biciterapia

"percorreremo assieme le vie che portano all'essenza" Franco Battiato

Month: febbraio 2016

Caos

Cosa vuol dire preparare un viaggio come quello che sto per iniziare con le sole proprie forze? Beh, è un bel caos.
Come è ormai chiaro il mio viaggio non è solo un viaggio per me, è anche un viaggio che parla, un viaggio che racconta storie che mi appartengono, storie come quelle relative alla salute mentale, ai nasi rossi forse, al mondo vivacissimo che si muove intorno alla bicicletta e a quello della promozione al benessere.
Sarà un modo, il mio modo un po’ folle, di addentrarmi in questi temi, di parlare di pazzia e discriminazione, innanzi tutto, e ribadire l’importanza del continuare a parlarne, per cercare di non calpestare i diritti di chi in un determinato momento, si trova confuso e solo.
Non è semplice neanche come viaggio per sé stessi, non lo è. Partire per conoscere le proprie forze e di conseguenze i propri limiti, è cosa abbastanza inconsueta e pericolosa. Ri-percepire il proprio corpo, sentire i muscoli e i tendini, godersi la fatica e il piacere di raggiungere una meta con la sola sua forza, è cosa arditamente provocata alla mia età.
In realtà, non sarà con la sola forza del corpo che compirò l’impresa, ci dovrò mettere anche la forza di volontà e alimentarla di continua motivazione e già so che sarà questa la fatica più grande. Ho in alcuni momenti la sensazione di non essere all’altezza, di non potercela fare non solo per la fatica, ma anche per la paura, per la solitudine, per la novità e quindi il necessario adattamento e cambiamento.
Ho trascorso una vita insieme. Insieme ai miei figli, a mio marito, alle persone con cui e per cui lavoro, agli amici. Improvvisamente mi metterò in condizione di non essere più insieme, almeno non più insieme “vicino”. Dovrò cavarmela. Temo molte cose, dalla fatica, alla pioggia, dalla depressione alla voglia di mollare, dai cani randagi agli sconosciuti.
Allora, chiudo gli occhi e penso a quando vado in bicicletta, quando sono sola nel vento e mangio la strada a quella velocità particolare, non troppo lenta, non troppo veloce, che mi consente di cogliere tutte le sfumature delle emozioni che via via affiorano sollecitate da qualcosa che scorre dentro e fuori di me. Ripenso a questo e mi dico: è un grande privilegio quello che stai per fare. E’ anche una sfida, ma è innanzi tutto un viaggio lento per conoscerti e per conoscere.
Dicevo è un viaggio che parla. In questo momento sono ingorgata. Capiterà ancora durante il viaggio di trovarmi così. Sono piena di sentimenti e di mille cose da pensare. Ho qualcuno che mi aiuta, ma la regia del tutto tocca a me. E dunque, la bici e le attrezzature, l’abbigliamento, tutte le sconosciute cose per poter comunicare durante il mio andare, dal cellulare al computer, dalla conoscenza dei social al mio blog, ma ancora, l’alimentazione, il mio diabete che in quest giorni è impazzito e l’esame di maturità di mia figlia, che pur mi ha detto di andare, e il silenzio preoccupato degli altri figli…. Spazi infiniti in cui rischio di perdermi come in una stanza degli specchi.
Non sto scrivendo molto per questo: di cosa scrivo? Della confusione? Forse dovrei… si, sono in confusione.
Non vedo l’ora di partire, allora sarò costretta a mettere ordine all’ingorgo: pedalare dalle 4 alle 5 ore al giorno, scrivere per circa due, conoscere luoghi e persone il resto del tempo. Cercherò di consolidare una specie di routine, nella quale dispormi comoda e tenace.
Gli incontri che farò durante il viaggio saranno parte della mia storia per sempre. Si annideranno nel cuore e nella mente e quando vorrò, anche da anziana, potrò cercando, trovarli. Avrò infinite storie di un percorso straordinario che si intrecciano con l’intera mia vita fatta perlopiù di cose, agli occhi di tutti tranne che ai miei, ordinarie. L’ordinario e lo straordinario si legheranno per sempre.
E dunque il caos: bicicletta, aziende sorde, la mia fantastica associazione Fareassieme FVG, che non posso deludere, Caterpillar, il finanziamento di Gemona del Friuli di cui non si sa nulla, Università di Pisa anch’essa latitante al momento, On. Casati, Lampedusa, Parole Ritrovate e psichiatria, gli itinerari di Augusto, borse impermeabili, aggeggi per la ripresa video, fiab e suo mondo, amici sparpagliati per l’Italia, giornate dei nasi rossi, Jacopo Fo e la sua presenza, l’amore delle persone che vorrei accanto spiritualmente, Lampedusa e i suoi abitanti, chi vi sbarca carico di angoscia e speranza intrecciate, la condivisione, twitter che parla male col blog ma twitta veloce con instagram, e di instagram che sa dialogare con tutti ma la mia pagina fb è esclusa, Sara che fa del suo meglio ma che presto, per lavoro, mi mollerà, il bisogno di allenamento e l’impossibilità ad effettuarlo come dovrei, la pioggia e il freddo, i postumi della polmonite, dove andrò a dormire, come si aggiusta la bici, i punti di assistenza, l’assicurazione, quale bici, le salite, l’università di Trieste, cosa scrivere, dove scrivere, etc etc… il caos.
Edward Lorenz, nel 1972, espone una famosa relazione sulla teoria del caos, dal titolo Prevedibilità: Il battere delle ali di una farfalla in Brasile provoca un tornado in Texas? in cui si sostiene che il movimento delle ali di una farfalla rappresenta un piccolo cambiamento nella condizione iniziale del sistema, che provoca una catena di eventi che portano a fenomeni di scala sempre più vasta. Se la farfalla non avesse sbattuto le ali, la traiettoria del sistema sarebbe stata molto diversa.
Altro che battere le ali, mi sto agitando molto. Spero che non succeda nulla in Texas, poveretti, non me lo perdonerei.

