Ma vi siete mai fermati nei “luoghi del cuore”?

Io ne ho un sacco. Sono posti speciali dove è successo qualcosa di bello. Sono luoghi dove si è annidato un ricordo e basta sfiorarli perché ritorni in mente come il fatto fosse successo ieri.

In questa stagione c’è un luogo del cuore sempre vissuto con una velocità non adeguata, quella dell’auto.

È un piccolo tratto di sottobosco, lungo la statale Pontebbana, all’altezza del bivio di Bueris. Mi stupisce e meraviglia ogni anno da quando ero bambina. Perché ogni anno, in questa stagione, quel luogo si veste da sposa.

Non è che un piccolissimo colle morenico, con un bosco di alberi senza valore, senza particolari doti, ma in questo periodo, il terreno si colora di bianco e lilla e migliaia di crocus si ritrovano in granfesta.

Ieri, per la prima volta della mia vita, ci son passata, in questa stagione, in bicicletta. E’ lì che per me, da quando ero bambina, inizia la primavera. È da quei colori tenui e dolcissimi che so che un altro anno è passato ed è lì che da tutta una vita, avrei avuto voglia di fermarmi e non l’ho fatto mai. Ma ieri, ieri è stato diverso: aria sul viso, Lucio Dalla come colonna musicale del mio viaggio e, ad un tratto, i mille crocus alla mia sinistra. Sono passati lenti, ho potuto guardarli e riguardarli, era così bello. E’ strano come in bicicletta, nonostante si vada più lentamente che in auto, ci si senta il diritto di fermarsi. In bici, mi sento autorizzata a “perder tempo” e fermarmi. Il tempo cambia ritmo, e assume il ritmo dei pedali che con un soffio appena di volontà, se vogliamo, si fermano. E ieri mi son fermata nel mio luogo del cuore: adesso davvero è diventato un posto in cui si è aggrappato un ricordo. Il ricordo di un viaggio in bici, in una giornata di sole tra tante di pioggia, in cui, senza fretta, ho guardato uno a uno quei festosi fiorellini pionieri.Crocuses