ti piacciono i difetti proprio. A me piacciono in tutte le cose. Trovo che sia sempre praticabile la loro valorizzazione, un pò come nell’antica arte Kintsugi. Beh, forse ti piaccio per questo: sono piena zeppa di difetti in ogni dove. Ma cerco da allora, da quando Gastone stava vicino a noi ore, cerco di “aggiustarmi” dove sono crepata, di raccoglie i pezzi e legarli con l’oro.
      Direi che a questo punto della mia vita sono “marmorizzata” da quante correzioni ho compiuto, ma mi sento abbastanza solida e compattata. Credo che questo sia stato possibile graze a quelle radici piantate fortemente nella terra allora, che sono le nostre radici comuni. Grazie Francesca. La tua, la vostra vicinanza la sento forte e chiara. Aurora, non mi molla un istante (lo dico con gratitudine) 😉
      ti abbraccio anch’io!

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