opera di Gianluigi Colin

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il vento tra i capelli

Buongiorno mondo!
…è il vento tra i capelli, che mi ha conquistato. Per questo vado in bici. E’ sentire che si scuotono e mi accarezzano lievi.
E’ il vento tra i capelli, che mi fa sentire libera.
E’ il vento tra i capelli che mi fa rivivere la mia infanzia, la mia giovinezza.
E’ bello quando una piccola cosa, ha la forza di trasportarmi in un altro tempo e luogo, in un’altra dimensione. E’ il vento tra i capelli, che sempre ci riesce.

Oggi, niente casco almeno per un pezzetto di strada.

capelli

Il Disperato Appello

Ieri sera, mi hanno chiamato Massimo e Sara (Cirri e Zambotti) per il Disperato Appello.

A pochissimi giorni dalla partenza (36 per la precisione), sono ancora senza bicicletta. Ho scritto a più aziende che non hanno  ritenuto meritevole di attenzione la mia richiesta di avere  una bicicletta a pedalata assistita per compiere il mio viaggione.  Non che nessuno sia obbligato naturalmente, ma mi pare abbastanza poco lungimirante questa non considerazione. Si, è vero: non sono un atleta e neanche fliliforme, non sono giovane ed anzi, sto per entrare a pieno titolo nella terza età. Forse le aziende pensano sarebbero più certe della riuscita e del riscontro pubblicitario se fossi altro?

Non conoscono le donne allora. Se una persona della mia età (58 alla partenza, 59 al ritorno) decide di prendersi due mesi di aspettativa non pagata, decide che nella sua vita può realizzarsi una vera e propria follia, se la pianifica e si prepara, è certo che arriverà alla fine e che cercherà di farne una specie di opera d’arte.

Quanto costa un brevissimo video pubblicitario? Tanto. Tantissimo se è fatto bene. E qualche apparizione sulla carta stampata? Tanto anche quello.

La mia età, la mia condizione e il mio viaggio, pieno zeppo di contenuti e intenzioni, sarà sui giornali, sulle televisioni e alla radio. Ne son certa. Perché? Perché ha a che fare con i desideri di ognuno. Tutti abbiamo prima o poi pensato di poter “andare”. Sono certa che ci sarà una buona quota di immedesimazione e non solo di donne della mia età. Sono una persona normale che compie un viaggio speciale, questa è la sfida che colpirà l’immaginario di ognuno.

Aziende: non sottovalutate noi anzianotti, non sottovalutate noi donne né noi che sappiamo passare da un semplice sogno alla realtà. E’ molto probabile che molti si identificheranno, che molti si appassioneranno, che questi viaggi abbiano la forza dell’ esempio che tutti possono emulare

Le aziende che non mi hanno creduto, avranno modo di mordersi le nocche, ammesso che le abbiano. Spero. Il costo per loro sarebbe minimo: una e bike in prestito, contro una visibilità mediatica grande.

