Se non ora quando… 01.02.2016 (stesso del blog)

“Se non ora quando” è il bel titolo di Primo Levi, ed anche un bel movimento di donne italiane.

E’ la frase perfetta che mi sono ripetuta prima di lanciarmi nell’avventura…Se non ora quando…

Ho 58 anni, sono malaticcia e sovrappeso, ma bella viva e vivace. Ho incontrato ormai più di un anno fa un ciclista particolare che se ne andava, come niente fosse, da Roma in Palestina, da solo. L’ho ospitato lungo il suo passaggio in Friuli per qualche giorno e gli ho rivolto una sola domanda: cosa pensi mentre percorri i tuoi 100-150 km al giorno di pedalata solitaria?

Mi ha dato una risposta che mi è penetrata dentro le viscere e non mi ha più abbandonato:

– Mi perdono-  ha detto.

Ho il diabete di tipo 2 e mi sento in colpa per averlo. Non ho pensato  al mio corpo per tutta una vita.

Lavoro in psichiatria e ogni giorno mi rendo conto che dovrei avere più coraggio e mi sento in colpa per quel che avrei potuto fare e non ho fatto, per quello che dovrei fare e non faccio.

Lavoro costantemente, ogni giorno, con i temi che riguardano “gli ultimi”, siano essi folli, migranti, persone con disabilità e troppe volte, il mio sentirmi piccola, mi ha paralizzato. Mi sento in colpa per le continue, ripetute, omissioni che pratico.

Ho un marito che mi vuole bene e a cui ne voglio e ho tre figli di svariate età. Tutti fanno finta di non avere bisogno di me o forse non ce l’hanno veramente (quale soddisfazione migliore per un genitore?) e io per due mesi, due mesi soltanto, gli crederò.

Parto il 1° aprile, parto per un viaggio in e-bike lungo l’intera Italia da Nord a Sud, in solitaria.

Lungo la strada cercherò di perdonarmi, cucendo e unendo i margini delle mie reti e delle mie ferite cercherò di colmare il grande alveo dove sguazzano i “non posso, non voglio, non devo, non sono capace, non mi compete”.

In questa avventura, avrò molti amici vicini:

L’associazione Fareassieme FVG mi supporterà con amicizia,

faremo degli incontri con il movimento di psichiatria di comunità Parole Ritrovate,

i “Nasi Rossi” lungo la strada mi riconosceranno,

porterò la bandiera della mia città, Gemona del friuli, che quarant’anni fa è stata cancellata da un terribile terremoto e poi è rinata,

le associazioni ciclistiche Fiab e Uisp saranno virtualmente e fisicamente al mio fianco e

l’Università di Pisa svolgerà su di me una ricerca per verificare quanto il diabete possa modificarsi con un cambio di vita repentino come quello dato da un giornaliero esercizio di qualche ora.

L’Università di Trieste si occuperà della Geo-localizzazione e del mio stato metabolico

Tutto qua. Sarà una bici-terapia. Sarà come scivolare  tra lo scintillio dell’acqua in mezzo ai gorghi…

“…Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza…”.

(Franco Battiato)

 

Frits_Thaulow-La_Dordogne