Quando parlo di questo progetto, mi credono in pochi, in verità.  Mi credono solo quelli che mi conoscono bene.

Attraverso il Disperato Appello fatto alla trasmissione Caterpillar, forse, tocchiamo ferro tutti insieme, forse, avrò la mia bicicletta e pure di gamma alta (saranno tanti km per tante salite) e la porterò con me con orgoglio per farla conoscere ed apprezzare in giro per l’Italia.

Domani prendo contatti con quelle ditte che attraverso la trasmissione mi hanno offerto Auto Mutuo Aiuto (i vantaggi saranno per entrambi, come nei più classici degli incontri utili e durevoli)

So che per i ciclo-amatori puri, la e-bike è quasi un affronto: vorrei far cambiare idea ai puri e corrompere gli increduli. Con la e-bike, ho avuto il coraggio di sognare questo viaggio che mai e poi mai avrei potuto sperare di fare con bicicletta normale.

Con la mia e-bike, porterò la bandiera della pace fino a Lampedusa per tutti noi. Chi mi seguirà avrà modo, non abbia timore,  di apprezzare le innumerevoli difficoltà, paure, sfighe che dovrò affrontare, compresa la fatica che ci sarà, nonostante la pedalata assistita. Sarà un racconto a tratti noir, a tratti romantico, a tratti arcobaleno.

Grazie Sara e Massimo, grazie mamma RAI RadioDue: ce la faremo.

Naturalmente c’è anche l’altro disperato appello lanciato in trasmissione, che è quello di sostenere questa follia  lasciando un piccolo, anche piccolissimo  contributo nel crowdfunding linkato  (produzioni dal basso: sezioni viaggi, biciterapia) perchè sia un viaggio realizzato da tanti, non solo da me.

Domani vado a prendere appuntamento con il medico delle biciclette per la prima lezione di aggiustamento e cambio camera d’aria. E… io speriamo che me la cavo…

Lo dico a bassa voce, che non voglio neanche io sentire: ho una paura grande, in verità! Chissà se sarò capace di rimanere sola per tanto tempo…

#biciterapa #milavagante #fareassiemefvg #gemona #lampedusa #parole ritrovate

 

https://www.produzionidalbasso.com/project/biciterapia-di-una-mila-vagante/

come riparare

Insight

I viaggi, le avventure, i progetti spesso iniziano senza una consapevolezza precisa del perchè. Così è stato per il mio. Strada (metaforica e non) facendo, uno ad uno i perchè si sono dischiusi e, se ancora oggi ho mille e mille interrogativi, ho la percezione che all’atto della decisione, io avessi già risposto inconsciamente a tutto.

L’insight, in psicoanalisi è l’intuizione e la consapevolezza dei propri sentimenti, delle proprie emozioni e dei moventi del proprio comportamento.

Per questo il mio viaggio si conclude a Lampedusa. Per insight. Immediato, fulminante, irreversibile insight.

Chi non riesce a capire, vada a vedere Fuocoammare, l’intenso documentario che racconta la stra-ordinarietà di Lampedusa.

Sarà tutto, dalla partenza all’arrivo, un viaggio straordinario: 2000 km in bici, la mia età e condizione fisica, la partenza da Gemona del Friuli che durante il mio viaggio ricorderà il devastante terremoto avvenuto 40 anni fa (io c’ero. Eccome se c’ero),  l’incontro durante il tragitto con centinaia di persone che hanno trovato nel loro percorso di vita, il disturbo mentale e quindi hanno vissuto in modo straordinario, l’arrivo a Lampedusa, isola straordinaria per bellezza, distanza, accoglienza, pietas.

cartina-lampedusa

Bicicletta assistita? si grazie!

Alle volte, quando mi chiedono del mio viaggio, le persone vogliono sapere con che bicicletta andrò. Quando dico che userò una bicicletta a pedalata assistita, leggo nei visi di alcuni la delusione e la svalutazione dell’intera impresa.

Immagino che questi circa 2000 km, percorsi uno ad uno, con vento e acqua, con fatica e talvolta con il desiderio di mollare, o con paura e meraviglia, immagino che questi quasi 2000 km non saranno comunque uno scherzo. Non per me, anche se avrò la bicicletta a pedalata assistita.

Ma cos’è una bicicletta a pedalata assistita? Non se ne vedono molte in Italia ancora.

Provo a descrivere cosa è per me: è una bicicletta amica, una che ti prende sottobraccio e ti aiuta, una invenzione che rende possibili cose prima impensabili. Per me è stato questo. Il primo giorno che l’ho provata, ho fatto una sessantina di km utilizzando il livello minimo di assistenza in pianura, ma facendomi aiutare molto in salita.

Rimane il fatto che se io non pedalo, anche l’assistente incluso nella bici, si ferma. Quindi uno sforzo lo devo comunque fare, ma più dolce, più addomesticato, più possibile appunto. Quando ero ragazzina e andavo in bicicletta con i miei amici, se c’era una brutta salita, c’era sempre un ragazzo più galante degli altri che mi raggiungeva e mi spingeva con la mano sulla schiena. Forse era solo per avere la scusa di toccarmi un pò, ma il risultato era fantastico: salivo con minor fatica. Ecco questo è.

Il “ragazzo” nel motore dà forza ai pedali.

La prima volta che l’ho provata ho sentito che con quella bicicletta, potevo.

Non avevo più paura. Il suo valore, al di là della reale minor fatica, è anche questo: il suo potenziale aiuto, sapere che potrà venirmi in soccorso se non ce la faccio.

E’ come avere l’ansiolitico in tasca per chi soffre di attacchi di panico: magari non si usa, ma sapere che c’è è già di grandissimo sollievo.

Grande la e-bike!!

Grande per tutti noi, non altleti e grande per rendere possibili imprese che parevano impossibili. ombra

 

 

la musica è una fortuna

Buongiorno mondo!
Non capiaco molto di musica. Ne ascolto, mi emoziona talvolta e talvolta mi “ingombra da testa” e devo rimanere in silenzio. Non ho televisione da ormai 20 anni, quindi so molto poco di quel che succede in quella scatola ormai appiattita. Su fb, ho ascoltato Ezio Bosso. Ma, mi chiedo, Ezio Bosso: dov’eri? Perchè mai non ti ho incontrato prima? La tua musica mi emoziona, mi trasporta, mi fa volare, col mio corpaccione pesante e ingombrante, con la mia carne e le mie ossa, mi ritrovo a volteggiare in cielo. E’ deciso: ti porterò con me in bicicletta. Ascoltandoti, sentirò meno la fatica, perchè so che nella tua musica la fatica si condensa e si perde.
La musica è una fortuna. La musica si fa insieme.

Bicimania

Biclicletta ha da essere e bicicletta sia!

Ne sto disegnando alcune e di alcune ho fatto una acquaforte e una puntasecca. Ecco i risultati.

#biciterapiamila #biciarteterapia

 

FareAssieme, FareAssieme Friuli Venezia Giulia

All’inizio mi immaginavo un viaggio senza alcun vincolo, dove io , sola con la mia bicicletta, mi ponevo avanti alle difficoltà e alle bellezze con la sola forza della mia determinazione e del mio sguardo obliquo.

Poi ho cercato un senso. L’ho cercato con la mia associazione Fareassieme FVG. Ho sentito l’affetto e la voglia di partecipare a questo sogno gigante. Da quel momento, tutto è cambiato. Sarà l’evento dell’anno dell’associazione, sarà un viaggio fattoassieme.

L’Associazione mi sta  dando una mano vera, facendomi sapere che ci sarà, che mi seguirà, che farà alcune tappe con me. Insieme abbiamo sognato sponsorizzazioni che potessero rendere questa impresa a costo zero, la nostra incompetenza in merito e la defezione di una produzione milanese, che ha fatto perdere molto tempo, sono state complicazioni impreviste.

Ma cos’è il mio Fareassieme FVG? cos’è il fareassieme?

L’associazione faressieme Friuli Venezia Giulia nasce cinque anni fa su un treno mentre eravamo in viaggio per Venezia. Una “uscita riabilitativa” proposta dal Centro Diurno del servizio psichiatrico di Gemona. Ho lanciato la proposta e chi era lì ha subito aderito. Utenti, famigliari e pochi, pochissimi operatori, hanno creato un luogo di civiltà, una comunità di ascolto e di aiuto. La sorpresa è stata che questa semplice azione ha portato crescita per tutti.

Dunque saremo insieme anche se io pedalerò per tutti. Sarà un viaggio anche di psichiatria e ci incontreremo con tanti utenti, famigliari e operatori di altre città che appartengono al nostro mondo del fareassieme.

FAreassieme è una parola inventata e bellissima. FAreassieme vuol dire che non faccio io per te e tu per me, ma proviamo a costruire assieme, ognuno con le proprie forze, ognuno con le proprie risorse, ognuno con le proprie differenze. La fiducia e la speranza sono alla base di tutto e la consapevolezza che insieme si può cambiare fa il resto.

Le imprese grandi  se “fatteassieme”, si scompongono, si addomesticano. E diventano fattibili sempre.

Da Gemona del Friuli a Lampedusa in bicicletta, da sola, aspettando di tanto in tanto che mi raggiungano i miei amici per incontrare nuovi amici e costruire la casa delle Parole Ritrovate di Utenti e famigliari della Salute Mentale. Sarà una avventura del fareassieme. Fattassieme.

E io non ho più paura.

#biciterapiamila #fareassiemefvg #paroleritrovategiroitalia

 

 

 

 

 

 

Primo serio imprevisto

Si dà per scontato di stare bene. Non ci si pensa.

Ho finalmente la mia faticata e-bike a noleggio e tanta voglia di pedalare e conoscere le mie forze e… sono a letto con un accidente di stagione, accidenti alla stagione!

Da qui posso far poco, se non cercare di accellerare la guarigione, ma fra pochi giorni sarò di nuovo in sella. Fra poco pochissimo!

 

 

 

 

 

Se non ora quando….

Se non ora quando… 01.02.2016 (stesso del blog)

“Se non ora quando” è il bel titolo di Primo Levi, ed anche un bel movimento di donne italiane.

E’ la frase perfetta che mi sono ripetuta prima di lanciarmi nell’avventura…Se non ora quando…

Ho 58 anni, sono malaticcia e sovrappeso, ma bella viva e vivace. Ho incontrato ormai più di un anno fa un ciclista particolare che se ne andava, come niente fosse, da Roma in Palestina, da solo. L’ho ospitato lungo il suo passaggio in Friuli per qualche giorno e gli ho rivolto una sola domanda: cosa pensi mentre percorri i tuoi 100-150 km al giorno di pedalata solitaria?

Mi ha dato una risposta che mi è penetrata dentro le viscere e non mi ha più abbandonato:

– Mi perdono-  ha detto.

Ho il diabete di tipo 2 e mi sento in colpa per averlo. Non ho pensato  al mio corpo per tutta una vita.

Lavoro in psichiatria e ogni giorno mi rendo conto che dovrei avere più coraggio e mi sento in colpa per quel che avrei potuto fare e non ho fatto, per quello che dovrei fare e non faccio.

Lavoro costantemente, ogni giorno, con i temi che riguardano “gli ultimi”, siano essi folli, migranti, persone con disabilità e troppe volte, il mio sentirmi piccola, mi ha paralizzato. Mi sento in colpa per le continue, ripetute, omissioni che pratico.

Ho un marito che mi vuole bene e a cui ne voglio e ho tre figli di svariate età. Tutti fanno finta di non avere bisogno di me o forse non ce l’hanno veramente (quale soddisfazione migliore per un genitore?) e io per due mesi, due mesi soltanto, gli crederò.

Parto il 1° aprile, parto per un viaggio in e-bike lungo l’intera Italia da Nord a Sud, in solitaria.

Lungo la strada cercherò di perdonarmi, cucendo e unendo i margini delle mie reti e delle mie ferite cercherò di colmare il grande alveo dove sguazzano i “non posso, non voglio, non devo, non sono capace, non mi compete”.

In questa avventura, avrò molti amici vicini:

L’associazione Fareassieme FVG mi supporterà con amicizia,

faremo degli incontri con il movimento di psichiatria di comunità Parole Ritrovate,

i “Nasi Rossi” lungo la strada mi riconosceranno,

porterò la bandiera della mia città, Gemona del friuli, che quarant’anni fa è stata cancellata da un terribile terremoto e poi è rinata,

le associazioni ciclistiche Fiab e Uisp saranno virtualmente e fisicamente al mio fianco e

l’Università di Pisa svolgerà su di me una ricerca per verificare quanto il diabete possa modificarsi con un cambio di vita repentino come quello dato da un giornaliero esercizio di qualche ora.

L’Università di Trieste si occuperà della Geo-localizzazione e del mio stato metabolico

Tutto qua. Sarà una bici-terapia. Sarà come scivolare  tra lo scintillio dell’acqua in mezzo ai gorghi…

“…Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza…”.

(Franco Battiato)

 

Frits_Thaulow-La_Dordogne

 

 

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